Romeo. Che effetto fa sapere che il panino con mortadella costa solo 2,35 €

Quanto è costoso Romeo, il nuovo locale in Prati di Cristina Bowerman, Fabio Spada e dei fratelli Roscioli, Alessandro e Pierluigi? Viste le foto che riprendevano non solo l’architettura di Andrea Lupacchini, già autore del Glass Hostaria, ma anche uno dei prodotti più costosi, le alici del Cantabrico, è partita la ridda di previsioni. Romeo sarà a un livello di prezzo altissimo. Per un gastro-bistrot che mette insieme la logica del mangi ciò che vedi e porti a casa ciò che hai mangiato (ossia ci fai la spesa oltre alla pausa pranzo, la variabile prezzo ha il suo peso.

Abbiamo fatto così una semplice prova. Acquistare un panino “basic”‘ il panino con la mortadella, la mortazza che a Roma sarebbe da inserire nella pizza bianca (e qui se ne trova). Passaggio al reparto panetteria con l’acquisto di un osso o tozzetto delle dimensioni utili alla bisogna (0,61 €). Con 62 grammi, pesati al banco della gastronomia, di mortadella classica di San Luca si aggiungono altri 1,74 €. Totale: 2,35 €.

Possiamo dire che per un panino Made in Roscioli (cioè uguale a quello di qua del Tevere) siamo in presenza di una reale convenienza?

19 Commenti

  1. stupirsi per un banco gastronomia (di qualità, ovviamente) che pesa i prodotti e li fa pagare al loro normale prezzo al kg fa riflettere sul valore pubblicitario che il “panino” ha preso nell’ultimo anno.

    • Fa riflettere anche sulle aspettative del cliente che forse da una piazza come Roma finora ha chiesto poco in termini di qualità e prezzo. Altrimenti come li spieghi i tanti, tantissimi locali scadenti che fanno il pieno a pranzo? Ben venga Romeo quindi che magari romperà qualche certezza di troppo anche nell’offerta della zona. Curiosità: il panino in questione è da consumare in piedi passeggiando, o da portare via, immagino… Sarei curiosa di sapere qual è il prezzo di un panino seduti.

      • ovvio che benvenga Romeo la tutta l’idea che c’è dietro lui e tanti altri di questi locali, ovvero la ri-scoperta del mangiare a pranzo in maniera decente.
        d’altra parte trovo estremamente normale che un banco salumi venda i salumi al loro peso effettivo e una pagnotta al suo peso effettivo e che il conto venga di pochi euro. è cibo-base con ingredienti base, ma probabilmente il pagare panini-gourmet dai 10 euro in su, anche quando si tratta di pane/formaggio/salsa ha un po’ spostato i parametri dello stupore.

        • Diciamo che questo è fare spesa, mentre in altre parti compri un panino “prodotto+servizio”. Devi sempre stabilire se il prezzo che stai pagando ha il giusto corrispettivo. Il che non è sempre detto nè per il panino da 2 € o per quello da 15. Come per un pranzo o una cena. Da Romeo trovi questo mix, il panino semplicissimo a 2 € o quello studiato come piatto a 10 €. Diciamo che puoi “usare” Romeo secondo il tuo portafoglio anche se le proposte essendo spostate sulla qualità possono puntare (come nel caso delle alici del Cantabrico) a cifre sostenute. Ma oggi ho assaggiato, tra l’altro, un hamburger che penso rivoluzionerà più di una classifica.

          E comunque diamo almeno la possibilità di far entrare a regime una macchina che aprirà alle 8 (se non alle 7,30) e chiuderà a mezzanotte più o meno.

  2. a me questa storia sul costo di panini/materie prime/ristoranti ha veramente stancato, soprattutto se viene da gente come tutti noi che beatamente ci ergiamo a soloni dietro la nostra tastiera mentre c’è gente che ogni giorno si ammazza di fatica e rischia il proprio denaro. Il costo di un bene è dato dalla materia prima, dal servizio, dal numero di passaggi che compie per giungere all’utente finale e da un quid pluris intangibile che è dato dal prestigio e dallo standing riconosciuto di chi il bene produce o commercializza. A ciò poi si aggiunge, e questo a mio parere vale per l’alta ristorazione di cui Cristina Bowerman e altri sono fulgidi esempi, il fattore emozionale collegato all’esperienza vissuta. Di tutto questo bisogna tenere conto e tutto questo ovviamente ha un peso diverso a seconda dell’utente. A me per esempio non frega un fico secco di avere l’auto o il pc o il cellulare all’ultima moda mentre invece provo un’intima gioia per una cena alla Pergola. Ovviamente è una mia posizione personale, che non assurge a parametro assoluto e che quindi non mi sentirei mai di trasformare in un giudizio tranchant. Ecco, questo non capisco, perchè chi ritiene che un bene sia per lui costoso non si limiti ad astenersi dal comprarlo ma piuttosto pontifichi sull’abusata piazza telamatica. Anche perchè, questo cerchiamo di spiegare ai nostri studenti, se un bene ha un prezzo sproporzionato rispetto al valore (intrinseco ed emozionale) prima o poi esce dal mercato. Lunga vita a chef e imprenditori validi e un po’ di rispettoso silenzio a tutti noi!

    • La gente che si ammazza di fatica sono gli imprenditori? Io non lo sono e per questo parlo da cliente. Da questo osservatorio vedo tanta offerta scadente (e la cosa mi riguarda molto da vicino, nel senso dell’utente e non dell’imprenditore che potrebbe “approfittarne” intelligentemente) e folle di gente che beatamente consumano cose scadenti a prezzi ragguardevoli anche perché le alternative non sono numerosissime (almeno in Prati, almeno a Roma). Da questo circolo vizioso si può uscire se qualche ristorante ( come potrebbe essere il caso di Romeo) cambia le carte in tavola e aggiunge un’offerta nuova, dove il rapporto prezzo qualità è molto più favorevole che altrove. Le cose in fondo non sono immutabili e le papille gustative ce l’hanno tutti… :-))

        • La fatica -o meglio: l’impegno professionale- non è solo scaricare casse di pesce ai mercati generali o tirare su muri.
          Si può arrivare molto stanchi alla fine di una settimana lavorativa in tanti modi, compreso spremendosi il cervello.
          Avendolo, ovviamente.

          • Questo commento mi sembra un tantino ingiustamente offensivo. Chiudiamo un occhio per questa volta.

    • Mi scusi, ma se invece uno un prodotto di qualità è abituato a comprarlo da tempo, ad un certo prezzo ed in un certo posto, e se lo ritrova altrove a quattro volte quel costo, ha il diritto di stupirsi ed informarsi su motivi e caratteristiche, oppure deve tacere per via del differente fattore emozionale e per non mancare di rispetto a chi si ammazza di fatica (mentre noi clienti notoriamente stiamo in panciolle tutto il giorno) ?

      • non mi pare di aver detto questo. e l’esempio che lei fa merita la più giusta delle reazioni, ossia evitare accuratamente l’acquisto dove è immeritatamente più caro.

  3. Si, signora. Gli imprenditori, quelli onesti, che pagano le tasse, che hanno dipendenti in regola, che pagano i fornitori e che si preoccupano ogni giorno di offrire il meglio possibile ai loro clienti, si ammazzano di fatica e di preoccupazioni. E sfido chiunque a dire il contrario. E le papille non sono tutte uguali, soprattutto in tempi come questi in cui si è assuefatti a cibi pieni di additivi e conservanti: basta far provare ad una persona abituata al tonno Rio Mare una ventresca artigianale per osservare l’espressione di disgusto per il sentore particolare cui non si è abituati. E quanto a Roma, abbiamo tante offerte, basta saperle o volerle cercare.

    • Non ho niente contro gli imprenditori, è che il suo commento mi sembrava leggermente più realista del re (dal momento che parla di studenti, forse lei non è un imprenditore). Quanto ai tanti indirizzi in zona, io tutti questi locali con un buon rapporto qualità-prezzo non li vedo (dove ti sazi, mangi cose di qualità senza spendere una tombola) Ma forse non ho esplorato abbastanza… Mi aiuti lei a conoscere meglio la zona! 🙂

      • Io ho il piacere e il privilegio di essere un consulente di onesti imprenditori e di insegnare all’Università. Diciamo che quindi sono realista per mestiere e ottimista per vocazione. Quanto a Prati, basti pensare a Del Frate, alla Griglietta, all’intramontabile Franchi, e questo solo per rimanere vicino a Romeo e per fare il nome di un’enoteca dove si può mangiare, una storica osteria di quartiere ed una gastronomia di livello. Cordialmente.

  4. Ho avuto il piacere di visitare Romeo Venerdì scorso, pausa pranzo, dopo un primo giro di perlustrazione all’interno dell’locale decido di fermarmi per la pausa pranzo. Rimango piacevolmente colpito dalla gentilezza e cortesia delle ragazze del banco del pane, che in pochi minuti riescono a spiegarmi perfettamente come funziona il locale e quali siano le alternative proposte per il pranzo, decido quindi per un pranzo veloce visto il poco tempo a disposizione,pizza bianca farcita e qualche assaggio di pizze appena sfornate (zucchine, mozzarella e basilico, fior di latte e pepe, prosciutto cotto e carciofi). Il servizio è veloce nonostante l’ambiente un pò caotico visto l’orario della pausa pranzo. Dopo aver pagato 6 euro ( pizza bianca farcita con mortadella, diversi assaggi di pizza e bottiglietta d’acqua con tanto di bicchiere di vetro) mi siedo. Che dire, la pizza a mio avviso è fantastica, nulla a che vedere con la pizza che si trova comunemente in giro, sicuramente questione di gusti ma per me è stata sorprendente. Per quanto riguarda il locale molto particolare, sia sul lato architettonico che per l’offerta proposta. Si può scegliere di mangiare spendendo poco (cmq tutti prodotti di qualità, credo altamente superiori rispetto l’offerta comune ) oppure spendendo molto di più se si scelgono prodotti della gastronomia molto costosi tipo prosciutto spagnolo o formaggi molto particolari. Diciamo che ce nè per tutte le fasce di prezzo. Io personalmente ne sono rimasto piacevolmente colpito e sicuramente ci tornerò se non altro per assaggiare uno dei tanti panini gourmet che mi hanno molto incuriosito (costo intorno ai 9 euro). Per concludere la mia visita decido di portare a casa del pane, la scelta è veramente ampia, quasi ti si confondono le idee per tutte le varietà di pane che vengono proposte, decido per il classico rustico con lievito madre e mezzo rustico con le noci. Vi SCONSIGLIO vivamente quest’ultimo perchè crea dipendenza!!! ) Per concludere il mio giudizio per una pausa pranzo veloce, non avendo provato il ristorante, è 10 +. Unica nota poco positiva è che entrando ti serve un pò di tempo prima di capire come funziona e quali siano le varie proposte…diciamo è poco intuitivo. Che dire da provare…magari un giorno anche il ristorante!!

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