Nel cuore della Napoli storica e della pizza, Maria Cacialli Messina ha finalmente realizzato il suo sogno: riaprire la pizzeria del padre Ernesto. A pochi passi dal suo locale in via Grande Archivio, ecco in vetrina la foto di Ernesto Cacialli detto il “Presidente” per quel gioco di associazione che i napoletani sono soliti fare.

Maria Cacialli Ernesto Cacialli Felice Messina Michele Sorrentino

Negli anni ’90, infatti, Ernesto Cacialli fece assaggiare la pizza al Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. E da allora la sua pizza fu quella del Presidente.

Un mito che si rigenera a distanza di 20 anni in questo locale su tre piani. Appena 10 tavoli, un balconcino in ferro battuto, classico della Napoli popolare, a piano terra il forno a regola d’arte, al secondo piano la cucina.

Al Presidente sono condensati tre generazioni di pizzaioli e oggi c’è anche il figlio di Maria, Ernesto jr, che promette molto bene sia, come pizzaiolo che come fornaio (e c’è anche il fratello Armando). Il pizzaiolo “resident” è Michele Sorrentino.

frittiil presidente pizzeria Napoli

All’inaugurazione, menu uguale per tutti, strepitose fritture classiche della friggitoria napoletana: arancini di riso in bianco, crocchè di patate, fantastiche frittatine di pasta e i ‘migliaccelli’ di polenta fritta, conosciuti da tutti come “ scagliozzi”; i Cacialli aggiungono in più pezzetti di salame e prosciutto nell’impasto. Il costo delle fritture è al pezzo: 1,50 € per la frittatina e l’arancino, 1 € per il crocchè stile casalingo: Il fritto è stato abbinato alla falanghina Igt di Grotta del Sole, sapida e fresca per preparare il palato alla pizza.

Tra le pizze speciali (Pizze Presidenziali) ci sono la Vesuvio con pomodorini del piennolo, mozzarella di bufala campana dop, olio extravergine e formaggio grattugiato a 6 € e la Marinara Dop con pomodorini del piennolo, olio extravergine, alici, olive caiatine, aglio e origano, a 5 €. Circa una dozzina le pizze tradizionali ai vari gusti e spaziano dai 3,50 € della margherita classica, passando per i 5 € della “diavola” e i 6,50 € della boscaiola o della “carrettiera” con salsicce e “friarielli” (tipo di broccoli coltivato solo a Napoli e Provincia). Capitolo a parte per la pizza fritta tra le quali spicca il ripieno di Ernesto, fritto con provola, ricotta, cicoli, pepe e scaglie di grana” a 6,50 €. Spazio anche per l’innovazione con la Grande Sud con mozzarella di bufala, ‘nduja calabrese, pomodorini secchi, formaggio, olio extra vergine e basilico. Costo 6,50 €. Si chiude con la pizza dolce a base della “cinquantenne” Nutella a 5,00 euro; ancora, delizia al limone o al caffè, ricotta e pera, tiramisù e il classico babbà napoletano, tutti a 3 €.

Grande attenzione per la birra di qualità proposta in varie tipologie; per il vino tre etichette di Grotta del Sole: falanghina e piedirosso igt e il mitico Gragnano doc che va a nozze sulla pizza. Corretti i ricarichi.

pizza

La Margherita classica è realizzata con passata San Marzano Dop di Paolo Ruggiero (Gustarosso), mozzarella aversana o fiordilatte di Agerola a seconda della disponibilità, olio extravergine d’oliva e freschissimo basilico colto e asciugato all’aria. Costo € 3,50.

  • Aspetto visivo. Tradizionale con cornicione soffice e giusta altezza .
  • Profumo. La nota maggiore arriva prima dall’impasto e poi dal pomodoro
  • Cottura. Più che corretta in tutti i punti.
  • Sapore. La margherita unisce nella fetta tutti gli ingredienti con buona sintesi e giusto equilibrio tra spessore del cornicione e della parte centrale.
  • Leggerezza. È la caratteristica che appare più evidente: impasto soffice, omogeneo ben aereato.
  • Prezzo. Margherita, 3,50 €.
  • Voto finale. 80/100

Ora non vi resta che andare e assaggiare le pizze della famiglia Cacialli e farci sapere il vostro di commento. Oltre a indicarci le pizzerie che vorreste vedere nel tabellone di questo campionato della pizza.

Pizzeria e Friggitoria Il Presidente. Via San Biagio dei Librai 83. Napoli. Tel. 39. + 081 26.21.75

Campionato della pizza

1. Gianfranco Iervolino e Pietro Parisi, o l’innovazione