Milano. Scoprire che il ristorante Izakaya Sampei è un’ottima trattoria giapponese

Tempo di lettura: 3 minuti

Izakaya Sampei

Il ristorante giapponese Izakaya Sampei ha aperto da poco tempo a Milano in Largo Corsia dei Servi, porta a porta con la nuova futura pizzeria di Gino Sorbillo Lievito Madre al Duomo, filiale della pizzeria napoletana vista mare.

«Izakaya (居酒屋) è un termine giapponese composto dalle parole “i” (sedersi), saka (sake) e ya (negozio): è un tipico locale giapponese, che vende bevande accompagnate da cibo. [Hiroshi Kondō, Saké A drinker’s guide, p. 112, 1984]»: Wikipedia è sempre un grande aiuto.

Quindi, una trattoria, ma di livello “alto”, mi si dice.

sampei

E Sampei? «Sampei (釣りキチ三平 Tsurikichi Sanpei) è un manga di Takao Yaguchi in 65 tankōbon uscito a partire dal 1973, da cui è stata tratta una serie anime nel 1980.»

Sampei ristorante giapponeseSampei murales

Il personaggio (la serie TV è stata trasmessa anche in Italia, mentre solo alcuni dei manga sono stati tradotti) è proprio lui: il celebre disegnatore ha infatti concesso l’utilizzo dell’immagine del ragazzino pescatore, che campeggia in un grande murale all’ingresso e sulle tovagliette di carta, sulla buste delle bacchette, e dappertutto.

cucina Izakaya Sampeibar Izakaya Sampei

Il locale è su tre piani: lo spazio al pianterreno è riservato alla zona bar e all’aperitivo serale, al primo piano c’è la cucina, e al secondo, raggiungibile con un ascensore, la sala ristorante, con terrazzo. L’idea è quella di riproporre, anche attraverso arredamenti originali, l’atmosfera autentica degli izakaya nipponici.

L’ambiente è elegante e moderno, il personale gentile e disponibile, qualche intoppo qua e là (un bicchiere pieno di aloni illuminato in controluce dai faretti notturni; qualche eccesso di cordialità rumorosa da parte del – immagino – direttore di sala).

La cucina, guidata da Shinichiro Kasashima, propone alcuni piatti insoliti, soprattutto rispetto all’onnipresente sushi e all’ormai frequentatissimo ramen.

hamburger giapponese

Il menù di mezzogiorno propone noodle (Ramen Shoyu, Ramen Shio, Ramen Miso) a 12 €, donburi (salmone crudo e uova di salmone, o pesce crudo, o pollo grigliato in agrodolce, o pancetta di maiale in umido, sempre su letto di riso bianco, a 12/15 €) , sushi (13 €) e piatti del giorno, variabili secondo l’estro del cuoco: Yazikazana (grigliata di pesce di stagione, 12€) o, come ho preso io, un Bento Box (13 €): hamburger giapponese, frittatine taccole pollo, riso bianco, e zuppa di miso. Molto buono.

biancomangiare

Subito prima mi hanno chiesto se volevo dei Gyoza: il menù diceva che il piatto unico comprendeva un antipastino dello chef, e li ho accettati (buoni, peraltro), ma me li sono ritrovati poi nel conto (3 €). La mia pausa pranzo è terminata con un biancomangiare al sesamo nero: buono, a parte la fogliolina di menta che non mi sembrava c’entrasse molto.

Ma ho provato anche il menù serale, attirato appunto dalle proposte della carta.

Gyoza

Ovviamente, i Gyoza erano buoni anche la sera.

Ottimo l’Okonomiyaki, una specie di frittata disponibile nelle versioni vegetariana, con verdure e maiale in agrodolce, con verdure polpo e seppia in agrodolce (la mia scelta), dagli 8 ai 12 €.

Mi è piaciuto molto anche il Tempura. I piatti di frittura vanno dai 5/6 ai 12 €; il pesce dai 6 ai 15 €; la carne dai 5 ai 15 €; noodle e riso dai 7 ai 12 €.

Si potrebbe forse dire qualcosa sulla proliferazioni di ristoranti e locali e trattorie giapponesi di questi ultimi tempi a Milano – da Fukurou a Zazà Ramen a Maido – e so già che quest’autunno ne apriranno almeno un paio nuovi…

Vedremo. Nel frattempo attendo vostre verifiche e note.

Izakaya Sampei. Corso Vittorio Emanuele 24/28 (ingresso Largo Corsia dei Servi). Milano. Tel. +39 02.49530600

5 Commenti

  1. Un paio di cose, va bè, il locale è Izakaya quanto Open Baladin è pub, quindi bello tutto mo te ne poi pure anna’.
    Le Izakaya sono piccole (ovvio non tutte, come non tutti i pub o non tutte le osterie hanno 30 coperti),e hanno il bancone fronte cucina, adoro cenarci quando sto in Giappone.
    ”Eccesso di cordialità rumorosa”, evidentemente non sei mai stato in Giappone, quando entri in un ristorante (Izakaya, Sushi bar, pub, pure nei Konbini) tutti, e dico tutti, pure il lavapiatti in cucina che non vedra mai per tutta la serata, ti salutano gridando “Irasshaimase!”, il tipico benvenuto.
    Poi, se il bento è quello in foto, non è un bento, il bento ha uno schema, uno stile, le varie portate sono disposte in maniera artistica e gradevole alla vista. Esistono anche bento con diversi spazi, la cosa che più ci si avvicina per noi è la gamella in mensa per chi ha fatto il militare…

    • Guarda bene la foto. Ci sono gli altri pezzi del bento. Diciamo che la foto non è bellissima. Ma tu sei andato in questo locale o parli tanto per parlare? La cucina è a vista per quanto permettono le norme igienico sanitarie italiane. Quindi c’è il vetro.
      Anche noi abbiamo fatto il militare a Cuneo che ti credi…

      • …E allora siete uomini di mondo, basti questo… 🙂
        Sulla cucina a vista non era per dire che qui non c’è, era nell’ enfasi della descrizione, magari non mi sono spiegato bene io.
        Il bento è un pezzo solo, chiamato anche bento box, giusto la zuppa di miso è servita a parte. Poi lo si può trovare anche scomposto, su un vassoio ma sempre con le ciotole dei vari piatti a formare un mosaico. Come è composto quello in foto mi sa poco di bento ma solo di piatto unico, poi che sia buono quello non lo metto in dubbio.
        E’ una soluzione che a pranzo gradisco molto, una sorta di piatto unico scomposto; è stato il mio primo pranzo a Tokyo, senza sapere che si chiamasse bento la gamella dove mangiavo.
        Io 3 anni di militare a Cuneo non li ho fatti come Totò; ma in Giappone sì, e tra 24 giorni sto lì un altra volta…
        Sull’ andarci da Sanpei con la N, magari sarà non facile, ma se mi ricapita di andare a Milano, magari prima di cascare dentro al Lambrate o al LambicZoon, perchè no?

  2. Qualche precisazione.
    Questa Izakaya ha il bancone, ha dei tavoli, ha un terrazzo. Ciò probabilmente la rende meno Izakaya, ma mi sembra un peccato veniale (direi che non sono poi moltissimi a essere stati in Giappone, a mangiare in una Izakaya doc).
    Anch’io sono stato accolto da grida di benvenuto, e solo il fatto che il personale stesse sorridendo mi ha rassicurato sul fatto che fosse tutto ok; mi riferivo al signore italiano che durante la cena illustrava a un tavolo (e penso anche agli ultimi piani del condominio) alcune particolarità del locale.
    Gamella, gavetta, militare – se è per questo, anche nelle mense aziendali, o universitarie, c’era un contenitore a scomparti (aperto) su cui veniva servito il cibo (contenitore immagino svanito causa l’imperante igienismo). Che quello di Izakaya sia o meno un bento box, non lo so (mai stato in Giappone – l’ho già detto?): loro l’han chiamato così, il secondo piano aveva un aspetto più “artistico”, indubbiamente rovinato dalla mia incapacità fotografica, del primo (hamburger): magari è un bento occidentalizzato…
    SaMpei, SaNpei con la N: oltre a non essere mai stato in Giappone, come detto, le mie nozioni di giapponese si limitano a qualche nome di scrittore (con dubbi sull’eventuale differenza fra nome e cognome) e a un pugno di parole. SaMpei è il nome del locale, e la voce di Wikipedia precisa che la N dell’originale SaNpei nipponico si pronuncia M. Interessante: c’entrerà anche il fatto che in italiano prima della P c’è sempre (?) una M?

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