Settembrini è diventata più di una via a Roma. In 10 anni ha ridisegnato gastronomicamente un quadrante della città di Roma con una serie di aperture a ripetizione. Della Galassia Settembrini fanno parte il Ristorante, il Cafè, la Libreria e, ultima (ma non ultimissima) apertura, Birra e Porchetta. Voi direte che noi siamo innamorati di Settembrini, del suo dehors che unisce bar e ristorante in una sequenza, della sua frequentazione vippissima con volti della televisione, Rai soprattutto, che ne hanno fatto una propaggine delle redazioni (e un miglioramento della mensa, supponiamo). Non saremo noi a contraddirvi.

Dieci anni sono un genetliaco che va onorato e la squadra di Settembrini capeggiata da Marco Ledda ha messo su un calendario di festeggiamenti con partecipazioni di produttori e chef di stanza a Roma ma anche no. Sul Red Carpet si attendono Ilario Vinciguerra, Roy Caceres, Pino Cuttaia e Rafa Penya, Anthony Genovese, Niko Romito, Gennaro Esposito e sono già transitati Gianluca Esposito, Oliver Glowig, Carmelo Chiaromonte, Cristina Bowerman e Pier Giorgio Parini.

Dal racconto della serata a 4 mani con Luigi Nastri che della cucina, ma sarebbe meglio dire delle cucine, di Settembrini è ispiratore e Pier Giorgio Parini, elfo delle erbe e dell’Osteria del Povero Diavolo di Torriana potrete ricavare elementi per lasciarvi sedurre da uno degli appuntamenti romani (le nuove gallerie fotografiche si attivano con un click su una foto). Il calendario completo lo trovate sul blog dedicato alla festa.

Triglia, caviale di angelica e latte fermentato

Ho iniziato la cena con il piatto preparato da Pier Giorgio Parini utilizzando il latte lasciato a fermentare e l’avviso sulla bottiglia “non buttatelo”. La triglia è in panino con se stessa ammantata del caviale verde che punge leggermente la lingua. Due ciuffetti di angelica sono lì a rinforzare la sensazione se vi piace anche cambiare discorso alla voce sale.

Sgombro, anice e finocchio

Luigi Nastri ha in serbo per i commensali uno sgombro. Ha frullato il finocchio per farne un letto su cui poggiare il pesce bruciato in padella dalla parte della pelle. L’essenza lo avvolge con lo spray e la mela restituisce altra freschezza.

Granchio, pesche e peperone

Affondo il cucchiaio nella zuppa fresca di granchio e di vegetale. È buona, molto buona nel suo essere comfort food contemporaneo. I pareri di altri commensali sono un po’ meno lusinghieri, ma non apriremo un dibattito sulla migliore destinazione di un granchio perché pesche e peperoni sono un’ottima compagnia. Rassegnatevi all’idea.

Risotto alla marinara

Il gioco del piatto+ della serata è presto fatto. Nella serie del sembra ma non lo è  (e in questa voglio solo ricordarvi la ricetta della metà carne), metto questo risotto (il risotto è un piatto che piace a Parini e a ni) che sembra scotto, ma non è possibile perché non contiene riso. I chicchi sono in realtà seppia e giuro che tutto sembra mantecato alla perfezione. Ed è proprio mantecato alla perfezione con il sedano rapa. E poi scrocchia il nero di seppia. Il brodo è di vongole e il condimento è di ricci.

Agnello, carote e cipresso

Il cipresso l’ho ritrovato in tanti piatti di Pier Giorgio Parini. Direi che è come il prezzemolo a patto che nessuno travisi pensando che c’è quando non ci dovrebbe essere. Il piatto è di quella categoria lo mangerei a vagonate e non basta l’appendice dello “stiamo cercando un agnello che ci convince di più qui a Settembrini”. Le forniture del ristorante romano vogliono diventare ancora più verticali: 1 fornitore, 1 prodotto. Cambiando gli addendi, al momento la somma non cambia.

Cioccolato, yogurt e alghe

Pranzo di mare, dolce di mare. L’alga forse è un po troppo poco per battezzarlo così, ma il cioccolato è la chiusura giusta di questa gaudente cena che avrebbe riconciliato chiunque con il concetto di cena a 4 mani che sa molto di show e poco di cucinato.

Da Settembrini si è cucinato espresso partendo dalla spesa del giorno prima che Pier Giorgio Parini ha fatto a Roma con Luigi Nastri. Sarà stato anche questo ingrediente il successo dell’incontro a 4 mani?

[Immagini: Serena Eller Vainicher, Vincenzo Pagano]

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