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Una pizza ci salverà. E non solo perché storicamente la pizza è stato il cibo per affrontare i periodo di crisi. Pronta ad essere il famoso “chiuditivo” napoletano teorizzato da Luciano De Crescenzo o la pizza “oggi a 8”, cioè mangi oggi e paghi tra 8 giorni, rivitalizzata da Gino Sorbillo (fresco vincitore del Campionato della Pizza che sarà protagonista di una festa insieme al vincitore Resto d’Italia Stefano Callegari), ma soprattutto a trasformare i giovani in imprenditori di se stessi subito dopo la scuola.

Enrico Stoppani, presidente della Fipe (Federezione Italiana Pubblici Esercizi) invita i ragazzi a prendere in considerazione questo mestiere e andare oltre le sirene del percorso da chef star.

“Sa qual è il problema? I nostri giovani la percepiscono come una professione a basso valore aggiunto. Anche chi frequenta l’alberghiero opta per la vita di chef nei grandi alberghi. Ma il vantaggio di imparare a fare bene la pizza è quello di trasformarsi da subito in imprenditori di se stessi”.

Invece hanno compreso benissimo il valore della pizza e del pizzaiolo i giovani egiziani che a Milano e a Roma sono sempre più associati alla realizzazione di una pizza buona e hanno sostituito nell’immaginario collettivo la figura del pizzaiolo made in Forcella. Un lavoro su cui puntare? Secondo la Fipe sì, perché la crisi morde e la possibilità di mangiare a prezzo contenuto, soprattutto grazie alla pizza a taglio, farà lievitare l’occupazione. Gli addetti al settore pizza nelle sue diverse connotazioni sono circa 240 mila. E già c’è un ammanco di 6.000 addetti che troverebbero lavoro.

Già ma che tipo di lavoro? Infernale, costretti a stare davanti a un fuoco che durante l’estate ustiona, o da star pronti ad essere acclamati come Gino Sorbillo, Enzo Coccia, Stefano Callegari, Franco Pepe, Simone Padoan o Renato Bosco?

[Link: corriere.it]

4 Commenti

  1. Per oltre 15 anni sono stato uno Chef di discreto livello, in giro per il nord-Italia, ma da sempre la mia grande passione è stata la pizza. Ora ho messo per un attimo stand-by i fornelli, rinunciando anche a lauti guadagni, e sono tornato nella natìa Puglia dove ho aperto la mia Scuola per diventare Pizzaioli. Credo in questo mestiere! C’è chi lo ha definito un mestiere duro e faticoso, addirittura infernale perchè d’estate ci si ustiona davanti al forno…… Dissento vivamente da questa affermazione e mi sento di chiedere ai giovani d’oggi (specialmente ai ragazzi miei corregionali): c’è qualcosa di più duro, faticoso ed infernale dell’essere DISOCCUPATI?;
    dell’aver magari terminato la Scuola dell’obbligo e continuare a pesare sul bilancio familiare dei vostri genitori già strozzati dall’era recessionistica?; girare a piedi, sotto i 40° del sole di Puglia, per distribuire da mattina a sera volantini pubblicitari per soli 30 €./die è forse “paradisiaco”?; e se poi avete già moglie e figli, è forse “celestiale” vederli soffrire perchè ci son giorni che non riuscite nemmeno a comprare loro il pane?; siete nati “con la camicia”, cresciuti a suon di Android, iPhone, iPod, iPad, Hi – Tech per procurarvi i quali vostro padre, probabilmente, l’inferno…..avrà dovuto conoscerlo per davvero!
    Il mio sfogo non vuole essere nè un ruffiano spot pubblicitario per la mia Scuola, nè tantomeno l’arringa di un “bacchettone”, ma uno spassionato consiglio a voi ragazzi italiani e pugliesi in particolare, che vivete nella Regione con il più alto tasso di disoccupazione nazionale: frequentate un Corso per diventare Pizzaioli, imparerete un mestiere che non tramonterà mai, sarete “Imprenditori di voi stessi”, professionisti del futuro in un settore che non è fatto di soli sacrifici, ma anche di passione, profumi, sapori e soprattutto grandi soddisfazioni personali. Non siete responsabili dell’attuale Crisi finanziaria, che avete ereditato tra capo e collo come una spada di Damocle, ma grazie magari alla vostra lungimiranza fra trent’anni i vostri figli saranno fieri di voi e vi ringrazieranno per essere diventati Ingegneri Aerospaziali, professione del momento………………

  2. Sono un pizzaiolo . Lavoro 35 anni nella ristorazione. Da 19 anni risiedo a Latina. Sono stato licenziato a febbraio per un grosso calo di lavoro. Da febbraio sto mandando curriculum in Ittalia e estero. Non ho ricuvuto 1 e dico 1 sola risposta. Mi dite per favore dove servono sti6000 pizzaioli di cui parlate sia in tv sia.su carta stampata?

  3. sono quasi 20 anni che lavoro come pizzaiolo tra estero e stagioni estive,non mi è mai mancato il lavoro ma ora ho dovuto fermarmi in italia…da 2 mesi mando curriculum e nemmeno 1 risposta…mi associo alla domanda, dove cercano tutti questi pizzaioli?

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