Eataly Roma. Cosa assaggiare quando aprirà tra pochi giorni a Ostiense

Eataly Roma apre. Ecco una prima guida ragionata per assaggiare eccellenze alimentari proposte in 23 punti ristoro dei 17 mila metri quadri

Locali

Il parco giochi per gli appassionati gourmet è pronto per il taglio del nastro. In anteprima, Oscar Farinetti ha condotto per mano un drappello di giornalisti e fotoreporter affamati delle novità che i 17 mila metri quadri e i 4 piani dell’ex terminal Ostiense, progettato da Julio Lafuente negli anni ’90, potevano offrire. Non sono rimasto/i delusi. Come già si notava dalle foto di dettaglio pubblicate 3 settimane fa, lo sforzo è stato notevole per riuscire ad aprire il prossimo 21 giugno. Giorno d’estate e solo l’anno bisestile lo priva del solstizio. Che nella filosofia dei segni farinettiani il rimando e l’evocazione sono importanti. La luce entra abbondante negli archi vetrati dell’edificio post moderno che ha ritrovato la sua ragion d’essere in questa cattedrale del cibo. Impensabile quando fu progettato e abbandonato al suo destino.

Oscar Farinetti il primo regalo lo ha fatto alla collettività risanando un’area importante della città, quella a latere degli ex mercati generali il cui master plan si è arenato sui fondali di progettazioni ambiziose ma, al solito, estranee al corpaccione antico della Capitale. Dovrebbe essere ripagato oltre che dall’imperitura riconoscenza degli amministratori locali e dei romani, dall’afflusso di grandi numeri. Le stime ottimistiche indicano in 7 mila al giorno gli accessi da contabilizzare, ma si sa il vero indicatore sarà lo scontrino medio.

Non è il solo a scommettere. Lo sa bene Renata Polverini, governatrice del Lazio e primo politico a mettere piede a Eataly Roma che ha seguito l’Oscar nazionale nel percorso esegetico. Un parco giochi che dovrà far comprendere che il cibo è cosa seria ed educare una gran massa di giovani che, attratti dalla possibilità di piantare le tende, potrebbero scambiare Eataly Roma per un centro commerciale da sabato rutilante.

Ecco la guida ai piaceri da non mancare al primo appuntamento (considerato che con 23 luoghi di ristoro la scelta non sarà semplicissima).

Piano Terra

Eataly Roma è dedicata alla bellezza agro alimentare e ai numero 1 delle eccellenze gastronomiche. Il concetto del mettere insieme quanto di meglio l’Italia possa offrire è il leit motiv delle scelte strategiche.

Il numero 1 dei panini è ‘Ino aka Alessandro Frassica, mister panino che va in giro per il mondo a far panini. Da Firenze, dove è la sua bottega, a Roma per spiegare in pratica cosa vuol dire farcire un pane (la cui formula, per inciso, è stata personalizzata dal contiguo forno che utilizza le farine macinate a pietra). L’avversario del panino fast food a tutte le ore mette subito in chiaro che ai suoi banchi l’emozione ha un orario preciso: chiusura alle 21:00 (l’orario “generale” è dalle 10 del mattino a mezzanotte senza soluzione di continuità). Come dire, niente mandrie al pascolo il sabato sera.

Ne resterete affascinati per scoprire come la semplicità possa avere un gusto immenso. Al pane troverete anche una faccia conosciuta, Agnese Malatesti, foodblogger e concorrente di Masterchef. Eataly è un forte attrattore e lo hanno già sperimentato i 500 collaboratori “sedotti” da Oscar Farinetti.

Un po’ sapore di mare al lato giustapposto di Ino e del ristorantino dedicato alla frutta (in abbinamento all’orto e all’ortofrutta esposta nei cestoni di vimini e serio tentativo di rendere attraente il prodotto che al 90% dei gastro appassionati fa venire in mente regimi dietetici), c’è la piadineria dei Fratelli Maioli di Cervia.


Una cabina di Rimini a bande bianche e azzurre e il gioco è – quasi – fatto. Ci mettono l’esperienza della famiglia e le producono direttamente davanti ai clienti Mirko ed Alessandro. Una puntina di sale di troppo, ma dove la trovate una piadina così senza varcare il Rubicone?

Primo Piano

Il numero 1 dei fritti è Pasquale Torrente del Convento di Cetara. In una città che del fritto si stanno ritrovando le tracce grazie al lavoro continuo e serrato di locali come 00100 e Gatta Mangiona per citare i più gettonati dai giovani, l’arrivo del funambolico maestro di alici è un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere. Al banco della friggitoria ci sono le paste fritte con una rivisitazione della frittata partenopea e soprattutto pane, burro e alici.

Non si è ancora aperti e già si sperimenta l’applicazione killer della premiata friggitoria: il supplì.

Già suadente musica (a proposito, ve l’abbiamo detto che come omaggio alla bellezza italiana la colonna sonora di Eataly Roma è diffusa da 70 grandi schermi e da un mega impianto Bose che rilancerà Rossini e i grandi cantautori?) per le papille dei fanatici dello street food – diamo un attimo di registrazione alla panatura – potrà entrare in concorrenza con il mitico cuoppo di alici indorate e fritte (ma anche imbottite con provola).

Un bel banco di prova per il giovane Gaetano che dalla tranquillità della cuopperia di mare è stato catapultato al centro della giostra di cibo più grande del mondo.

Se vi piace la pasta, Eataly Roma ha portato da Mondovì le sfogline, anzi come ha rettificato Farinetti, gli sfoglini. Egidio Michelis con i figli Marco, Cristina e Mario la producono nel loro laboratorio artigianale aperto dal nonno nel 1919.

Cento anni quasi di esperienza nel punto di preparazione (sempre a vista come impone la filosofia di trasparenza) per portarla a casa o assaggiarla al ristorantino di pasta.

L’unica postazione che mi è quasi sembrata sottodimensionata (anche se può contare su 154 posti a sedere, solo 4 in meno della pizzeria) rispetto a quelle che potrebbero essere le richieste degli avventori. La pasta è anche quella di Gragnano: Premiato Pastifico Afeltra (una delle aziende del gruppo), Pastaio di Gragnano e Garofalo sono le marche a disposizione dei pastacciuttai.

Secondo Piano

Uno dei piani più convincenti di Eataly per le massaie (esistono ancora?) alle prese con la spesa e i dubbi sulla qualità del pesce e della carne. Due banchi che si fronteggiano e altrettanti ristorantini. A sinistra, Sergio Capaldo il fondatore del primo presidio Slow Food, La Granda – associazione di allevatori di bovini di razza piemontese – e selezionatore delle altre carni di cui molte di origini laziali.

A destra, Nando Fiorentini che ha fatto il pescatore per 20 anni all’Argentario e poi il selezionatore per Eataly. E’ lui che va a cercare il pesce migliore alle aste di Anzio, Fiumicino e Gaeta.

I banchi del pesce non erano ancora allestiti, ma l’assaggio di gamberi e mazzancolle in una pioggia di freschezza e di iodio promettono di rendere almeno più facile l’approccio all’acquisto.

L’idea del km0 non è una delle prerogative di Eataly. Il buono va preso dove si trova. L’idea di allestire il ristorante delle Osterie Romane potrebbe sembrare un po’ strana. Ma con questa mossa Oscar Farinetti da consumato venditore prende due piccioni con una fava: i romani sedentari che non riescono ad arrivare, ad esempio, sui Castelli o nell’Agro Romano e i turisti che non saprebbero come arrivarci: vuoi mettere che sei sceso dall’aereo e con un collegamento semplice semplice ti metti a tavola dell’Osteria San Cesario? Anna Dente apre il trittico delle presenze con i suoi piatti sostanziosi e dopo di lei arriveranno i Fratelli Cacciani da Frascati e l’Oste della Bon’Ora aka Massimo Pulicati da Grottaferrata.

Chiudiamo il piano con il Caffè Vergnano e Terre Alte. Il work in progress alimentare che di fatto impronta le attività di Eataly Roma (c’è anche la mozzarella di Roberto Battaglia da Caserta che viene prodotta live) regala tostatura in diretta e degustazione a seguire. Profumatissima.

Terzo Piano

Qui si impara con i laboratori e partecipando alle cene raccontate dal maestro Stefano Bonilli: 13 appuntamenti con la storia e la contemporaneità delle tavole dell’eccellenza (da Cantarelli 1950 a settembre a Massimo Bottura 2011 a dicembre) in un tour al prezzo speciale di 950 € (oppure 80 € se si vuole selezionare).

Qui c’è il Tavolo dei 10 Fortunati realizzato in collaborazione con la Whirpool. Dieci commensali si potranno accomodare al desco preparato una volta al mese da uno dei grandi chef del mondo. Per conquistare il posto occorrerà partecipare all’asta al rialzo. L’effetto virale dovrebbe essere garantito.

E poi, il ristorante Italia, il segno della bellezza con 3 opere di Amedeo Modigliani che qui verranno esposte e il giovane chef Gianluca Esposito in arrivo da Eataly Bologna. Ogni giorno il menu proporrà 20 piatti (5 antipasti, 5 primi, 5 secondi, 5 dolci) per raccontare a tavola la summa delle regioni italiane. Facciamo un risotto che assomiglia proprio a un risotto, aveva iniziato ai tornelli Oscar Farinetti.

La sua creatura è pronta a cambiare le regole del gioco alimentare a Roma con una struttura razionale, curata nei dettagli e personalizzata come sta lì a dichiarare la poltroncina di Kartell Louis Ghost disegnata da Philippe Starck e qui rivestita in cuoio.

Al timone c’è il giovane Nicola che ascolta il padre raccontare quanto è stato fatto fin qui e quanto ancora c’è da fare. Non resta che attendere il 21 giugno (o anche prima): “Contiamo di aprire le porte alle ore 10”. I romani dovrebbero ben rispondere.

E voi, cosa farete la prima volta a Eataly Roma?

Eataly Roma. Piazzale XII Ottobre 1492. Roma

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.