Scatti di Gusto vi regala il pranzo di Natale al ristorante

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panettone Pepe

Pranzo di Natale, ci siamo quasi. Fiumi di ricette e di offerte inondano il web alla ricerca del pranzo perfetto.

Quali sono gli ingredienti segreti delle migliori ricette di Natale da fare a casa è una delle domande di questi giorni di lunga vigilia.

Una risposta è Il Pranzo di Natale a cena con Kotaro Noda e Giovanni Milana che si terrà lunedì 15 dicembre al ristorante Bistrot 64 di Roma.

Un menu “fusion” 3+3 con chiusura affidata ai migliori panettoni, vini inclusi e un prezzo di 50 € che è in linea con la filosofia di un ottimo rapporto qualità – prezzo.

Scatti di Gusto regala due posti alla cena evento. Prima di sapere come riceverli, ecco il menù della serata. Gli ingredienti dei piatti sono uguali, ma lo svolgimento è tradizionale per Giovanni Milana di Sora Maria e Arcangelo e innovativo per Kotaro Noda di Bistrot 64.

Il pranzo di Natale a cena

Il Bollito
Bollito di cappone in salsa verde con puntarelle alle (Sora Maria e Arcangelo)
Si nun è zuppa è pan bagnato (Bistrot 64)

Broccoli e arzilla
Spaghetti spezzati in brodo di arzilla e broccoli (Sora Maria e Arcangelo)
Ravioli di broccoli con arzilla (Bistrot 64)

Il Capitone
Capitone alla romana (Sora Maria e Arcangelo)
Capitone laccato al miele di castagno (Bistrot 64)

I Panettoni

Il regalo di Natale

anguille

Ecco, anguille e capitoni. Saranno gli ingredienti/piatti più amati o detestati delle prossime feste natalizie?

Scommetto di sì.

E voi per conquistare il posto a tavola dovrete semplicemente dirci qual è il vostro piatto preferito e quale quello che detestate in barba al buonismo del pranzo di Natale.

Ai due abbinamenti e motivi maggiormente in tema con il Natale, a nostro insindacabile giudizio, saranno regalati altrettanti posti a tavola.

Pronti? Via con preferenze e avversioni a Natale.

Kotaro Noda e Giovanni Milana vi aspettano insieme al sottoscritto (e se non avete voglia di commentare potete sempre prenotare telefonando allo 06.3235531).

29 Commenti

  1. Il mio piatto preferito del Natale è un piatto che si fa in provincia di Siracusa la vigilia: Le impanate.
    Sono delle focacce riempite con broccoli e salsiccia, pesce palombo e verdure, baccalà e patate e così via. La cosa bella è che si preparano a casa e poi si portano ad infornare al forno vicino casa così come fanno gli altri abitanti del paese.E lì scatta la critica su chi le fa meglio o peggio…parte divertentissima!

    Cosa non mi piace? Se proprio devo dire qualcosa..un dolce tipico..la giuggiulena..un torrone fatto di sesamo.

    p.s. lunedì 15 sono proprio libera a cena! 🙂

  2. Anguille e capitoni li odio, mi richiamano troppo alla mente bisce e serpenti, e poi vederli guizzare nelle piccole bacinelle dei banchi dei pescivendoli romani mi da’ fastidio, non li ho mai mangiati (si, lo so, questa affermazione è un ossimoro se messa insieme all’idea di partecipare alla cena, ma l’uomo è fatto anche di contraddizioni)

    Piatto natalizio più amato? Lo ammetto, Natale è una delle pochissime occasioni in cui metto da parte qualsiasi riserva legata alla linea e … cedo. Quindi i dolci, ma non il panettone (del nord anche se ormai i pasticcieri meridionali la fanno da padroni) né il pandoro o il torrone, ma i dolci campani, i roccocò (e chi non sa cos sono peggio per lui) che ne spezzi uno a metà per limitarti e poi … mangi entrambe le metà, le esse morbide ma non troppo e altro pericolo per i denti, e gli struffoli. Semel in anno …

  3. Vale anche un dolce? Ecco perché io proprio non sopporto i “mustaccioli” che a Napoli imperversano a Natale!!! Con ogni tipo di glassa…é che non mi va giù nemmeno l’odore. Ogni volta spiegare che non mi piacciono é un’impresa, per poi sentirmi dire “non sai che ti perdi”

  4. Ops dimenticavo cosa mi piace…vabbè lì la lista é lunga ma sopra ogni altra la pasta con l’astice che facciamo la sera della vigilia, più buona delle altre volte perché mi diverto un mondo a vedere i bimbi litigare al loro tavolo con le chele e i visini soddisfatti di chi ha trovato il paradiso

  5. Io sono ebrea quindi da quando sono bambina mi intrufolo ai pasti natalizi di chiunque mi ospita. Così ho scoperto incredibili tradizioni regionali e familiari. Le mie preferite sono la minestra maritata napoletana che ormai replico anche a casa e ogni tipo di panettone rivisitato dall’estro dei padroni di casa che si provvisano chef per una sera

  6. Mi piace emozionarmi al risveglio, sentendo il profumo del brodo che col suo bollire scandisce l’attesa, premiata poi dal sapore di quel primo tortellino, che mi restituisce ancora, come tanto tempo fa, l’idea di una cucina sana, legata alla tradizione ed al territorio, fatta di riti antichi, tramandati di generazione in generazione. Non mi piace il panettone globale del supermercato, uguale e chimico a Milano, come a Pantelleria.

  7. Del Natale adoro il momento aggregativo, che comincia con la selezione delle materie prime da portare in tavola e si sviluppa con la preparazione dei piatti, mentre i bambini tentano di rubare qualcosa ed il fuoco scoppietta nel camino. Odio invece il buonismo ipocrita che a Santo Stefano è già tramontato e lo spreco di cibo che troppo spesso viene gettato via.
    P.S. I dolci di mia zia, realizzati con materie scadenti e mal cucinati, proprio non li posso soffrire!

  8. Il pranzo di Natale, un occasione annuale che raduna tutti i parenti anche quelli che non ricordi di avere nell’albero genealogico, e nonostante la fatica e i preparativi che durano giorni e che movimentano i portafogli per questo evento, non tutti rimangono pienamente soddisfatti di tante fatiche che si racchiudono in una mangiata che può durare anche ore! Detto ciò personalmente non presterei alcuna fatica nella preparazione o acquisto dell’insalata russa che molti ormai comprano, e dal banco frigo del supermercato te la ritrovi ancora con la confezione con cui l’hai comprata su una brillante tavola, imbandita di tante altre deliziose primizie dove quell’ammasso di maionese con le verdure non attira minimamente la mia attenzione. Questo sicuramente è il piatto che detesto!!
    Invece uno dei piatti che adoro e che fanno festa, fanno domenica, fanno Natale sono le lasagne al forno, gustose in tutte le salse, bianca, al sugo, con i funghi, di pesce, con broccoli e salsiccia e con tanto taleggio per chi non fa caso alla linea; anche perché ti metti a fare la diete durante le feste Natalizie??!!
    Nonostante ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire sul come o perché hai cucinato quello invece che quell’altro, oppure dovevi fare così invece che colà, Natale è sempre Natale e tutti diventano più buoni quando hanno la pancia piena e la bocca piena di panettone!!

  9. I menù di pranzi e cene di Natale sono, secondo me, il risultato di tradizioni regionali reinterpretate secondo i gusti personali del capofamiglia. O almeno, in casa mia ciò che non piaceva a mio padre non poteva entrare.
    Il mio piatto preferito era anche il primo della lunga maratona natalizia: un piatto di spaghetti con mollica di pane tostata in padella con qualche acciuga sott’olio. Si preparava come piatto unico per il pranzo del 24.
    Quello che detestavo di più invece era il doppio secondo nel pranzo del 25, quando lo stomaco, e anche la testa, avevano già detto basta:
    agnello al forno con patate e al ragù. Quello stesso ragù che era servito per condire i maccheroni che avevamo mangiato come primo…

  10. Natale con i miei e con i piatti che hanno sempre caratterizzato il nostro Natale. Tra tutti spiccano i carciofi: fritti, alla giudia, sotto la cenere, in crema. Per me l’albero di Natale ha la forma del carciofo! E sotto l’albero, da scartare come tanti regali, tortellini in brodo e una montagna di “cacioni”, tipico dolce abruzzese ripieno di marmellata d’uva, cannella e nocciole tritate. Ovviamente, anche il mio Natale prevede sempre almeno un regalo poco gradito. Per me si tratta del capitone, che guardo nel piatto, e penso sconsolato che neanche potrò riciclare!

  11. Ne metterei un paio, anche sono più di due

    Mai quelli che chiamiamo gli agnolini in brodo di cappone, simili ai cappelletti bolognesi, quando fatti bene sono buonissimi.
    Brodo di cappone maturo bello grasso che da gli occhietti al brodo, ripieno fatto di sola carne e poco formaggio parmigiano o grana padano (no pane) con tagli grassi quale la cartella che danno compattezza e morbidezza al ripieno ed altri muscoli per rendere il sapore più complesso.

    E poi le anguille, quando le ho viste, mi ha assalito il buonumore, purtroppo è da tanto tempo che non ne mangio di davvero buone, una volta si pescavano anche qui, ora le si compra marinate al supermercato, ma spesso è un’esperienza che non consiglio, marinature fatte con aceti infimi e pesce cresciuto solo a mangimi, che è solo grasso.
    Quando l’anguilla è buona (trovarla) è una bellissima emozione, ha la giusta dose di grasso, ma anche una polpa fine e minerale.

    Mauro Scalari

  12. Pur non amando i dolci da piccolo impazzivo per gli struffoli di mia zia, alla fine ero una maschera di miele!
    Odiavo, sempre di mia zia, le zucchine alla scapece, imballate di aceto!

  13. Se dovessi scegliere un’avversione, anche se avversione non è il termine corretto, penso ad alcuni dolci, più precisamente non ho ancora trovato il torrone che mi piace ne la cassata che mi ha deliziato.
    Spero un giorno d’incontrarli.

  14. I tortellini in brodo della nonna sono il piatto del cuore. La ricetta era di due generazioni prima ma la nonna ha perso la memoria e ci tocca comprarli dal pastaio. Si salva solo, originale, il brodo del bollito misto.
    Il piatto odiato sono le tartine dell’antipasto. Quelle coi patè, il salmone, il finto caviale e sopra la gelatina. Se il Natale è il sapore di un rito che si ripete, le tartine smorzano la poesia.

  15. Adoro il piatto con il bordo oro dove la nonna metteva il sugo, cucinato fin dal primo mattino con amore e premura, che oggi é solo un ricordo che si riaccende intenso nei pensieri. Nessun chef nessun bistrot nessuno ne sará mai capace.
    Non amo il pasto fast_cinese_americano che passa dal banco surgelato al microonde al mio piatto … riesce a tutti.

  16. Attendiamo a cena i due lettori
    Nino
    Debbie
    Gli chef proveranno a far cambiare idea su capitone e pasta ripiena.
    Appuntamento al Bistrot 64 in via Calderini 64 (vicino al capolinea del tram da Piazza del Popolo/Flaminio) alle ore 20:30

  17. Non ci posso credere :-)!!! conosco ed apprezzo da tempo la cucina di Sora Maria e Arcangelo (nonché la loro squisita ospitalità), da poco ero riuscito a gustare quella di Kotaro Noda, non poteva esserci miglior regalo di natale che il poter provare questa straordinaria accoppiata.

    Grazie di cuore a Scatti di Gusto!

  18. Ottima scelta della redazione, gli chef dovranno dare il massimo per far apprezzare anguilla e pasta ripiena, senza però stravolgere le loro caratteristiche distintive.

    Dai due lettori attendo la recensione, è un dovere 🙂

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