Guido Barilla dice no a Forza Italia e a Berlusconi dopo mister Grom

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Il progetto di rivedere il Pdl dopo la sonora batosta delle recenti amministrative e nell’agenda di Silvio Berlusconi da un po’ di tempo. L’idea è di ritornare sui propri passi e rispolverare non solo il nome di Forza Italia ma soprattutto l’assetto aziendale della prima ora che contraddistinse la discesa in campo in politica che potrebbe sfruttare anche la suggestione del compleanno dei 20 anni (il 26 gennaio 1994 con il discorso televisivo a reti Fininvest unificate).

Dalle parti di Berlusconi si accarezza anche l’idea di sostituire i coordinatori regionali con 20 manager esperti di fund raising e quindi in grado di alimentare il partito che con i tagli del finanziamento pubblico dovrà procurarsi i soldi necessari all’attività politica. Imprenditori e nuovi soggetti della società civile dovrebbero ridare la vernice alla nuova Forza Italia che potrebbe essere varata dopo l’estate secondo il calendario caro a editori e pubblicitari che vuole settembre il mese adatto per lanciare campagne e nuovi prodotti.

Il settore gastronomico, in parallelo con quanto accade ne centrosinistra che scommette sull’appoggio di Oscar Farinetti e della potenziale macchina da guerra di Eataly, dovrebbe essere coinvolto con nomi di spicco. Sfumata, ma in politica mai dire mai, la candidatura alla guida del partito di Guido Martinetti alias Mister Grom (il marchio è stato tirato per la giacchetta nello spiacevole hashtag “Più Grom meno Rom” causa coprifuoco e flashmob del gelato a Milano), si tira indietro anche Guido Barilla il cui nome è stato fatto dall’Huffington Post.

Quello di Alessandro Benetton, che da tempo il Cavaliere vorrebbe coinvolgere. Sarebbe perfetto, ha detto ai suoi, per il Veneto e il Nord in generale. Per Lazio e Roma, invece, la corte è verso Alfio Marchini, che il Cavaliere avrebbe candidato al posto di Alemanno. Altro rampollo che piace tanto all’ex premier è Guido Barilla. Un dream team perfetto per un nuovo ’94, all’insegna dell’impresa che scende in campo in nome dell’abbattimento delle tasse.

Ma oggi Guido Barilla dice al Corriere della Sera che la politica non gli interessa. Resterebbe in campo solo il nome di Averna oltre quello di Alessandro Benetton (con l’altra sua macchina da guerra di Autogrill che si appresta ad andare oltre la Rustichella) per dare lustro al settore dell’eccellenza enogastronomica in politica.

E qualcuno sussurra che in fondo il mangiare bene è appannaggio del’intellighenzia di centrosinistra. Ancora questa storia della Gauche Caviar?

[Link: Huffington Post, Corriere della Sera. Immagine: l’Intraprendente]

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