Eataly Roma apre oggi e mi dibatto tra corata e interiora di abbacchio

Quanti reportage ha dedicato la rete a Eataly Roma? Non saprei, ma sto provando a spiluccare tra foto, cartine, video e servizi e piazzare la mia classifica dei servizi più voluttuosi e invoglianti oltre queste pagine, chiaro. Un dato è sicuro: oggi Eataly Roma apre e surriscalda l’aria peggio di quanto stia facendo l’afa. A proposito, ma all’ultimo piano che sembra di stare in mansarda, oggi funzionerà l’aria condizionata in mood polo nord?

1. l’Unità. galattico, mitico, leggendario, insuperabile, fantastico. Ha riassunto così la dialettica di Oscar Farinetti, ha soppesato i vantaggi e gli svantaggi dell’apertura di Eataly. Ha dato fornito cifre: 550 giovani assunti, 300 ulteriori se tutto fila liscio e soprattutto quanto è costata questa operazione all’uomo di Cuneo. 80 milioni di €. Sarà per questo che si ripete con una notizia flash clamorosa. Dentro Eataly c’è uno sportello della BNL Paribas. Mi fa strano che i compagni si occupino di economia. Deve essere qualche vecchio e consunto libro ante anni ’70. Sarà anche perché qui si può spendere da 5 a 5.000 €. Nessun problema per me. So esattamente da che parte della forbice mi posiziono.

2. At Casa. L’accostamento cibo moda è quello più gastrofighetto possibile. Le patinate “pagine” dello specializzato del Corriere mi mandano in panne alla voce punti di ristoro: 22 in didascalia della foto di apertura, 23 correttamente nel testo. Mi sorge il dubbio che abbiano eliminato un punto non in linea con la tendenza. Tranquilli, le colorate cabine della piadina ci sono!

3. Corriere.it. Il miglior video lo ha pubblicato Luca Zanini. Voce sufficientemente distaccata e immagini che ci fanno capire chi ha visitato di più Eataly prima dell’apertura: la governatrice del Lazio Renata Polverini che è passata dalla faccia “ammazza che ti ha combinato questo qua” all’agguanto rapido della focaccetta insieme al sindaco de Roma. Imperdibili Anna Dente che fa la meglio cuoca romana del mondo e Faccani che avverte che negli ultimi 90 anni, da quando cioè è nato il ristorante sui Castelli (ammazza come se li porta bene) lui non aveva visto niente di simile. Oh yes. Titolo Eataly de Roma. Quando si dice il folk.

4. Il Sole 24 Ore Luxury. Toni asciutti e galleria fotografica per il mondo del lusso. Forse Eataly Roma è troppo poco lussuosa per i lettori confindustriali. Se 80 milioni di € vi sembrano pochi, beh ma cosa deve fare un imprenditore enogastronomico? Comprare il 3 ruote e vendere ‘o per’ e ‘o muss?

5. Dissapore. Solo a loro poteva venire in mente di fare una diretta all’apertura dei cancelli e di compilare il primo report antropologico dei clienti. Un po’ come faceva, prima dell’avvento di tutor e pistole radar, l’Anas con i gabbiotti delle statistiche con l’addetto che metteva le x sui fogli. A mano. Quindi se volete sapere cosa sta succedendo con i carrelli della spesa, sintonizzatevi qui.

Va bene, ma un mio personale contributo devo darlo e almeno in veste polemica e controcorrente altrimenti mi appiattisco sulle posizioni del quanto è bello (e te credo lo ha fatto Lafuente mica qualche incavolato dipendente municipale) questo hub (hub? Vade retro a ‘sta parola) del gusto, il luna park (e daje con le parole che devi toccà ferro) del cibo e amenità varie.

Oscar, lo so che mai mi risponderai, ma per quale motivo prendete la corata d’abbacchio dall’Italia e l’abbacchio con la testa e le interiora (cioè, la corata?) dal Lazio? Spiemontevizzatevi sui termini, siete già avanti con abbacchio 🙂

PS. A proposito, come vi sembrano i prezzi?

7 Commenti

  1. Eataly è come un campione di decathlon: non eccelle in nessuna specialità, ma eccelle nel complesso.

    Se cerco la frutta o la verdura più buone di Roma, non le troverò a Eataly, se cerco un vino o una birra particolare magari non sarà su quegli scaffali, e così per certi formaggi o certe spezie.

    La pizza non sarà mai come quella di Bonci o di Sforno, l’orto di Pomarius sarà sempre a un altro livello, la Tradizione e Liberati continueranno a essere recordmen nei 100 metri o nel salto con l’asta, ma la medaglia d’oro di decathlon spetta senza dubbio a Farinetti.

    E già così, la qualità del cibo di Eataly è superiore almeno al 90% del cibo analogo che si trova nella capitale.

    • Concordo! C’è tanto e tutto di buona qualità. Forse nessuna eccellenza ma il livello medio è alto. I prezzi sono alti per i prodotti come vino, birra e fresco (carne e pesce) ma se si vuol mangiare si spende sicuramente meno che non in un ristorante (anche perchè non ci sono ristoranti ma “punti ristoro”).
      Personalmente ho provato:
      – pizza (rigorosamente margherita) e non l’ho trovata affatto male;
      – pane e ritengo ci sia di meglio;
      – pasta fresca e non mi è piaciuta;
      – pesce, buono.

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