tonno Giappone costoso 2015

Kiyoshi Kimura, il presidente di Sushi Zanmai, un’importante catena giapponese di ristoranti si è aggiudicato anche quest’anno il tonno migliore della prima asta dei tonni al mercato Tsukiji di Tokyo.

È un buon auspicio cui il presidente della catena di ristoranti sembra non saper rinunciare.

Il tonno rosso di quest’anno pesava 180 kg ed è stato pagato circa 32.000 €, cioè 4.510.000 yen contro i 7.360.000 yen dell’anno scorso.

Una valutazione in sensibile ribasso ma più che la crisi o la diminuzione di interesse per il tonno rosso è il peso ad influenzare il valore finale. Quest’anno il prezzo al kg è stato di 177 €, non molto dissimile dai prezzi degli ultimi 3 anni.

[Link: viagiappone]

7 Commenti

  1. il presidente di un consorzio di pescatori mi raccontava a quanto viene venduto il “tonno povero” o meglio il nostro tonno povero, la Palamita, in Giappone e rimasi stupito, a 10 volte il prezzo italiano.

  2. Sarà un “buon auspicio” ma i tonni rossi stanno scomparendo.Ma i giapponesi se ne strafregano e continuano allegramente a fiocinare qualunque cosa abbia pinne squame e branchie. Poi un bel giorno ci si accorge che di pesce non c’è ne più…

    • di pesce già non ce n’è più, non serve uno studioso, basta guardare a che prezzi è arrivato, purtroppo la brama di denaro non fermerà certe rapine che si perpetuano

      • Se il prezzo aumenta perché è “raro” aumenta la convenienza a pescarlo …
        Casomai dovrebbero essere i consumatori ad accontentarsi delle “orate greche” o dei gamberi “del pacifico” e degli altri prodotti da acquacoltura.
        Se uno poi pensa (giustamente) che per es., il salmone “non selvaggio” può essere pasturato, alimentato con chissà cosa e/o trattato con antibiotici … o non mangia più pesce o contribuisce alla mattanza dei mari

        • Dobbiamo pescare di meno, mangiare anche altre specie (orate e branzino da sole fanno più della metà del mercato) vietare assolutamente tutte quelle pratiche invasive che rovinano i mari, pescando tanto pesce che poi non viene venduto, ma solo gettato.
          Migliorare le tecniche di allevamento al fine di produrre pesce di maggior qualità, incentivare le colture miste (agricoltura e pesca) come nelle risaie.
          Bonificare i fiumi, i fossi ed i canali d’irrigazione, tali da renderli come erano un tempo, luoghi di biodiversità, dove si pescava molto e non delle fogne come sono ora.

          Facciamo riposare il mare perché negli ultimi tempi l’abbiamo devastato.

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