Miracolo a Milano/17 Tre ristoranti per un weekend ad Alba senza Crippa

Tempo di lettura: 5 minuti

“Alba? Ma è ancora in giro? Me la ricordo, era la tôsa della Cesarina, la ricamatrice che stava a Porta Cicca…”

No, non era una tôsa, una figlia, né della Cesarina né di nessuno: ho l’impressione che Totò cominci a giocarci su, su quel candore innocente e ingenuo che pure è tutto suo. Alba è una bella e importante cittadina piemontese, centro principale delle Langhe. Terra di vino, di agricoltura, di prodotti importanti, di gastronomia.

“Ah, il tartufo bianco!”

Esattamente, ma non solo – e non solo vino. Un weekend ad Alba, e scopri un intero mondo enogastronomico che è il tratto più interessante di questa come di molte altre zone della provincia italiana. Per dire – sono posti in cui si mangia comunque, mediamente, bene, se non molto bene (non per niente, ad Alba si trova il Piazza Duomo di Enrico Crippa, due stelle Michelin, 18,5 Espresso, 92 Gambero Rosso, entrato qualche giorno fa nei World’s 100 Best Restaurants all’89° posto – e lo stesso Crippa dice in homepage del sito del ristorante “Per un cuoco è magico essere qua. I langaroli sono abituati a mangiare bene. I prodotti di questa zona sono spettacolari e la gente li compra e li mangia ogni giorno, in ricette semplici o più elaborate.”

“Davvero? andiamo da Crippa? Che bello, sono pronto, voglio assaggiare tutt…”

No – ahimé. Assaggeremo un po’ di cose in giro, per farci un’idea della cucina del territorio – e un’altra volta magari…

Totò ovviamente non era contento – ma grazie al cielo è rimasto soddisfatto lo stesso.

Direi che tutto, in giro per la città, ti fa pensare a un posto dove si mangia bene – non foss’altro per le panetterie dalle vetrine ricolme di torte di nocciole, di prodotti a base di tartufi, di carni vini…

1. Abbiamo pranzato alla Bottega del Vicoletto, in un vicolo appunto a due passi dal centro. Locale non molto grande, gastronomia-ristorante, in entrata una esposizione di piatti (vende cibi pronti per asporto, pasta fresca…), una saletta da una trentina di posti. Servizio gentile, piatti buoni, giusti, ben eseguiti e saporiti – sia il tonno di coniglio che i tajarin.

“I tajarin, o tagliolini, sono una pasta fresca all’uovo testimoniata già nel XV secolo, in origine un piatto da signori; ottima dicono col ragù di frattaglie, col tartufo… ma anche con queste spugnole – forse appena passata di cottura.”

Tortino di zucchine su un letto di pomodoro. Tonno di coniglio. Tajarin alle spugnole. Assaggi di formaggi del territorio

“E dove si va per cena? Piazza Duomo?”

2. Abbiamo cenato all’Enoclub: un locale doppio, l’Enoclub in cantina, volte mattoni a vista, più elegante, e sopra, molto bello, il Caffè Umberto, moderno, che esordisce con l’effetto speciale di… “…ma dai… hai visto? Una parete tutta di bottiglie! è bellissimo!! Posso scegliere una bottiglia? Voglio quella lassù in alto nell’ultima fila!”

Attese un po’ (tanto…) lunghe, ambiente piacevole, e anche qui abbiamo mangiato decisamente bene. Lo chef è Marco Serra, il sous-chef Takayo Ono – mi sa che dovremo parlare di questa “invasione” di giapponesi (e, a sentire gli chef, di giapponesi bravi…) nelle nostre cucine.

In apertura, un tris di assaggi, con un’insalata russa veramente buona, non male la frittatina alle erbette, e una meravigliosa ricottina…

Ravioli del plin al sugo d’arrosto

“Lo sai che plin è il ‘pizzicotto’, il gesto che serve per chiudere il raviolo? E che questi sono buonissimi?”

Costolette d’agnello impanate e fritte con carciofi

“Buogne!”

Potresti almeno evitare di parlare con la bocca piena…

Torta di Nocciola Tonda Gentile con Zabaione al Moscato d’Asti

Bonet

“Ah finalmente il bonet! Si mangia un po’ dappertutto, ma raramente ne trovo uno che mi soddisfi… questo, ad esempio, mi soddisfa, anche se forse ci sono un po’ troppi amaretti al fondo.”

“E questi pasticcini microscopici? sono deliziosi… certo, se fossero più grandi magari… così mi sembra do mangiare di più però… e questo? fammelo assaggiare, dài…”

Abbiamo completato il tour con un pranzo alla Piola (“Ma diamo la parola ancora una volta al nostro esperto di tradizioni contadine, lessico enogastronomico, et quisquilie similie… A-ehm… dicesi piòla con voce gergale un modesto locale pubblico, di frequentazione popolare, una taverna, una bettola e simili; la voce, piemontese, viene dal francese piaule, anticamente piôle…”).

3. La Piola ad Alba è in realtà un bel locale situato proprio sotto il Piazza Duomo – sempre riconducibile allo chef Enrico Crippa, e alla stessa proprietà, la famiglia Ceretto, produttori vinicoli della zona. Riconducibile – ma lo chef è un altro, Dennis Panzeri (“Un plauso e un applauso sinceri e sonanti a colui che ha saputo elaborare e propinare così tante bontà… se ne potrebbe avere un altro piatto?” Di cosa? “Ma di tutto…”).

Locale più popolare, e a prezzi più accessibili, del sovrastante e blasonato ristorante al primo piano (noi peraltro abbiamo mangiato, anche qui, nella – bella –  cantina), presenta proposte legate al territorio, alla tradizione. Assolutamente niente da eccepire, anzi, lodi a non finire.

Antipasti misti: l’immancabile fassona al coltello, un tonno di coniglio particolarmente fresco e piacevole, asparagino con la sua maionese, insalata russa, lingua, salsa verde, giardiniera, vitello tonnato anzi vitello + tonnatura… Squisito.

Tajarin con ragù di salsiccia. Coniglio con salsa all’Arneis patata e taccole… Ma… dove è finito?

“Stupendo, cottura perfetta, sapori sapidi e persistenti…”

Penso che dovrò rivedere le basi della nostra collaborazione, sia sui ruoli che sulla spartizione dei piatti e delle righe tipografiche…

In attesa del dolce: qui in particolare, ma in tutti i locali in cui ci siamo fermati, abbiamo visto veramente il territorio, l’amore per i prodotti, per la cura nelle preparazioni, per una cucina “amichevole”, e che pure non è la banale riproposizione della “cucina di casa”, né la sua scomposizione-ricomposizione (“Hai ragione – a volte, quando lo chef non ci sa fare, diventa esercizio di stile e basta…” – a volte Totò mi spaventa).

Zabaione al moscato con biscottini…

“Una tazza piena zeppa? Tutta per te? Vorrai scherzare, spero – e io?”

Tieni un biscottino.

Bottega del Vicoletto. Via Bertero, 6. 12051 Alba (Cuneo). Tel +39 0173 363196

Enoclub Ristorante. Piazza Savona, 4. 12051 Alba (Cuneo). Tel +39 0173 33994

La Piola. Piazza Risorgimento, 4. 12051 Alba (Cuneo). Tel. +39 0173 442800

[Immagine Alba:santcugat]

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui