Fatto Bene Milano logo

Fatto bene, è fatto bene – il locale a Milano, dico, ma anche l’hamburger Fatto bene è ben fatto…

No, non potevo esimermi da un esordio del genere – soprattutto appunto parlando di un locale che si chiama “Fatto bene”. Aperto da qualche mese in Vincenzo Monti, via milanese “nobile”, di austeri palazzi, alberi, negozi di qualità e una serie di proposte nuove per la ristorazione, sorge nei locali occupati in precedenza da Gustò, ristorante “reale” del ristorante online Gustò Kitchen, visitato giusto giusto un annetto fa. La proprietà fa ancora capo al ristorante Bianca (e Brando Bistrot, e Suri), ovvero a Gianmarco Senna, con i soci – leggo su Glamour – Fabio Paolini e Marco Molinari. Questa volta però si tratta di (un’altra) hamburgheria. E che hamburgheria.

Fatto Bene Milano vetrina

Locale bianco, essenziale, tocchi qua e là a ingentilire (forse non propriamente ascrivibile a questa categoria il cosacco che sulla parete di fondo sembra urlare hamburger!), bancone, la cucina dev’essere al piano di sopra. Servizio discreto. Peccato i bicchieri velati da gocce calcaree, e con qualche briciolina residua sospetta di troppo – li ho informati, spero abbiano provveduto (si consiglia di ripassarli con uno strofinaccio asciugapiatti…).

Fatto-Bene-hamburger-a-Milano

Qualche insalata (8 €), salumi o formaggi (10 €), tartare di fassona (14 €) – e hamburger, una decina, da 12 a 14 €. Proposte e combinazioni interessanti e spunti originali, ciascuna con 200 gr di Fassona piemontese. Dall’Opening Burger, con fontina pomodoro cipolla di Tropea appena appassita, maionese, a L.W.L.B Burger, con burratina, senape di Digione e melanzane grigliate. L’hamburger omonimo, Fatto bene appunto, è come dicevo proprio ben fatto, e ben cotto (media cottura): con una crema di foie gras, germogli di soia, e Asiago dop, in un buon panino picchiettato da semi di sesamo. Magari è “facile”, fare un buon hamburger usando il foie gras – ma il risultato mi è sembrato eccellente. Buone anche le chips di patate Fin-de-ratte (una varietà di origine francese, come dice il nome, non particolarmente belle da crude, molto meglio da cotte) con cui l’ho accompagnato, buone croccanti. Ingredienti freschi e selezionati; è presente un hamburger vegetariano, dolci.

Maxi Burger Fatto Bene Milano Spicy Mary Burger Fatto Bene Milano

Inserito nelle 30 migliori hamburgherie di Milano da Visintin su Vivimilano, classifica forse leggermente viziata dal comprendere McDonald’s e Burger King, osannato e vituperato su TripAdvisor come del resto tutti i locali di questo mondo, Fatto bene può contare su un largo consenso, e un’ottima qualità.

Fatto Bene. Via Vincenzo Monti 56. 20123 Milano, Italia. Tel. +39 02 4547 1824

[Immagini: Facebook, Milano da sorseggiare]

22 Commenti

  1. Io ci ho mangiato male, ma male che ancora quando passo davanti vorrei lanciargli un mattone sulla vetrina, che è tra l’altro l’unica cosa fatta bene dell’intero locale, per la graziosa grafica.
    La gran parte delle recensioni che hanno su 4sq e altrove è riconoscibilmente farlocca e l’investimento che fanno in campagne adv Facebook mi fa pensare che non abbiano problemi a pagare marchette su giornali come Vivimilano.
    Nel caso non fosse chiaro, li ho detestati dal primo morso di hamburger 🙂

      • Vorrei invitare Luca Zappa ad abbassare i toni: a parte che magari la lettrice Jasmine è bravissima a fare hamburger, se anche non lo fosse, non è questo il modo di rivolgersi a chi esprime un parere. Anch’io non sono d’accordo con lei – ma basta. Al più, la inviterei a spiegare meglio perché non le è piaciuto – troppo cotto crudo salato aspro dolce alto bruciato…

          • Filosofia interessante: Letizia non può dire che una cosa non le piace, io non posso dire che lei può dirlo, anche se non sono d’accordo, e tu invece puoi dire quello che ti pare, soprattutto insultando e non certo ragionando: ma certo, lei è una donna, e io, a quanto pare, avrei delle tendenze sessuali che inficiano le mia capacità non tanto di giudizio critico quanto proprio di ragionamento.
            Ma purtroppo questo è il mio post, e posso moderare i commenti: cancellandoli, cosa che non faccio quasi mai, o asterischizzandoli, come in questo caso.
            Vale – oltre che per Luca – anche per Zorro – sarà suo fratello?
            Libertà di parola, sì; di insulto, no.

  2. Sono il proprietario di Fatto Bene Burger e mi rivolgo alla lettrice Jasmine che scrive qui sopra.
    Davvero non capisco tutto l’astio che lei prova nei nostri confronti. Vedo che ad ogni recensione positiva ed in ogni blog di cucina che ci cita, Lei è sempre in prima linea per denigrarci e gettare fango sul nostro operato.
    Si è forse accorta che è quasi l’unica che parla male di noi? Si è accorta che le recensioni sono totalmente spontanee ed oggettive? Si è accorta come blogger e giornalisti parlano di noi in maniera entusiasta? Non le è mai venuto il dubbio che abbia davvero preso una cantonata? Il suo ostinarsi a commentare in maniera poco elegante il nostro locale è l’evidente sintomo della sua invidia e della sua totale sgarbatezza. La inviterei ad imparare in primis a rispettare il lavoro altrui e magari ad iniziare a mettere in discussione le sue opinioni, piuttosto che quelle della stragrande maggioranza dei nostri clienti e di esperti del settore.
    Per quanto riguarda la sua affermazione su improbabili compensi allungati a giornalisti per la stesura di articoli ed ai riferimenti alle nostre campagne sui social, rincresce evincere come Lei non conosca le logiche che stanno dietro la pubblicazione di un articolo come, per usare l’esempio da Lei citato, quello scritto da Valerio Visentin per Vivimilano. Le spiego infatti che gli assaggi e le visite nei locali recensiti, avvengono senza prenotazione ed in maniera totalmente “ghost” e nessuno viene messo al corrente della presenza del giornalista. Ma forse sto scivolando in un terreno troppo difficile per Lei.
    Le auguro di continuare ad affannarsi a scrivere commenti negativi sul nostro locale come replay ad articoli che invece lodano e celebrano il nostro operato. Recentemente abbiamo anche iniziato a riderci su.
    Auguri!

  3. @Marco Molinari Gentile Marco, da blogger di cucina che riceve ogni giorno comunicati stampa e inviti in ristoranti come il vostro, credo di conoscere piuttosto bene il mercato che c’è dietro alle recensioni online: se dovessi andare a trovare tutti quelli che mi invitano a “scoprire” i loro locali credo mi ci vorrebbe una giornata di 48h, oltre che un intero sito dedicato alla pubblicazione di marchette per locali più o meno apprezzabili. Le agenzie di comunicazione e di PR online oggidì campano quasi solo di queste attività, e non è un mistero per nessuno. Anzi, le dirò, è in una certa misura anche legittimo, perchè in fondo si tratta di pubblicità: diciamo solo che la vostra promozione è così sfacciata che un po’ si nota, tutto qui. Io di mestiere in passato ho fatto proprio la PR online: credo di saper riconoscere una articolata strategia di comunicazione, su blog e social, dallo spontaneo entusiasmo dei clienti per gli hamburger che hanno assaggiato.
    Mi creda, la mia non è invidia: cosa dovrei invidiare? il fatto che sapete buttare un hamburger sulla griglia, cosa che per altro decine di locali a Milano fanno meglio di voi? Il mio è genuino sdegno, per il cibo e per la strategia di comunicazione. Ma forse sbaglio io a prendermela: lasciamo pure che la gente continui a credere alle recensioni “spontanee” che ricevete. Tanto se ne accorgeranno al primo morso di hamburger. Anzi forse prima, quando vedranno la strisciata di unto delle patate al forno lanciate nel piatto.

  4. Oh, quasi dimenticavo. Non è quantomeno curioso che le due prime recensioni su di voi che ho letto online (http://milanodasorseggiare.wordpress.com/2013/04/06/fatto-bene-nuovo-hamburger-in-the-city-2/ e http://theroyaltaster.com/2013/04/lhamburger-con-foie-gras-del-fatto-bene-milano/) arrivino da due mie ex colleghe che lavorano in una nota agenzia di comunicazione milanese la quale, guarda caso, organizza spesso serate ed eventi al Bianca, altro locale di Gianmarco Senna, socio di Fatto Bene?
    Chiaramente sono io che non so apprezzare la spontaneità delle recensioni…

    • Beh i conti tornano ora, la mia ragazza ha mangiato un po’ di hamburger ieri ,prima di mandarlo indietro, era marcio. E’ stata male tutto il giorno.
      Il cliente dietro di noi ha mandato indietro il suo per lo stesso motivo.
      Quello che non capisco é PERCHÈ ????!!!!

  5. @Jasmine
    Cara Jasmine, davvero non credo sia Lei a dover spiegare a me come funziona il mercato e ciò che sta dietro a commenti, pubblicazioni e recensioni. Non credo sia il caso di far vanto della mia/nostra professionalità qui, sia perchè non interesserebbe a nessuno, sia poichè non mi sento in dovere di dimostrare nulla, ma creda che non abbiamo iniziato ieri a fare questo mestiere.
    Il sottobosco delle recensioni pilotate a cui Lei allude è sostanzialmente il terreno dal quale noi di Fatto Bene abbiamo cercato di stare lontani il più possibile, proprio per politica di comunicazione e strategia di mercato, in quanto ritenuto rischioso e di ormai dubbia attendibilità. Il fatto che Lei sostenga di saper riconoscere una recensione “farlocca” (come dice Lei in gergo giovanile) in un’ambito di strategic media planning , assume infatti, nella nostra casistica, una connotazione drammaticamente comica.
    Noi possiamo serenamente guardare chiunque in faccia, non avendo MAI tirato fuori un euro per sollecitare la stesura di articoli e pubblicazioni, nè sui portali che si occupano di recensioni pubbliche, nè sulle riviste di settore e sui blog da Lei citati (oltre ad un’altra 20ina circa).
    Dispiace per Lei, ma l’entusiasmo intorno al nostro prodotto è assolutamente spontaneo e la crescita del locale è organica al progetto ed alla programmazione stilata.
    La Sua infatti non è invidia per l’hamburger in sé, bensi’ è una fastidiosa sensazione di impotenza dinnanzi alla crescita di un progetto che, non sappiamo come mai, ha osteggiato sin dalla nascita. Forse le ragioni vanno ricercate, come Lei non fatica a nascondere, a dei pregressi rapporti con alcuni soci della Fatto Bene, cosa che peraltro al sottoscritto interessa poco.
    Le consiglierei quindi, dall’alto della Sua competenza in comunicazione e pubbliche relazioni, di cambiare la Sua strategia atta a denigrare il locale, ad offuscarne il successo ed a gettare fumo negli occhi degli avventori. Le strette di mano a fine pasto ed i complimenti dei nostri clienti sono per noi dei riconoscimenti tangibili e Le dovrebbero far capire che la Sua missione sta portando quantomeno miseri risultati. Forse per fermare la nostra crescita l’unica cosa sarebbe davvero iniziare a lanciare un mattone sulle nostre vetrine, come da Lei elegantemente proposto.
    Le aggiungo inoltre che, dopo aver inviato questo commento, non continuerò piu’ a rispondere alle Sue illazioni (forse sarebbe piu’ consono chiamarli vaneggiamenti) per non alimentare una polemica che sembra quantomeno sterile e fine a sè stessa e sta forse imbrattando le belle pagine di https://www.scattidigusto.it.
    In definitiva il lavoro non ci manca e di cose da fare molto piu’ importanti siamo oberati.
    Continui pure a parlar male di noi e del nostro locale se crede, tenendo in considerazione il fatto che siamo sicuramente attenti e sensibili a pareri autorevoli come quelli del Sig. Visentin del Corriere della Sera, meno ai commenti isterici di appassionati di cucina che si dilettano nel giornalismo.
    Saluti

    • Oh zio, ma fai dei panini! Non mi sembra davvero il caso di star qui a prendersela con una persona che ti fa delle critiche, fa parte del gioco. Tra l’altro a quanto pare Jasmine non sembra una sprovveduta. Se non volevi esporti ai commenti meglio se stavi a casa e li cucinavi per te e i tuoi amici gli hamburger. La cucina (si, ma quella vera…) è anche una palestra di vita, di condivisione, prendere o lasciare, non si cucina per l’arte ma per lo stomaco e lo spirito!

  6. Sopraggiungo con immenso ritardo dopo aver notato questo post attraverso gli analytics del mio blog (siamo blogger e nerd, che ci vuoi fare?).

    Volevo ribadire un punto: la recensione del Fatto Bene pubblicata su The Royal Taster è assolutamente spontanea, nel senso che non conosco il proprietario del locale e non mi sono messa d’accordo con lui in nessun modo 🙂

    Che io e Alessandra ci siamo state e l’abbiamo recensito entrambe è dovuto semplicemente al fatto che il ristorante è molto vicino al nostro (ex) ufficio 😉

    Grazie

  7. Salve a tutti. Ho letto un po di recensioni ed ovviamente ho notato la recensione della signora jasmine. Io sono pugliese e per una casualità che non sto qui a dirvi mi trovo su questo sito, la signora é stata prima di tutto poco educata nei confronti di persone che in una attività ci buttano sudore, idee, speranze e denaro ed io parlo così pur non essendo mai andato in questo locale che mi sembra esteticamente molto accogliente!! Il sapore dei suoi piatti lo posso solo immaginare ma dico a questa signora jasmine che se non è piaciuto il risultato del servizio e delle pietanze sarebbe educato e sicuramente costruttivo elencare per bene le cose non gradite e soprattutto elencarle con rispetto ed educazione. Questa cattiveria è brutta e non riesco a trovare una valida motivazione. Ci sono modi e modi per criticare, lo stile ed il rispetto dovrebbero padroneggiare in ogni dialogo. Saluti e buon lavoro ai titolari del locale. Giuseppe

  8. buonasera,
    concordo con Giuseppe
    le critiche devono sempre essere costruttive e non semplici attacchi
    peraltro scritti con una nota piuttosto acida nei confronti del locale, dei dipendenti e dei proprietari. settimana prossima andro a far visita al locale e faro una recensione che sarà frutto del mio gusto personale.
    senza sfronzoli e senza cattiveria

  9. Buonasera, mi allineo al giudizio negativo di Jasmine , l’ham non era buono e patate untissime, lasciate nel piatto. Ma vorrei riprovare perché magari è stato un caso. Il posto e’ molto carino.

  10. credo che Jasmine ed altri come lei, più sotto nei commenti, abbiano intrapreso una guerra santa fatta di congetture sciocchezze e malignità, potrei lanciare li, con subdola indifferenza un ” ma non è che, a fronte di migliaia di clienti soddisfatti, questo gruppetto di rancorosi e risentiti clienti del ristorante…si son messi d’accordo?” no ma per dire. Ho mangiato spesso ai vari Fatto Bene di Milano…e c’erano sempre tante persone intorno a me…tutte felici e soddisfatte, il servizio è ottimo, e la cortesia è di casa. Hamburgher marci? Ma fammi il piacere! E’ sicuramente una menzogna! messa li a bella posta per screditare il locale…come diceva Totò “sento puzza di bruciaticcio”…appunto

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