pastiera napoletana Saggese

Ci siamo: è (quasi) Pasqua, e io non rinuncio alla tradizione. Non ho voglia di prepararmi la pastiera napoletana in casa e decido di andare a colpo sicuro in una delle migliori pasticcerie napoletane di Roma: Saggese al numero 1 della nostra classifica della Pasqua 2015 alla voce pastiere e casatiello.

Ne prendo due piccoline, 34 €, e tiro fuori la VISA.

“Non ce l’abbiamo.” “Neanche il bancomat?” “Neanche … abbiamo il cash.”  Così sentenzia la signora dietro il bancone.

Un nano secondo di dubbio: andarmene e rinunciare a una delle migliori pastiere in città o rassegnarmi ad usare il contante?

Vince l’opzione golosa, ma non esito a segnalare che ormai è obbligatorio accettare pagamenti elettronici per importi superiori ai 30 €.

La signora ribatte che non è vero, parola di commercialista. Il commercialista in realtà “ha cantato la mezza messa”, come direbbe Camilleri: l’obbligo c’è, manca la sanzione per chi non lo rispetta.

Faccio presente – una speranza più che un pronostico – che prima o poi arriveranno anche le sanzioni per chi non si adegua. La signora, serafica (ma non più tanto, sto iniziando a innervosirla), conclude che sarà costretta ad aumentare i prezzi. La solita storia delle commissioni di circuito che secondo alcuni negozianti sarebbero troppo alte.

Io non sono un talebano della moneta elettronica: penso che ognuno debba sentirsi libero di pagare come vuole. Non sono per l’obbligo di usare bancomat o carte di credito, credo che la lotta all’evasione fiscale passi per altre strade, ma difendo la mia libertà di pagare anche un caffè con la plastica.

Mi piacerebbe un sistema che accontentasse sia me sia quello che ama il rotolone di banconote. Il mondo è bello perché è vario.

Il legislatore invece ha lasciato il lavoro a metà e sono tanti gli esercizi che accettano solo contanti.

pastiera saggese

Il consumatore può sempre boicottarli, direte, ma quando la pastiera è così buona i vostri princìpi etici non vacillano?

Voi avreste lasciato lì le due pastiere?

13 Commenti

  1. La pastiera io la faccio in casa, ma volendola comprare avrei scelto senz’altro la pasticceria Saggese e…avrei perquisito ogni tasca racimolando monetine ovunque pur di averla! Devo dire però che l’intenzione di rialzare i prezzi a causa delle “commissioni” mi fa proprio indispettire, considerando quanto mi costa(a me) in casa e quanto sia il costo al kg. al negozio. Una bella caduta di stile.

  2. La commissione del bancomat è attorno all’1%, dovrebbero aumentare i prezzi di 50 centesim ogni 50 euro… Non mettono il bancomat sperando di non emettere lo scontrino, questa la pura e semplice verità.

  3. Comunque quella in foto non mi sembra granché… strisce troppo grandi, pastiera troppo bassa, probabilmente asciutta.

  4. Secondo me ogni esercente deve avere il diritto di fare a meno della moneta elettronica, ovviamente potrebbe perdere clienti per questo, come ognuno è libero di scegliere se andare o meno in un posto che non la accetta. È avvilente pensare sempre male, soprattutto dei commercianti che ultimamente hanno tanti problemi. Poi a piazza Bologna è anche facile reperire del contante, c’è un bancomat poco lontano da via Michele di lando

    • secondo me ogni consumatore ha il diritto di non portare soldi in tasca, ma solo pezzi di plastica

      hai ragione tu?
      ho ragione io?

      nel frattempo la legge dice che oltre i 30 euro è obbligatorio accettare pagamenti elettronici

      • Io suggerisco anche un altro elemento: ha la vetrofania o no? Se ha vetrofania, DEVE accettare, altrimenti sta violando il contratto sottoscritto con la sua banca; se non ha vetrofania, so che devo munirmi di contanti, e non ho diritto di pretendere.
        Giusto richiamo alla legge che “obbligherebbe”, Nico. Purtroppo sai meglio di me che la norma e la sua applicazione sono ferocemente avversate da molte categorie; per questo sono più propenso ad agire dal lato degli obblighi contrattuali che da quelli legali. I primi, nel caso di segnalazione, vanno in porto assai più rapidamente di una controversia “ai sensi di legge”.

  5. chi non accetta il bancomat e vende al minuto è perché fa tanto nero, se non lo fa al consumatore (ma ci credo poco) lo fa col fornitore, ma lo fa

  6. E poi come è andata a finire? Ha ragione Giuseppe che vista dalla foto quella pastiera non sembra granché oppure vale ogni centesimo cash che si paga?
    Buona Pasqua! 🙂

  7. Ma perché bisogna arricchire le banche sempre di più. Chi vuole pagare il caffè con la plastica deve ricevere in cambio un caffè di plastica.

  8. per la cronaca, ho comprato anche quest’anno la pastiera da Saggese, ho pagato in contanti come al solito, la signora Iaia si è sbagliata e mi ha fatto due volte lo scontrino… Sono così, stanno lì da sempre, Saverio il pasticcere ormai ha 86 anni, non hanno un sito internet e manco un profilo facebook, vaglielo a spiegare che la carta di credito è una comodità! La preoccupazione è un’altra: quanto ancora reggeranno?

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