Pizza d’argilla. La pizza senza tempo secondo Gino Sorbillo

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Cambiate la vostra percezione della pizza. Non quella che è migliore e nemmeno quella più in alto in classifica, al nord o al sud con polemiche e prese di posizione. Pensate alla pizza che dura più a lungo, trasportabile, anzi, spedibile senza che cambi forma. Inalterabile. Non esiste, vero? Invece, ci ha pensato il solito Gino Sorbillo, masaniello ma anche artista e soprattutto autore delle instant-pizza quelle che lanciano un messaggio legato all’attualità come quella dedicata a Steve Jobs nel giorno della sua scomparsa. O contro la casta dei politici. Un messaggio in una bottiglia al tempo del web 2.0. E ora la manualità nell’impasta farina l’ha trasferita in un altro impasto possibile: quello dell’argilla. Per dare forma a una pizza senza tempo che riproduca una semplice marinara o, appunto, la pizza dedicata a Steve Jobs con la mela morsicata simbolo della Apple.

Un progetto artistico che è diventato anche un libro presentato al Salone del Gusto 2012 e che ha spiazzato un po’ tutti per la carica innovativa che avvicina pizza e arte. È stata molto appuzzata da Davide Scabin che ha sottolineato la mutazione di linguaggio dall’oggetto edibile a quello conservabile in maniera indefinita. “Un modo per trasmettere l’idea di pizza anche ai miei pronipoti”, ha spiegato Gino Sorbillo a margine della presentazione del libro che porta in apertura la prefazione di Carlo Petrini di Slow Food.

Ed ecco la nota della Fabbrica delle Arti che ha reso possibile il progetto di un nuovo “impasto possibile”.

«Gino Sorbillo, uno dei più noti pizzaioli napoletani, ha incontrato il progetto della Fabbrica delle Arti con grande entusiasmo – dichiara Giusi Laurino, direttore artistico della Fabbrica delle Arti -. Nonostante la sua pizzeria sia oggi un luogo di grande successo, Gino non spende le sue energie per creare nuove sedi ma, intrecciando rapporti e confronti, non soltanto con il mondo dell’enogastronomia, porta la sua pizza ovunque, facendola diventare un simbolo di comunicazione e un veicolo universalmente comprensibile di messaggi sociali. In maniera spontanea e immediata, al banco di lavoro crea le sue “pizze parlanti”. Le pizze di Gino sono piene di segreti dell’anima, gioiose e belle da vedere. In una visita all’antica fornace del Cotto Rufoli, nasce l’idea di realizzarle in argilla. Gino Sorbillo ha trasferito la sua grande manualità nel lavoro dell’argilla, modellandola quasi fosse il suo impasto per la pizza. Naturalmente la consistenza e i tempi di cottura e di attesa sono ben diversi. Il forno è quasi lo stesso. Il risultato è una serie di opere ceramiche, belle a tal punto da sollecitare il gusto».

Le “pizze d’argilla” sono state realizzate a Vietri sul Mare (Salerno) presso l’atelier ceramico Ios di Sergio Scognamiglio.

Il lavoro è documentato da una pubblicazione a cura di Ideas Edizioni, nel quale sono contenuti un’introduzione di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, un testo critico di Giusi Laurino e un’intervista a Gino Sorbillo a cura di Antonio Puzzi. Le immagini sono di Mario Laporta, Angela Grimaldi e Maddalena Tartaro.

Fabbrica delle arti. 347.5650976 – 081.0122327

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