Il conto alla rovescia è iniziato da qualche settimana al Terminal Ostiense, nuova sede di Eataly Roma, il gigantesco store con ristoranti di Oscar Farinetti. E viene subito da aggiungere, di Nicola Farinetti. Il giovane gourmet sta guidando la fase conclusiva dell’operazione Roma che, al netto di qualche contrattempo, corre lanciata verso il traguardo finale: l’apertura alla metà di giugno.

“Siamo tranquilli e se sarà il 14, il 13 o il 15 giugno poco cambia”, spiega un inesauribile Farinetti Junior che dalla sua postazione all’ultimo piano segue tutti i passaggi insieme ai suoi collaboratori [Qui, la guida per sapere cosa assaggiare la prima volta a Eataly Roma]. Tutti giovani, veloci, flessibili. Dappertutto squadre di operai montano, collaudano, registrano senza un attimo di respiro. Sabato, domenica, notte o giorno poco importa. Il cantiere è in pieno fermento.

Da uno degli archi che contraddistinguono questo terminal che viene dal passato, da quei Mondiali degli anni ’90 che troppe promesse non mantenne, lo sguardo si perde sui binari della ferrovia che si allunga verso la Piramide Cestia. Il Ristorante Italia, così si chiama, sarà il punto più alto del concetto di cibo che Oscar Farinetti ha pazientemente messo a punto in questi anni? La figura di Modigliani che campeggia sul cartellone sembra voler ricordare ai frequentatori di questo luna park del gusto che un rapporto tra arte e cibo c’è.

Non so se il mestiere artigianale del cucinare possa essere arte (anche su questo tema fiumi di bite scorrono quotidianamente), ma la declinazione di un menu con 20 piatti da 20 regioni che ne verrà data da Gianluca Esposito che ha ben fatto a Bologna (“ha sempre ben fatto riscuotendo consensi”) spiega bene il punto di vista di Oscar Farinetti: prendere il meglio e metterlo insieme, sempre e dovunque.

La maniglia che ti introduce al punto più alto di questa costruzione è una semplice sagoma ricavata dal pieno del metallo. Un’Italia forte il cui profilo rimanda ad un tempo in cui gli oggetti avevano spessore ed erano progettati per resistere al trascorrere del tempo. Si dice così, no? Lo immagino essenziale e contemporaneo questo spazio luminoso e spero riesca a comunicare subito il suo messaggio di “italianità” ai turisti che qui transiteranno. Anche da questa presa sicura.

La scelta di uno chef interno sulla tolda del ristorante “centrale” ha sancito di fatto l’esistenza di una scuola interna di Eataly. E i laboratori che si apriranno alla collaborazione con quanti hanno la passione per la cucina e per i prodotti di qualità rende possibili molti scenari. Le aule e i laboratori saranno animati, si può scommettere, da molte eccellenze. Chiedo dei corsi di cucina, uno dei business di migliore resa, e della ventilata collaborazione con il Gambero Rosso che è un altro caposaldo di questo triangolo del cibo che si sta formando in zona.

“Avremo sicuramente corsi con Slow Food e con Ais”, annuncia Farinetti, “e quindi vedo anche possibile una collaborazione con Gambero Rosso. Noi siamo per l’armonia e pensiamo che a Eataly Roma possano tenere corsi Gabriele Bonci, Sigrid Verbert e altri personaggi del mondo dell’enogastronomia”.

Tanto vero il concetto di partecipazione che è ben noto come “l’Osteria Romana” ospiterà a rotazione osti. I primi tre saranno Anna Dente dell’osteria San Cesario a San Cesareo, i Fratelli Cacciani a Frascati, l’Oste della Bon’ora a Grottaferrata. “Noi siamo per la cucina di territorio e volevamo riproporre una delle grandi tradizione, le osterie dei Castelli. Se prima i romani andavano sui Castelli alle osterie ora Eataly vorrebbe far venire gli osti a Roma. Poi potremmo anche modificare e aprire ad altre regioni e ad altre idee. Vedremo”.

Nel frattempo, chef e osti, annotatevi questo indirizzo mail pressroma@eataly.it che vi potrà servire nel caso vogliate provare sbarcare a Eataly Roma per far conoscere la vostra cucina nella Capitale.

Le novità proposte da Eataly Roma in esclusiva sono moltissime e alcune ancora top secret. Scoprirle, da quelle più divertenti alle più prestigiose, sarà uno dei motivi di visita.

“Tra le chicche c’è il Ristorantino della Frutta”, ricorda Nicola Farinetti. Sarà un ottimo pretesto per i vegetariani che avranno a disposizione anche i consueti banchi di ortofrutta.

Non mancheranno le ali destinate al pesce e alla carne con due punti vendita di grande impatto e altrettanti ristorantini che seguiranno la regola del WYSIWYG, quello che vedi compri o mangi sul posto, appunto, cucinato.

Una delle novità più attese è la grande Friggitoria che sarà tenuta da Pasquale Torrente del Convento di Cetara. “Pasquale Torrente è un fiume in piena”, sorride Nicola. “La sua cucina sarà molto interessante”. Gli approvvigionamenti di pesce fresco renderanno la friggitoria un vero punto di riferimento per gli amanti del genere. “Abbiamo preso accordi con la Cooperativa di Anzio che garantirà un prodotto eccellente”.

Che Eataly Roma ci tenga alla frittura è testimoniato dall’ampiezza dell’area destinata. Pasquale Torrente con la sua giovane brigata avrà una postazione da astronave.

Non devono preoccuparsi nemmeno gli appassionati di pasta e di pizza. Due aree sono destinate a chi fa dei carboidrati una ragione di vita.

Sento il conflitto personale di interesse, ma l’idea che a Eataly si faccia mozzarella di bufala in diretta, ogni giorno e non per un evento speciale, è notizia non trascurabile. Anche perché a nutrire i romani ci penserà Roberto Battaglia con i casari del suo caseificio Il Latte della Bufala di Capua.

L’avvicinamento geografico alla Capitale sarà anche un altro motivo di soddisfazione per gli appassionati dei panini. A Eataly Roma troveranno Mister pan ‘Ino aka Alessandro Frassica che doveva comunque approdare a Roma e dopo qualche allenamento da Settembrini ha un banco senza soluzione di continuità con il forno del pane. Una collaborazione che si rafforza anche in vista dell’apertura di Eataly Firenze a via de’ Martelli.

E se sono oltre 5.000 le referenze alimentari come annunciato sul sito, di una abbiamo subito scattato una foto: farine del Mulino Marino che alimenteranno il forno del panificio.

C’è ancora tanto da dire e tanto da scoprire nei circa 16 mila metri quadri dell’immobile completamente rivisitato, nello spazio eventi, nelle 10 postazioni didattiche (Mani in pasta Pellegrino Artusi per imparare), nel crocevia di scaffali, di libri, di cioccolato, di vini (che aspettano solo di essere svelati), di birra (sì, sì c’è anche il microbirrificio), di street food, di caffè (che sarà tostato in diretta), di… Va bene, qualcosa vorrete scoprire anche voi.

Nell’attesa dell’apertura delle porte, ecco altre fotografie che vi raccontano per dettagli l’atmosfera che si sta creando in un luogo abbandonato al degrado da più di venti anni e prossimo alla rinascita grazie al cibo e a un imprenditore che ha portato la sua formula in giro per il mondo da Tokyo a New York iniziando da Torino. A proposito, dopo Firenze e Milano, ci aspettiamo anche un flag ship store europeo? Parigi? “No, non è in programma. L’Eataly New York dell’Europa, diciamo così, sarà a Londra”.

Ah sì? E, scusa Nicola quando apre Eataly Londra? 🙂

(Big Picture: le foto possono essere ingrandite cliccando sull’immagine)

[Qui, la guida per sapere cosa assaggiare la prima volta a Eataly Roma]