Una lista dei panettoni assaggiati per una guida all’acquisto si Capodanno last minute. Sono 10 e distribuiti tra artigianali e semi-artigianali consumati in sessioni di assaggio in solitaria o in compagnia in un arco di tempo sufficientemente ristretto. Ve li propongo con brevissimi appunti sottolineando che non si tratta di prove alla cieca e le provenienze sono diverse, cioè acquisti, regali, eventi anche di Scatti di Gusto come Impasti Possibili.

1. Alfonso Pepe. Il maestro pasticciere che abita e opera insospettabilmente al sud (S. Egidio di Montalbino) si conferma al primo posto della top ten 2012. Si aggiudica il primo posto per la messa a punto del suo panettone al limoncello perfetta sintesi tra specialità del territorio e tradizione “straniera”. Non che quello al cioccolato al latte e con le albicocche del Vesuvio non siano da citare, ma il panettone al limoncello, che evocherebbe sinistre composizioni, è un’autentica sorpresa. Impossibile resistere. 9+

2. Romeo. Il panettone basic della premiata ditta Roscioli, che qui si veste del logo della nuova creatura di Prati, fa strike. Soffice e profumato, nelle prime cotte era un pelo sotto tono per via di una lievitazione non perfetta e un pizzico di sale in eccesso. Ri-assaggiato ha mostrato tutte le sue potenzialità sbaragliando il campo negli acquisti possibili a Roma (anche per il prezzo a 18 €). 9

3. Alfonso Pepe. Sempre il pasticcere del sud con il suo basic che in 3 assaggi ha sottolineato la voglia di crescere in classifica. Nella prima tornata aveva denunciato qualche problema di secchezza a macchie imputabile anche al trasporto. Ma poi si è subito riscattato con performance in netto rialzo. E’ un prodotto “super” artigianale che sconta le distanze da coprire per arrivare ai punti vendita fuori area e soprattutto ricarichi che in alcuni casi lo rendono sin troppo prezioso.

4. Bonifanti per Eataly. Il panettone basso milanese (solo lievito naturale e 30 ore di lievitazione, recita l’etichetta) in vendita da Eataly è una bella sorpresa dopo assaggi di più celebrati marchi che sono in vendita negli store di Farinetti. Soffice, profumato, con un bel mix tra uvette e canditi, si candida a vincitore dell’oscar qualità-prezzo a 14 € al kg. Non lontano, per dire, dai 12 € del Tre Marie spesso citato in area gourmet. 8 ½

5. Panificio Rebeccato per Imàgo Hassler. Il panettone è di Davide Rebeccato, sous chef dello stellato Francesco Apreda, che ritornato a Padova ha messo a punto con gli altri due fratelli un panettone ai frutti di bosco al posto di canditi ed uvetta. L’idea era nata proprio all’Hassler e qualche studio e molte prove di lievitazione hanno consegnato agli affezionati un panettone dal sapore acidulo e dalla “crosta” generosa che miete successi anche all’estero. La produzione limitatissima lo vorrebbe fuori dalla classifica, ma qualche fetta potreste trovarla al ristorante o all’ora del tè nel Salone Eva dell’hotel che si affaccia su Trinità dei Monti. Altrimenti, mail a panificiorebeccato@gmail.com. 8

6. Parinettone. Fare il panettone è difficile, farlo buono è molto difficile. Riuscire a farlo a 4 mani è impresa quasi titanica. Pier Giorgio Parini del Ristorante Povero Diavolo, con la generosità che lo contraddistingue, si è inventato una ricetta per il Forno Beleffi di Torriana che ha tirato fuori questo nome che sa un po’ di gioco. Al solito, il Re delle Erbe è andato giù con spezie e aromi e difatti il profumo è più che invitante. Resta da mettere a punto la lievitazione che in parte soffre di un’attrezzatura stile art attack. E le differenze tra due panettoni a un giorno di produzione l’uno dall’altro sono enormi. Attesi decisi miglioramenti.  7 +

7. Casadonna. Il panettone di Niko Romito, in edizione limitata a 999 esemplari, ha deluso le aspettative rispetto all’edizione 2011. Molto più carico di ingredienti rispetto a quello del Natale scorso, ha perso la sua caratteristica di “assolutezza” ed estrazione in linea con la cucina dello chef abruzzese. Oltre ad una certa dose di lievitazione. 7 –

8. Antica Osteria Nonna Rosa. Il panettone è realizzato dal figlio dello chef Peppe Guida che ha avuto come maestro Alfonso Pepe. L’impasto lo ricorda molto da vicino, ma una mancanza di spinta in lievitazione lo relega nelle posizioni più basse della classifica. Siamo ai primi esperimenti e le prospettive di miglioramento sono ampie. 6 ½

9. Cova per Eataly. Il panettone gocce di cioccolato e crema all’arancia è dolce oltre misura tanto da non far apprezzare altri caratteri distintivi. Peccato, perché il marchio Cova per molti significa panettone milanese. 6 +

10. I Dolci di Giotto. Un acquisto alla Pasticceria del carcere di Padova ha un valore etico elevatissimo. Ben più del risultato all’assaggio che lascia delusi per la scarsa cottura del panettone che risulta anche ammassato. Una sufficienza, ma con la convinzione che altre volte questo panettone è stato di gran lunga superiore al 6 –

36 Commenti

  1. non ho capito il senso di questa classifica,a vista sono quasi tutti terribili anche voi li uccidete eppure sono nei primi 10 scelti dalla vostra redazione ,lasciando fuori altri professionisti da paura .boh!

    • Come ho scritto in apertura, sono appunti più che una classifica basata su acquisti programmati. Alessio, Erica e Vartan ne ricordano alcuni. E tra quelli prodotti artigianalmente a Roma ne mancano altri.

  2. Io quest anno ho scoperto il pandolivo del forno “Sculture di Pane” di Fabio Albanesi, un panettone senza ne uvetta ne canditi ma con olive caramellate.
    Lo hanno comprato i miei ad Arti e Mestieri alla fiera di Roma, 20 € spesi bene

  3. Veramente il panettone di Romeo per me è stata una delusione assoluta. Ne abbiamo comprati tre i cui uno da due chili al doppio cioccolato (fondente e al latte, quest’ultimo non pervenuto) che doveva essere il pezzo forte della cena del 24: invece era talmente asciutto da essere secco e con la “buccia” in gran parte non commestibile perché bruciata.
    Gli altri due da un chilo (cioccolato e pere, queste ultime non pervenute) erano meno asciutti ma certo assolutamente non “soffici e profumati”.
    La prossima volta che capito da Romeo (dove per altro abbiamo mangiato molto bene), non mancherò di farglielo notare considerando anche il fatto che se li sono fatti pagare 25 euro al chilo.
    Invece ho trovato sempre molto buoni i panettoni di Farinando a Testaccio, specialmente quello alle pere, a 18 euro al chilo come lo scorso anno.

    • a proposito di cioccolato e pere, quest’anno mi hanno regalato un panettone artigianale de “La Dolce Idea” di Ciampino… una bella scoperta!

  4. chiedo risarcimento a Vincenzo Pagano, dopo le classifiche sono andato di corsa a prendere un panettone da Romeo, veramente pessimo. Sono un appassionato del genere e nella mia classifica è piazzato all ultimo posto.
    un panettone da dilettante.
    Un consiglio a Pierluigi Roscioli, sei stato al Panificio da Bonci? Vai a fare ripetizioni.

    • Se però confermi dallo stesso IP di gabriele dicci anche che è lo stesso panettone. Se ci date anche la classifica dal primo all’ultimo posto e casomai aggiungete qualche foto ve ne saremo grati 🙂

  5. Abbiamo comprato quasi 25 panettoni
    al numero uno
    Sal de Riso ( vincitore del re Panettone)
    segue Pepe e Marigliano ( tre panettoni del sud e tutti e tre a metodo Zoia)
    Maghi infarinati ( ma da consumare presto non tiene troppo la conservazione)
    poi segue Donatone di roma pasticceria la Perla.
    Massari , anche se negli ingredienti vanta la pasta di limone.

    Con Gabriele seguiamo Scatti di gusto ci siamo anche incontrati diverse volte ma il panettone di Romeo è roba da dilettanti. Base bruciata, mancano i profumi del ponettone, sembra manca del tutto il lavoro del naturale. E la mia conferma sul panmettone di romeo l ho fatto con il “sorcio in bocca”

    Siamo 2 innamorati della panificazione e seguiamo oltre scatti anche altri blog sui lieviti come profumi dal forno.
    Non siamo ancora riusciti a prendere il panettone di Bonci ne abbiamo ordinato uno gli esperti hanno detto di un eleganza da sogno vediamo un pò.

  6. A Fede,Gabriele e Graziolina mi spiace molto aver deluso le vostre aspettative, ma lavorare con un forno nuovo e’ sempre molto difficile, soprattutto quando il forno (che per questi lievitati complessi è fondamentale!) non e’ del tipo convenzionale ,cioe’ corpo in mattoni e muratura,con la quale ho sempre lavorato sia io che le tre generazioni prima di me…………….non è affatto una giustificazione quando si delude un cliente per la cena piu’ importante dell’anno……ma saro’ felice di rimborsarvi o se volete passare tra oggi e lunedi’ al forno di via dei chiavari di restituirvi uno dei panettoni che ho appena sfornato anche se ripeto sono sicuro non risarciranno la delusione di quel momento.
    Sono inoltre sempre pronto ad imparare ed a intavolare discussioni sul lavoro del naturale.
    Sarebbe per me cosa gradita poter riparare a questi errori e nel caso passiate ed io non dovessi esserci chiedete a mio pader e nel giro di pochi minuti arrivo giusto il tempo di venire da romeo ai chiavari.
    Cordialmente
    Roscioli Pier Luigi

    • Pier Luigi, grazie per la gentile risposta e per l’invito ma purtroppo non siamo a Roma in questi giorni.
      La mia comunque voleva essere una “critica costruttiva” – espressione un po’ fuori moda credo – dato che da voi siamo già stati sia per mangiare che per fare la spesa e abbiamo tutte le intenzioni di tornare. Anzi, se posso dirlo senza essere lapidata, mi è piaciuta molto di più la vostra pizza che quella del nuovo negozio di Bonci – solo una questione di gusti dato che entrambe sono ottime!

    • caro maestro la stimo da sempre come persona e come professionista e proprio per questo non mi stupisco delle difficoltà da lei accennate ma del fatto che i prodotti non perfettamente riusciti siano stati ugualmente messi in vendita…

  7. Che gentilezza Pierluigi Roscioli nei confronti di due persone che a) parlano ad un professionista chiamandolo dilettante (tutti con la voce grossa dietro la tastiera) b) ti dicono di andare a prendere lezione da Gabriele Bonci ma loro il suo panettone, da ciò che hanno scritto, non l’ hanno neanche assaggiato. Le critiche son belle quando pacate e costruttive. Bravo Pierluigi per la risposta gentile e sommessa: rivela una grandissima pazienza ed enorme professionalitá.

  8. Una classifica (e non semplici segnalazioni!) dove mancano maestri come Massari e Marigliano non ha alcuna serietà.
    Se poi ci mettiamo a valutare non il classico, ma bensì le “variazioni” come potete anche solo pensare di compararli tra di loro?

    A questo punto risulta gravissima l’assenza di un “cioccolata e albicocche del Vesuvio” che quest’anno si è rivelato strepitoso. Indovinate di chi.

  9. Grande pierluigi io ho festeggggiato con il tuo panettone …. Me lo só fatto comprà da mi cuggggino certo non è un panettone d accademia ma quanto a core vince su tutttttti. E chiedo di nn essere mensionato se si
    Parla di colleghi io ai Roscioli je porto le valigge e je lucido le scarpe la storia canta .

  10. Ha ragione Antonella, alla fine Roscioli e Bonci si dimostrano molto professionali e fuori dalle beghe in cui tanti li vorrebbero ficcare a forza.
    Leggere due commenti che ci dice Pagano provengono dalla stessa persona, in cui prima si invita Roscioli ad andare a scuola da Bonci e poi si dichiara di non aver mangiato il panettone di Bonci stesso, dà il senso della poca tranquillità che regna.
    L’unico scopo è di creare fazioni, elogiare ad oltranza l’amico o il proprio idolo e sparare a zero sul nemico di turno, a volte tocca ad uno a volte all’altro. E’ bello vedere che in questa storia siano proprio i protagonisti a fare la figura migliore.
    Solo che in tutto ciò noi non sappiamo dove sia la verità e ci toccherà mangiarci entrambi i panettoni.
    Rischio che mi auguro di riuscire a correre, quello che mi piacerebbe evitare invece è il rischio di veder tramutati i blog in piccoli cloni di trip advisor. Gestori, vi prego, fate qualcosa almeno voi.

  11. Ben detto e credo di conoscere quei 2 molto bene e da vicino…. Posso dire di certo che sono in 2 . E molto preparati… L unica cosa nn sopporto le critiche del c..zzo .,. Se un panettone è solo cotto troppo riportatelo. Ma non lo vedete prima? Il panettone di rosciolone si vende in busta trasparente e sopratutto al banco non si spedisce. Già a tatto si riconosce se ha la coccia dura basta farselo cambiare. Succede. Siamo artiggiani .

    • No, mi spiace ma non ci siamo: se vado fino in centro per acquistare da voi “famosi” invece che dal forno sotto casa è perché mi fido della vostra professionalità al cento per cento: mi dica, sbaglio forse? Di mettermi ad analizzare l’aspetto del panettone attraverso il cellophan non mi è neanche passato per la testa e – soprattutto – non vedo perché avrebbe dovuto.
      La mia era una (spero) garbata rimostranza che era mia intenzione fare alla mia prossima visita da Romeo: se spendo 50 euro per qualcosa che non soddisfa le aspettative penso sia giusto farlo presente, anche di questo è fatto il rapporto produttore-consumatore… o no??

  12. A gabrie’ come va’?…….ancora nun so’ riuscito a passa’ perché come te sarai reso conto quanno apri un posto novo te trovi sempre a core appresso ma cuarcosa……..appena posso passo a fatte un saluto! Ma soprattutto nboccallupo

  13. Gabriele Bonci e Pier Luigi Roscioli hanno sottolineato cosa si mette in vendita: lavoro, passione e credibilità. La stessa merce di Scatti di Gusto. Cerchiamo di comprendere che stiamo parlando di un panettone specifico (in foto) che potrebbe essere sensibilmente diverso da quello di un’altra infornata. In questo post non c’è una degustazione organizzata, ma una serie di appunti. Unico criterio: buona fede.

    Nell’elenco manca quello di Gabriele Bonci, per esempio (lo cito visto che è intervenuto) perché la sua produzione era interamente prenotata. E ne mancano molti altri.

    Faccio anche un altro esempio con Romeo. Sono stato in questi giorni al locale in Prati con un altro rompi critico. Abbiamo assaggiato il panettone di Romeo e lo abbiamo trovato molto buono. Lo abbiamo anche confrontato “idealmente” con altri panettoni assaggiati in diverse occasioni. Tra cui il Pepe classico che aveva trovato sotto tono rispetto all’anno precedente. Ma che è stato “riabilitato” dall’assaggio di uno che avevo di scorta (e che ha subito anche la prova dell’inzuppo nel latte freddo) ed era resistito ai giorni di Natale.

    Un panettone, tra l’altro, è solo uno degli elementi della produzione dei forni e degli chef. E’ bene ricordarlo prima di lanciarsi in affrettate valutazioni “complessive” soprattutto sui ristoranti.

    • A gabrie’ questanno tra Romeo e er forno noffatti 4000(quattromila) circa so contento se te veneso’ capitati nparo boni a te e a Vincenzo ………….., in effetti ho avuto cuarche ritorno non positivo e poi te me capisci cuanno dar forno esce cuarcosa che nun va bene chi lo sforna è er primo che senaccorge e a cui rode……………..me spiace sempre delude le aspettative di qualcuno ma me piacerebbe pure capi’ da che se deduce la quasi assenza del lavoro del naturale…………..cmq cesssempre dampara’

  14. Ne parlamo de persona è meglio cmq a me è piaciuto come tutti gli anni anzi quest anno d più. Quest anno il tuo lavoro era presente ovunque…. Tutti avevano un panettone d roscioli. La prima volta era l otto dicembre … Un panettone da urlo cazzzo fantastico.
    Quest anno ho studiaro il mio… Chiassssà ae riusciamo a fare il 4 mani anzi famo la colomba a 4 ali ormai il panettone è finito . FamosE fa lo stampo …. 4 ali capoccia e coda a sei poli 3 corde brioche fico è.

  15. Ho provato Pepe De Riso e Massari.Enormi delusioni visto il prezzo e il fatto che tutti è tre erano asciutti ma sene fanno migliaia e tanti giorni prima è il minimo che siano così.Ormai sono diventati delle industrie e la qualità scende,Pagati a 28-27 e 35 al kg.

  16. Ciao a tutti! Abito in Spagna e qui tutti i più grandi pasticceri sono straconvinti che il loro panettone sia il migliore. Non pochi affermano che il loro è anche molto meglio di uno qualsiasi italiano. Li ho assaggiati praticamente tutti, di quelli “noti”, e vi assicuro che non se ne salva uno. Loro però sono straconvinti e continuano tutti gli anni a propinare questi biscottoni atroci, carissimi, oltretutto. ll problema è anche che di panettoni italiani buoni davvero, qui, non ne arrivano. Cercando trovi Le Tre Marie, e quest’anno ho scoperto un gradevole Albertengo e stop, tutto il resto son marche pressoché anonime industriali, itaianissime, ma davvero scadenti. Nessuno ha nominato il panettone sardo di Pula: ad oggi credo sia il migliore che abbia assaggiato, ed è davvero poco conosciuto…cosa ne pensate? Auguri a tutti!

  17. Francamente non capisco il senso di una classifica in cui alcuni prodotti sono stati assaggiati due o addirittura tre volte, registrando un evidente cambiamento nella valutazione, e altri no. Se si accetta l’idea che un prodotto del genere possa avvalersi di piccole o grandi messe a punto nella produzione artigianale, credo che si debbano prevedere uguali sessioni di assaggio.

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