Proibizionismo e cocktail al Jerry Thomas Project, numero 19 della 50 Best Bars

Jerry Thomas Speakeasy

Dove trascorrere un venerdì sera all’insegna dei cocktail? La 50 Best Bars di Drinks International, cioè la lista dei 50 migliori bar del mondo, vede al 19° posto il Jerry Thomas Project di Roma. Conosciuto anche per le sue regole. Bisogna prenotare (non si viene ammessi altrimenti) e si va alla ricerca della parola d’ordine senza la quale non si può entrare. Il Jerry Thomas è uno speakeasy, in puro stile proibizionista della New York anni ’20.

Jerry Thomas Project

Al 30 di Vicolo Cellini, c’è una porticina anonima, senza insegna, solo un campanello “Prof. Jerry Thomas”. Si suona e si attende finché si apre uno spioncino e si dà la parola d’ordine. Il locale è un salotto in stile art decò, con un bancone infondo, le bottiglie di alcolici in bellavista ed i baristi vestiti di tutto punto, con la bombetta e i baffi impomatati. C’è un duo che suona musica swing, Luca Filastro al piano e Guido Giacomini, contrabbasso e voce, per andare indietro nel tempo.

Il “Professor” Jerry Thomas, cui si ispira il locale, è l’uomo che nel 1862 scrisse il primo libro sull’arte di miscelare i cocktail e pose le basi per fare della mixology una vera e propria professione. Da qui la scelta del nome dei proprietari del club romano: Leonardo Leuci, Antonio Parlapiano e Roberto Artusio.Nel 2010, anno in cui il Jerry Thomas apre i battenti nella capitale, erano pochi i bartender nostrani a professare la mixology.

Il menù dei cocktail del locale, ricco di informazioni accurate sulla storia e gli ingredienti che compongono ogni drink, prevede l’uso di liquori italiani pressochè dimenticati: maraschino, vermouth italiano, barolo chinato e bitter aromatizzati preparati in casa.

Io qualche indicazione per scegliere un drink ve la dò.

Improved Aviation

La loro versione floreale dell’Improved Aviation, il cocktail che appare nell’ultimo libro stampato prima dell’inizio del Proibizionismo. C’è London Dry Gin, sciroppo fatto in casa aromatizzato alla lavanda, crème de violette, succo fresco di limone, bitter alla rosa canina autoprodotta.

Wallnut Martini

Il Martini del Professore, il Re dei Cocktail amato da Franklin Delano Roosvevelt, Winston Churchill e Ernest Hamingway che, avverte il menu, è preparato nella veste originaria. O il Walnut Martini con Gin alle noci, vermouth italiano, orange bitters e maraschino.

Old Fashioned

L’Old Fashioned che necessita di cinque minuti di preparazione proprio come un tempo. Qui ci vanno fieri insieme ai bitter al bergamotto che preparano e alla tecnica di miscelazione che utilizzano.

tessera Jerry Thomas Project

Il Jerry Thomas Project organizza anche seminari di formazione e masterclass, per chi vuole avvicinarsi all’arte della miscelazione classica. Poiché è un’associazione, dovete iscrivervi.

The Jerry Thomas Project. Vicolo Cellini, 30 Roma. Tel. +39.06.96845937

[Daniele Amato]

6 Commenti

  1. ma dobbiamo prenderla sul serio questa storia della parola d’ordine?
    metti che uno prenota, va lì e poi la parola d’ordine non la sa, che fanno? non lo fanno entrare e lasciano il tavolo vuoto?

    mah

  2. diciamo che laparola d’ordine è un gioco con il quale vogliamo calare gli ospiti nell’atmosfera Speakeasy … ci fa piacere se le persone dimostrano di aver capito lo spirito del locale e si presentano con una parola d’ordine magari anche sbagliata ma frutto di unapiccola ricerca che a volte è anche divertente …

  3. I locali che fanno ricerca sul bere miscelato in Italia sono ancora molto pochi, ma stanno prendendo piede. Certo che pagare 10 20 30 euro per un drink non è da tutti e per tutti. tempo al tempo.

  4. LA prima volta che ci sono andato ho sentito uno di quelli che stavano al bancone dire alla cameriera: perchè m’hai messo questi qua davanti (riferito o a noi o agli alle altre persone sedute al bancone, non lo saprò mai), che mi stanno sul c****.
    Spocchiosi.

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