Più scomoda dell’iPhone a tavola è la food blogger con reflex al ristorante

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iPhone a tavola

L’Associazione Italiana Sommelier di Catanzaro ha ipotizzato ironicamente la stipula di un galateo moderno contemplando decisamente la presenza dell’iPhone a tavola. La vignetta si interroga sull’eventuale posizione, a destra o a sinistra del piatto e ha spopolato sui social network. C’è infatti chi ne ha davvero abbastanza di pranzare con qualcuno che trascorre metà del tempo a cercare di catturare il profilo migliore della polpetta al sugo (e non vi faccio mancare una ricetta), proposta del giorno della tavola calda di fianco all’ufficio.

ricetta polpette al ragù 13

La patologia ormai fin troppo diffusa della food-photography compulsiva che si nutre dei filtri di Instagram per ringalluzzire l’ego di chi, prima dell’iPhone, non sapeva neanche cosa fosse una messa a fuoco, ha però uno stadio più evoluto e ahimè più pericoloso: il food blogger. O dovrei dire la food blogger. Maschietti non me ne vogliate, ma il mondo del blogging in fatto di cibo vanta una maggioranza di quote rosa.

fotografare cibo

La condizione della food blogger è sicuramente più molesta rispetto a quella dell’appassionato maniacale di #foodporn. Oltre a sorbirci le foto, dobbiamo sciropparci anche le ricette e, in alcuni casi, le critiche gastronomiche Trip Advisor style e gli insistenti inviti a mettere like alle loro pagine Facebook.

Innanzitutto bisogna dividere le food-blogger in due categorie fondamentali. La differenza in questo caso la fa anche l’anagrafe:

  • Casalinghe e mamme a tempo pieno intorno ai 40 anni, spinte senza ombra d’esitazione da una focosa passione per i fornelli. I loro blog sono essenzialmente basati su ricette spiegate dettagliatamente. Le fotografie lasciano spesso a desiderare, ma apprezziamo l’impegno per lo step-by-step. Lo stile del loro blog è decisamente color pastello, possibilmente arricchito da fiori, pois o pupazzetti. Sono genuine, piacione, rustiche quanto le ricette proposte, hanno un linguaggio colloquiale, mesto e volemose bene. Sicuramente nel loro ricettario troverete torte per compleanni, per le quali si cimentano nel cake design, nutrendo un’attrazione fatale per la pasta di zucchero. Prerogativa di questi food blog è il carattere Comic Sans dai colori fluo, possibilmente corsivo, o qualunque font cartoonesco o con esubero di grazie. Obiettivo non dichiarato: rendere impossibile la lettura. La tendenza a specificare per quale evento abbiano preparato un determinato piatto è difficile da contrastare. I loro blog hanno uno scroll lungo una vita.
  • Giovani intraprendenti, pronte a sfondare nel mondo del food perché magari quello del fashion è sovraffollato di aspiranti Chiara Ferragni e perché, diventando gastrochic, sono legittimate a non fare la fame. Il design del loro blog è minimal, sfondo bianco, font nero ed essenziale. Tutto ruota intorno alla fotografia. Escamotage del momento: foto in verticale per ammortizzare il coefficiente d’errore dovuto all’inquadratura, piatto poggiato su un tavolo rustico ma vintage, canovaccio provenzale a vista, tinte eteree. Molto bucolico, molto luminoso, a tratti un po’ lounge. Le ricette sono ridotte all’osso. Tanto bulgur, cous cous, quinoa e mix improbabili di spezie che solo loro riescono a trovare. Consistenza, contrasto, contaminazione. Attenzione particolare al mondo del veg: #goveg. Sono le hipster del food.

Si apre un capitolo immenso sulla capacità più o meno tangibile delle  lanciatissime food blogger di tenere una reflex tra le mani. Quando si va in giro in cerca d’ispirazione, o semplicemente a cena con amici, la gara verte sulla potenza del macro. Diktat: se non entri nel piatto, cambia mestiere (?).

iphone per fotografare cibo fotografare il cibo

Ogni occasione di ristoro può diventare ghiotta. Dal punto di vista fotografico ovviamente. In caso di necessità niente paura, ci pensa Apple. L’iPhone come manna dal cielo salverà il loro prossimo post. Ogni morso va condiviso in tempo reale su tutte le piattaforme social. E se dico tutte, intendo proprio tutte. Dovessimo perderci qualcosa.

Le giovani affamate food blogger sono anche delle gastrofighette totalmente ipnotizzate da ogni strumento di design possa entrare in una cucina. Se è anche utile, tanto di guadagnato. Sono tipe da Yolkr, per capirci. Molte food blogger sono anche davvero capaci. Talentuose, con occhio critico. Sanno cucinare e si vede. Sono quelle che hanno fatto del blogging un mestiere. Invitate ad eventi culinari, rispettate nelle loro opinioni. Molte altre smanacciano e si vede. Anche quelle a volte scrivono, addirittura dei libri, e vengono pagate per dire la loro.

Prima di accendere il fuoco e chiedervi quanti anni ho, almeno la guida in 10 punti per imparare a fotografare al ristorante l’avete consultata? E il video con i trucchi per filmare e fotografare una pizza con la reflex?

[Immagini: AIS Catanzaro, Renato Bevilacqua, Dissapore, Namely Marly]