BBQ e birra. I migliori abbinamenti prima che finisca l’estate

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Un tema nato per gioco da un rapido scambio di email. Oggi parliamo di abbinamenti.
Estate oltre a caldo e ferie, è anche stagione di barbecue all’aperto, sia diurni che serali. Questi ultimi giorni di agosto scatenano ancor di più la risposta estiva alle belle sbraciolate sul caminetto che, lo so, inizieranno a balenare nelle vostre menti quando due giorni di temporali vi faranno tirare il maglioncino dal cassetto.
 Abbiamo iniziato con le gite fuoriporta delle feste comandate, il trittico Pasquetta-25Aprile-1° Maggio e siamo andati avanti per questo agosto accompagnato da i vari Minosse e Caronte e non ci fermeremo fino a che il tempo regge cioè settembre.

In Italia la ciccia chiama il vino, rosso! A Roma, la base di ogni cortina fumogena che spunti sull’Appia o lungo la via dei Laghi è il Velletri Rosso ma anche produzioni di Syrah si fanno apprezzare. In Toscana sono pronto a scommettere sul Montepulciano e sul Brunello, mentre in Sardegna un maialino avrà il suo Cannonau. 
Da poco ho scoperto un 100% Sangiovese in terra di Massa Marittima invecchiato 14 mesi in Barrique francesi di 14° fruttato strutturato che talmente era buono da reggere da solo la scena, un session wine. 25 € circa spesi bene, ma stiamo divagando, io poi di vino non ci capisco un’H, o mi piace o non mi piace ecco il mio metro di giudizio.

In America, la grigliata è accompagnata dalla birra e come già ho avuto modo di dire, gli americani la birra la sanno fare, e bene, anche se nei film con la famigliola e le truppe degli amici noi vediamo le solite bottiglie di roba industriale, Miller e Bud su tutte.

Ma se noi volessimo fare una grigliata di quelle fatte a mestiere, salsiccie, luganiga, spuntature, pancetta, pollo, arrosticini come se piovessero, o mettere sul fuoco una fiorentina corposa, e volessimo accompagnare il tutto da birra, quale potremmo bere? 
Ovviamente dipende da cosa stiamo mangiando.

Se è una grigliata mista di quelle un po’ mangi seduto un po’ in piedi a rubar le prima cose tirate via dalla brace, allora io opterei per una birra da compagnia, una bella Pils Ceca con la sua carica amara erbacea, o una Pale Ale che al carico amaro unisce anche i sentori di agrumato, comunque gradazione non superiore ai 6°, se rimaniamo sui 5 o giù di lì meglio. Roba fresca che fa scendere con gusto la ciccia rovente. Un’altra scelta gradevole può essere una Rauchnbier (affumicata) non aggressiva, ma per questa magari o andate a Bamberga o forse è un po’ più difficile la reperibilità. La più semplice da acquistare è una spremuta di Speck, a me non piace.  Oddio, se siete in Emilia e riuscite a trovare la Preda di Statalenove (1° a Rimini della Categoria) state messi bene.

Se parliamo di bisteccone, filetto e controfiletto al sangue che ancora muggisce e da mangiare rigorosamente seduti, allora ci spostiamo su birre strutturate di natura mitteleuropea o fiamminga, roba da chiudersi a libretto a fine pasto, convivialità e poi requie post pasto. Bock o Doppelbock tedesche, dove la maltatura all’ imbocco e la carica alcolica alla fine ne caratterizzano il gusto, l’amaro normalmente non è avvertito in modo pesante. O se andiamo in Belgio ci dedichiamo a una Tripel o a una Birra d’Abazia, sapori fruttati e gradazioni alte, da ricordare che anche la Raison d’être dell’americana Dogfish Head, birra nata per accompagnare le T-Bone Steak è ispirata alle grandi birre fiamminghe, e anche lei va a 8° (qui le vedete in azione a Eataly Roma).


Ultimamente a un matrimonio in Maremma (dove ho conosciuto il Sangiovese di cui sopra…) la portata della carne, grigliata di salsicce toscane e tagliata di manzo con pinzimonio di verdure è stata accompagnata da una birra homebrewer maturata in botti di vino rosso, la base era sicuramente una bock tedesca, frutti rossi al naso, malti tostati, color rosso ramato “metallizzato”, come se fosse un rosè senza la trasparenza de vini, o simile a certe sour, gran cappellone di schiuma ramata persistente, luppolatura non eccessiva, l’amaro arriva lieve lieve alla fine, il bilanciamento all eccessivo maltato le dà la maturazione in botte che gli dona una punta di acidità vinosa (mi daranno info a riguardo ma dai sapori sono indirizzato su un buon Sangiovese autoctono).
 Corpo leggero ottima bevibilità, arriva la botta alcolica alla fine, non da KO ma si fa sentire.
 Perfetta lei e perfetta la scelta di abbinarla alla ciccia maremmana che ci hanno servito.*

Discorso a parte se la grigliata è di pesce o di verdure, in questo caso la scelta secondo me è obbligatoria. Weiss o Witt, dipende se vi piace più o meno la carica agrumata della sorellastra belga della birra di frumento tedesca. le birre bianche ben si sposano ai sapori del pesce e alla delicatezza delle verdure, financo col radicchio dove vanno in contrasto all’amaro di questultimo. In alternativa possiamo andare anche con la verdura a Pils ceche o Golden Ale.

Ma una cosa comune sia che mangiate carne o pesce è che alla fine di tutto, per continuare con piacere con le persone care, o da soli, è dedicarsi una Barley Wine al tramonto se siamo in estate, davanti a un fuoco se siamo in inverno. Al momento, per me, Dudes di Toccalmatto tutta la vita.

*la foto fatta al volo con mezzi di fortuna non è storta. Ero io a esserlo 🙂

[Immagine: cameron’s brewing]

2 Commenti

  1. Bel servizio, complimenti e grazie!! E evviva la birra, sepre un po’ la cenerentola del bere!! Solo una domanda: ma che adesso fanno le grigliate ai matrimoni? Mi sa che sono rimasta indietro…

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