cucina da campeggio preparazione

Cosa non devi fare, o fare, in campeggio per assicurarti una vacanza a prova di tranquillità e densa di soddisfazione gastronomica? Innanzitutto porta con te lo stretto indispensabile per la sopravvivenza: via il tacco 12 e il profluvio di parei e copricostumi e avanti con tappetino da fornello da campo, parannanze e almeno 15 pentole e padelle di vario genere. Se non puoi sopravvivere senza la tua pasta preferita, non commettere imprudenze: meglio portare la razione necessaria per evitare l’astinenza.

In campeggio si cucina all’aria aperta ma ricorda che non sei nel selvaggio west con il deserto intorno. Un piatto bruciato o preparato male non farà di te un cow boy stanco per il duro lavoro con la mandria. Ricordalo quando ti viene l’idea di cucinare un piatto mai provato fino a quel momento perché tre piazzole più avanti hanno fatto la ola alla signora spagnola che ha cucinato 25 paelle in altrettanti contenitori usando lo specchio per l’abbronzatura.

cucinare in campeggio fiori fritti di zucca

Se hai deposto ai fornelli le armi della competizione a tutti i costi (intanto, però, ditemi secondo voi cosa sto cucinando), puoi mandare giù il decalogo della perfetta campeggiatrice gastrofanatica (vale anche per i maschietti).

  1. Se vuoi goderti in santa pace il caffè del mattino, mai circondarsi di vicini iperginnici soprattutto se il massimo del tuo sforzo fisico è tenere in equilibrio l’amaca.
  2. Se non hai voglia di dilungarti sulle specifiche di umidità relativa della pastiera, stai lontana da vicini napoletani perché, anche se fai finta di essere straniero, ti coinvolgeranno in tutte le loro discussioni dalla formazione del Napoli ai minuti necessari per la cottura al dente della pasta.
  3. Se vuoi annusare il refolo di brezza marina o, peggio, sei a dieta, stai lontano da chiunque provenga da zone a sud del Garigliano: alle otto della mattina ci sarà sempre qualcuno che sta friggendo le melanzane per la parmigiana da portare in spiaggia (oddio, si fa anche in versione fazzoletto alla Bonci o in vetro alla Parisi).
  4. Se vuoi imparare tutti i trucchi per realizzare un gattò di patate anche in condizioni proibitive, tipo assenza di forno, chiedi il passaporto di quartiere a un napoletano: chi abita in zona centro storico lo cuoce guardandolo semplicemente negli occhi.
  5. Se vuoi scatenare una guerra di secessione stendi l’asciugamano vicino a turisti padani e comincia a declamare gli articoli della Dichiarazione dei diritti dell’uomo o inneggia alla bontà del panettone di Alfonso Pepe o Pasquale Marigliano.
  6. Se sei vegetariano mai vicino agli amanti del barbecue perché dopo un training sull’uso dei legni giusti, delle pigne, della marinatura e della cottura ti sentirai Dracula in crisi ematica.
  7. Se vuoi un po’ di silenzio pianta la tenda nelle vicinanze di famiglie svedesi, norvegesi, danesi, francesi e tedesche: i loro bimbi sono quasi sempre silenziosi e non urlano “mamma”, “aranciata”, “acqua”, “nutella” in continuazione forse perché la mamma li ha ben inquadrati prima di partire. E potrai godere dei reker norvegesi (gamberetti), del Janssons frestelse svedese (un gratin di patate e acciughe), della zuppa di frutta danese (le formiche più famose normalmente le trovi a fare catch nella tua pastella per la frittura dei fiori di zucca).
  8. Se invece vuoi convincere il tuo compagno che i bimbi non sono poi così dolci e teneri e belli e stupendi, scegli la piazzola vicina a quella di famiglie italiane con bimbi piccoli: risultato garantito anche sul versante gastronomico. Le varianti di un piatto saranno infinite per farle trangugiare ai piccoli demoni.
  9. Se vuoi riconoscere un campeggiatore gourmet, presta attenzione alle dimensioni della padella. Ne avrà una diametro 42 che troneggia sul fuoco da comunità (anche se dorme in una canadese). Poi avrai altri segnali: le piantine di basilico che metterà a dimora subito dopo aver fissato il gazebo, la selezione di birra e vino con la quale ha riempito i gavoni (tanto l’acqua la trova sul posto), l’angolo delle spezie (altrimenti come fare il goulash a Ferragosto?), i 12 tipi di pasta che fa scegliere alle creature mentre l’acqua bolle.
  10. Se vuoi farti amico un gourmet in campeggio cerca un rovo di more e portategliene un per chiedere consigli su come fare la marmellata in loco: vi sarete conquistati un amico fedele e un assaggio garantito di tutto quello che cucinerà per tutta la vacanza.

food porn in campeggio

Ora vado, ho messo in ammollo i fagioli di Lamon per la vellutata. Mica roba in scatola.

PS. Non dimenticate di fotografare tutto quello che preparate: come farete l’album delle vacanze altrimenti?

PPS. Mettere sempre gli stabilizzatori al camper o alla roulotte in modo che un momento di passione, quantunque silenzioso, non venga scambiato dal nostro vicino di piazzola per un improvviso terremoto post prandiale.

[Testo e Immagini: Anna Maria Pellegrino]

10 Commenti

  1. Sta cucinando riso con verdure in una padella da 42 cm di diametro? Vinco qualcosa? Avete dimenticato tra i segnali gourmet la pianta di pomodoro che si arrampica sul tendalino della roulotte. Basta farla crescere in vaso e portarla. Serve per i 4 pomodori di riso che chiudono la stagione estiva (nel frattempo sono diventati maturti)

    buone vacanze

    • Ciao Alessandra: farro allo zafferano con caponata di verdure. E frittelle di fiori di zucca! Hai vinto 🙂 Bella l’idea del pomodoro, di solito mi limito al basilico. Ma l’anno prossimo ci proverò!

  2. Poca esperienza di campeggio, ma ricordo sempre con affetto l’enorme vaso di vetro messo come soprammobile nella roulotte. Conteneva carciofini sott’olio. buonissimi anche di mattina con il pane…

  3. Il campeggiatore italiano mediamente gourmet è inversamente proporzionale al campeggiatore tedesco stile mezza-pensione.
    Il campeggiatore tedesco anche se super-attrezzato con qualsivoglia diavoleria per campeggi ( antenne satellitari- canoe ultima generazione – biciclette da competizione di ogni foggia e colore ) mangerà sempre con tristi razioni inscatolate che al massimo possono vagamente ricordare il cibo degli astronauti. Spenderà € 500,00 di piazzola e € 100,00 per il cibo e le bevande ( alcolizzati a parte ).
    L’ italiano, invece, arriverà in campeggio come un terremotato con una tenda canadese degli anni 60, privo di tutti gli utensili base per montarla come si deve. Per compensare queste deficienze, avrà un cucinino simile alle cucine da campo militari. Professionale, efficiente e versatile. Potrà con facilità cucinare per il nutrito seguito dei suoi amici e parenti e, non elemosinerà di certo sulla spesa per le vivande. Spenderà in media € 300,00 per dormire e € 900,00 per il cibo, bevande escluse.
    PS: Se usi Pellini top, non puoi che essere una campeggiatrice gourmet doc. 🙂

    • Ciao Michele! Comincio dalla fine: le scatole metalliche, di qualsiasi tipo, servono per raccogliere qualsiasi cosa dopo che Tzunami Maggie (il mio pastore di 28 kg) si e’ mangiata tutto il servizio Tupperwere e un paio di infradito, mie ovviamente. Per il resto e’ proprio come dici tu: dovresti vedere le antenne, gli impainti di climatizzazione, il trituratore di acque nere ed i bbq in acciao lucido che neanche terminator. E mangiano sempre le stesse cose. Io ho un accessorio per colore e anche un po’ morsicato ma vuoi mettere la soddisfazione dinnanzi ad un’impepata di cozze! 🙂 p.s.: ti mandero’ l’indirizzo del mio torrefatore, un signore gentile che una volta faceva il geometra..

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