La classifica dei migliori pomodori per sconfiggere il pericolo cinese

pomodoro pelato

Il servizio delle Iene sul pomodoro cinese venduto in Italia ha provocato una vasta ondata di ribrezzo nel web.

È vero, si parla di triplo concentrato e di pasta di pomodoro messa in fusti blu che sanno di scorie radioattive piuttosto che di prelibatezze. E tra lunghissime scadenze e ragù al sugo di larve di mosca, la fantasia di uno spaghetto al pomodoro potrebbe passare, anche se l’Italia non sta con le mani in mano.

pizza pomodoro

Per evitare di cadere nell’errore di mangiare all’improvviso pasta in bianco o di cadere in depressione per mancanza di orto domestico (i fortunati, invece, potranno contare sulla ricetta delle conserve fatte in casa), ecco la classifica dei migliori pomodori pelati. Sul concentrato io ho un solo nome da spendere quando lo utilizzo.

I migliori pomodori conservati italiani

pomodori pizza

Innanzitutto, come si legge l’etichetta di una confezione di pomodori pelati? Ci viene in soccorso il Fatto Alimentare con queste note da mandare giù a memoria.

I pomodori conservati in maniera corretta hanno una vita di 2 anni ma possono arrivare a più di 3. Normale, quindi, trovare sugli scaffali confezioni preparate anche 1 anno prima.

Se li volete freschissimi, dovete decifrare il codice

La scritta è composta da una lettera dell’alfabeto seguita da un numero compreso tra 1 e 365. La lettera indica l’anno, mentre il numero il giorno in cui i pomodori sono stati inscatolati. Potrebbe esserci anche una seconda lettera dopo il numero ad indicare lotti relativi a periodi di durata inferiori alla giornata lavorativa. Per esempio, quando su una scatola di pelati è indicato “E218”, significa che il confezionamento è avvenuto il duecentodiciottesimo giorno del 2011, ovvero il 6 agosto: una data consona per la raccolta.

Ecco le lettere degli ultimi anni.

2015 “S”
2014 “T”
2013 “H”
2012 “M”
2011 “E”
2010 “N”
2009 “R”
2008 “A”
2007 “C”

Ok, ora che avete appreso quali anni comprare e quali lasciare, ecco i migliori pomodori.

#10. Eligo

pizza del Papa preparazione

Mi piacciono i pomodorini gialli. Questo tipo si chiama Giagiù ed è reperito alle pendici del Vesuvio. Eligo, che ha presidio Slow Food, coltiva solo a mano, con l’ausilio di pali di sostegno e fili. Il periodo di coltivazione va da aprile a settembre, mentre la raccolta si effettua tra fine luglio e metà settembre. Storicamente il suo consumo era associato al pane di mais, ma grazie ad alcune azioni di valorizzazione condotte dalla Regione Campania, viene ad oggi utilizzato in diverse preparazioni in abbinamento con piatti di pesce.

Il barattolo da 520 ml costa tra i 5 e i 6 €, quello da 950 ml tra gli 8 e i 9 €.

#9. Casa Barone

conserva-piennolo-san-marzano-Casa-Barone

Anche questo pomodorino proviene dalle pendici del Vesuvio. Ha una buccia abbastanza spessa, quasi croccante al morso, e una polpa soda e compatta, con un basso tenore di acqua. L’area di coltivazione del pomodorino del piennolo – che deve il suo nome alla consuetudine dei contadini vesuviani di intrecciare i grappoli di pomodori intorno a uno spago legato a cerchio – comprende tutti i comuni inclusi nel perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio, a un’altitudine compresa tra i 150 e i 350 metri sul livello del mare. I semenzai si preparano a fine febbraio, mentre le piantine si trapiantano in campo aperto tra marzo e aprile: tra luglio e agosto i pomodorini sono pronti per essere raccolti. A questo punto vengono lasciati ad “asciugare” in cassette di legno fino alla fine di agosto per essere successivamente tagliati longitudinalmente in due parti e invasettati a mano, sigillati con tappi a vite e, infine, pastorizzati. Il terreno è costituito da materiale proveniente dalle colate laviche stratificate nei secoli, è di colore tendenzialmente scuro e prevalentemente sabbioso, povero di azoto e ricco di potassio. Anche in questo caso, tutte le pratiche a mano sono eseguite a mano a causa della disposizione irregolare e a terrazze dei terreni, che rende difficile la meccanizzazione.

La conserva tradizionale da 520 g costa tra i 5 e i 6,70 €.

#8. Mutti

Mutti pomodori pelati

Come vi avevamo già spiegato, Mutti nel gennaio del 2013 ha scoperto – in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’università di Piacenza e al Laboratorio Lims di Verbania) – il metodo per stanare il concentrato cinese nei barattoli italiani. Mutti è molto conosciuta proprio per il suo concentrato e per la polpa (qui vi metto una ricetta con le polpette facile facile) che arriva da pomodori selezionati e triturati a temperatura ambiente (20° circa) secondo un processo brevettato da Mutti e ancora oggi segreto (le scatole vengono riempite di polpa a una temperatura di circa 80°C: una volta chiuse, le latte vengono pastorizzate a 90°C per circa un’ora). Ma c’è anche il pomodoro pelato e il San Marzano pelato con i pomodori che arrivano dal sud Italia. Per me l’ancora di salvezza in qualsiasi supermercato.

Il costo di un barattolo è di circa 0.96 centesimi di €, mentre la confezione da tre lo trovate intorno a 2.50 €.

#7. Così com’è

così com'è

Eccoci di nuovo coi pomodori datterini gialli: questo è conservato nel suo succo, ovvero immerso nella sua stessa polpa per mantenere il suo gusto equilibrato, e si distingue per l’elevato grado zuccherino che lo rende gustoso e gli conferisce un sapore pieno. È buono per dare una nota di carattere alle ricette, ed essendo senza buccia è adatto anche alla preparazione di sughi, creme o vellutate. Le coltivazioni sono nella Piana del Sele, in provincia di Salerno. Nella preparazione non si usano pomodori geneticamente modificati e la coltivazione rispetta le regole della Produzione Integrata. I frutti sono raccolti a mano, lavorati delicatamente e conservati in vetro affinché rimangano inalterati gusto e profumo del pomodoro fresco. Non vengono aggiunti zuccheri, conservanti, stabilizzanti. Questo pomodoro è ricco di antiossidanti e vitamine.

Il prezzo della confezione da 12 barattoli da 350 g è di 30,56 €, cioè 2.54 € l’uno.

#6. Dani Coop

Gustarosso

Dani Coop, Cooperativa Agricola composta da oltre 70 soci, iscritta all’Albo delle Fattorie Didattiche della Regione Campania ed alla Coldiretti di Salerno,è uno dei produttori di pomodoro San Marzano DOP. Qui viene seguito tutto il processo produttivo, partendo dai semi, dalla fornitura delle piantine ai soci produttori, fino all’assistenza tecnica agronomica durante la fase di crescita e di raccolta. La materia prima è costantemente controllata, la filiera è tracciabile e certificata anche da Agroqualità, riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura.

Il prezzo di un barattolo base da 400 g è di 11,99 1,30 €.

#5. Sapori di Corbara

I-corbarini-sotto-acqua-e-sale-di-Carlo-D'Amato

Il pomodorino di Corbara, o Corbarino, è una varietà particolare: piccola, dolce, pungente al sapore, ricca di pectina. Ha origini antiche e viene coltivato in maniera tradizionale: riceve acqua solo quando piove. Per un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico, si sceglie “Corbarì Acqua e Sale”, che viene condito  con una soluzione di acqua e sale e venduto in vetro. Una volta messo in padella è pronto in pochi minuti. Strepitoso per preparare Ma per i ragù napoletani si sceglie “Sua Eccellenza il Pomodoro”.

Il costo di 12 barattoli da 520 g del pomodorino di Corbara (classico) è di 54 €, cioè 4.50 € al pezzo. Costa, invece, 57 € l’Acqua e Sale (4.75 € al pezzo).

#4. Gentile

pomodori Gentile

Gentile è un marchio associato soprattutto alla pasta di Gragnano. Ma nella sua produzione ci sono anche le conserve di pomodoro e di frutta. Ho scelto il datterino giallo che trovate nelle pizzerie Da Attilio a Napoli e La Dea Bendata di Ciro Coccia a Pozzuoli. Un pomodoro che è entrato molto velocemente nelle preferenze degli appassionati di gastronomia.

Il barattolo da 580 g costa intorno ai 5 €.

#3. Vastola

Maida Vastola pomodori

Con Maida/Vastola arriviamo al podio. L’azienda che si trova alle porte del Cilento è famosa per i suoi carciofini e per i tanti ortaggi messi in conserva. Tra le conserve ci sono anche i pomodori disponibili in passate (compreso il “bottiglione”) e i barattoli in vetro con il pelato e il pelato giallo di Capaccio. L’azienda agricola si estende su terreni distanti 5 chilometri dagli scavi archeologici di Paestum, in Campania.

Prezzi: 580 grammi pomodori pelati 5,50 €. 580 grammi Pomodoro pelato giallo di Capaccio: 6,50 €

#2. Miracolo di San Gennaro

il_miracolo_di_sangennero_pomodori

Quest’azienda campana nasce dieci anni fa e sfrutta il clima mite e i terreni di origine vulcanica (quindi ricchi di minerali e acqua) per produrre il suo pomodoro che è un presidio Slow Food. La coltivazione è basata su varietà ed ecotipi autoctoni ed è ecosostenibile: si fa quasi tutto a mano. Per la concimazione e la difesa si utilizzano i sistemi di coltivazione propri dell’agricoltura integrata. La zona è nell’area dei Monti Lattari in Penisola Sorrentina.

Il vasetto da 530 grammi costa 3.80 .

#1. Agrigenus

san marzano dop Agrigenus

Beatificato dalla famosa puntata di Report sulla pizza, il pomodoro pelato Agrigenus (anche nella versione Antichi Pomodori presidio Slow Food) nasce nel 2005 in Campania (Agro Sarnese – Nocerino) e utilizza tecniche di produzione integrata. I frutti vengono raccolti a mano e sono inscatolati uno ad uno: tutto il processo, dalla piantina fino al pelato in scatola, è controllato e certificato e controllato.

Il San Marzano Dop in latta da 400 grammi costa 1,30 €. Gli Antichi Pomodori di Napoli – stesso peso – costano 1,50 €.

pomodoro

E ora tocca a voi. Qual è il vostro pomodoro pelato preferito?

[Immagini: Vincenzo Pagano, Scatti di Gusto, Luciano Furia, Rosalia Imperato, Salfor.it]


- martedì, 29 settembre 2015 | ore 8:19

75 commenti su “La classifica dei migliori pomodori per sconfiggere il pericolo cinese

      • Sono d’accordo …cosa ci fa mutti in questa classifica??? Da molti anni sono a conoscenza che aggiungono salsa di pomodoro nei pelati non solo mutti e non solo salsa cinese …è una vergogna che si scandalizzino per il servizio delle iene quando è la verità e si attacchino a qualche imprecisione per confondere il consumatore ….

    • Graziella e Ciumachella li uso da una vita (preferisco graziella) e mi trovo benissimo. Comunque è sempre meglio un pelato scadente che una passata di qualità. Anni fa un mio amico con parenti produttori mi mise in guardia sul fatto che passate e prodotti diversi dai pelati potevano essere corretti facilmente con zucchero e altri aromi per “aggiustare” scarti di lavorazione dei pelati. Inoltre segnalo che il 90% dei pelati che trovo nei vari supermercati viene tutta da Sarno e dintorni… Sarà che forse li producono tutti li e poi ognuno se li “personalizza” col suo marchio? Sarebbe interessante approfondire la cosa. Saluti

    • io ho sempre usato Graziella fino a un paio di anni fa (lo usava mia nonna!), quando ho appreso da persone salernitane e del settore che è da evitare perché prodotto nella cosiddetta terra dei fuochi e, quindi contaminato

  1. Un dettaglio riguardo le date: prima ancora del (relativamente complicato) calcolo del giorno di produzione, e decodifica dell’anno grazie alla lettera, si può leggere la data di scadenza.
    Se le cose non son cambiate nel mondo 2.0, lo scatolame ha per legge un “best before” di anni 3. Se quindi oggi, dettembre 2015, trovo in superofferta negli scaffali una lattina che ha la scadenza 2017, ne deduco che è un prodotto del raccolto dello scorso anno.
    Tutto ciò senza nulla togliere alla bontà: l’inscatolamento serve appunto per _conservare_, quindi alla fine il prodotto è assolutamente sano, e sostanzialmente indistinguibile.
    [ho usato “scadenza” e “preferibilmente entro” come sinonimi, giusto per comodità. spero sia ugualmente comprensibile]
    sul concentrato, anzi, TRIPLO concentrato, ca va sans dire: ne esiste solo uno 🙂

  2. Ma è pubblicità ai prodotti campani?
    Che tra l’altro non sono reperibili in supermercati di tutta Italia.
    Che fine hanno fatto le altre marche: Divella, Dececco, Granoro, Desantis, ecc…?

      • chi o cosa le da la certezza ? io al suo posto non sarei così sicura. va bene la pubblicità per le aziende sopra citate che senza dubbio la meritano. da qui a pregiudicare la serietà di grandi realtà… lo trovo un po superficiale. io sono una biologa e non ha la minima idea dei protocolli di sicurezza alimentare che le grandi aziende adottano e attuano.

        • La stragrande maggioranza dei pelati, polpa e passata in commercio provengono da pomodori coltivati e lavorati in Italia e non surgelati. Qualche “rischio” in più si corre per ciò che concerne il concentrato di pomodoro, la cui etichettatura non è tra l’altro ancora ben regolamentata.
          Antonio è una bufala, più che un pelato.

      • Ma per piacere…. È una pubblica a favore della Campania… Terra dei fuochi.piu nocivi della de ceco e compagnia bella…. Non compro nulla di campano . Mai!

        • Ada ma il Cilento e la piana del sele non hanno nulla a che vedere con la terra dei fuochi. Si informi bene. Lo dico per lei… potrebbe fare brutta figura…

        • Crede che ciò che viene coltivato fuori dalla cosiddetta “terra dei fuochi” sia migliore e o meno contaminato?? Faccia un giro a Brescia, Latina e privincia e vedrà quante coltivazioni (vicino a discariche a cielo aperto e rifiuti interrati)vengono prodotte e vendute in tutta italia. Non è solo terra dei fuochi: ci sono aziende serissime col marchii dop in Campania, che producono specialità. Ma purtroppo alla massa questo non viene detto, né i media ne parlano.

  3. Però dal pomodoro cinese a questi pomodori italiani,che quasi nessuno può permettersi con quei prezzi,spero ci siano dei prodotti più accessibili,che non siano veleno…

    • Concordo, non è che tutti si possano permettere marche locali o di nicchia….il compromesso ci dovrà pur essere!!! Pertanto quali sono le marche acessibili ai piu che garantiscono il compromesso tra qualità, prezzo e rintracciabilità ?

  4. Nel Salento grande spazio a quest’aziebda che lavora davvero molto bene, filiera corta, assenza totale di acido citrico e trasformazione immediata.
    Le loro passate, dalla rustica, al pomodoro ciliegino, all’ultima nata, la gialla ( fatta con i pomodori gialli) e i loro pelati possono davvero far concorrenza ai grandi nomi italiani!
    http://www.icontadini.it

  5. Da quello che avevo capito la querelle sul pomodoro cinese riguarda i concentrati da cui fare le passate.
    La classifica dei pelati mi sembra quella delle biciclette parlando dello scandalo Volkswagen.

  6. Ma i pomodori di queste conserve da chi sono raccolti?
    Giusto preoccuparsi della qualità e salubrità del prodotto, ci mancherebbe (!), ma perchè NESSUNO si preoccupa da chi viene svolto il lavoro della raccolta e a quali condizioni?

    • Posso risponderti per quanto riguarda i pomodori delle province emiliane: da alcni anni il lavoro dei raccogliotori è scomparso, sostituito dalla meccanizzazione.
      Se fino a poco tempo fa si faceva “la campagna del pomodoro”, e si vedevano le file di lavoranti piegati in due, ora la situazione è tutta diversa; le uniche presenza umane nei campi sono quelle della povera gente (si, i poveri esistono ancora) che fanno spigolatura dopo il passaggio della raccoglitrice meccanica.

  7. Paolo lo so bene, non è una scoperta, che ci siano troppo persone indigenti e appunto per questo che ho posto le domande. Mi sta bene un prodotto, sotto il profilo qualitativo ineccepibile ma è altrettanto sacrosanto pretendere un prodotto ETICAMENTE di pari livello.
    E ripeto, NESSUNO se ne preoccupa. Chiaramente non va bene!

  8. Gustarosso a vita anche perché come dice Paolo la raccolta dei pomodori nella maggior parte delle aziende e meccanizzata a Sarno nella azienda Danicoop e ancora fatto a mano come vuole la tradizione…qnd non la cambio per nessun al mondo. ..

    • Tra la sua classifica del top dei pomodori manca, sicuramente per mancato assaggio, uno tra i migliori che a mio avviso meriterebbe di essere mensionato nella Top Ten. MAROTTA. p.s. mi faccia sapere.

  9. Azienda Agricola Gioli’ di Angelo Di Giacomo

    Azienda situata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio dedita alla produzione e vendita di prodotti tipici, come ad esempio il pomodorino del Piennolo del Vesuvio Presidio Slow Food . COME MAI NELLA CLASSIFICA NON È PRESENTE……

  10. Buongiorno,
    ma in definitiva si può sapere di quale ditte che vendono pomodori ci si può fidare? al nord Italia non è facile trovare le ditte da voi menzionate

  11. Ciao, io ho provato mutti casa barone e così com’è e metterei al primo posto casa barone che è talmente buono che ti viene da mangiare il sugo senza nemmeno cuocerlo. una nota di merito va data anche a quelli gialli di così com’è perchè il prezzo è davvero contenuto e sono pochissime le aziende che lo producono e si trova tranquillamente nei supermercati. concordo poi per mutti che rimane sempre una certezza e si può comprare davvero ovunque

  12. Non si capisce il criterio con cui sono stati selezionati i prodotti. Per la maggior parte si tratta di produzioni semi artigianali con prezzi ovviamente molto elevati. Poi ci sono i pelati Mutti, ma perché? Mutti non produce pelati, li fa fare da imprese conserviere campane e ci fa mettere la sua etichetta. Ma il prodotto è appunto quello standard delle imprese dell’agro sarnese nocerino dove, tra l’altro, ci sono ottimi produttori “industriali” non presi in considerazione nella classifica.
    Quando fate queste operazioni sarebbe saggio consultare qualcuno veramente esperto del settore.

  13. Vivo all’estero e spesso trovo al carrefour marche Italiane che vedo solo qui.
    Per caso conoscete i pelati e le passate “o sol e napule”, “La Pastina” e “Fiamma Vesuviana”?
    Grazie mille

  14. Io dopo averne provati tanti ho assaggiato Petti il delicato100% toscano mi sono fermata a questo perche’ e’ buonissimo dolce come piace a me

  15. Da quello che leggo, sembrerebbe una classifica.Come ha scritto Luca, bisognerebbe che a scrivere non fosse un palato; ma un esperto. E’ un peccato sciupare spazio in questo modo.C’è una grande confusione che non arricchisce nessuno; anzi si trasforma in una scorretta campagna pubblicitaria, perché, tra pomodori di buona qualità, l’autrice ne ha collocato alcuni che non hanno alcun motivo per stare lì. Quelli del settore sanno; ma il lettore comune è ingannato; così come è ingannata Ada che scrive di “Terra dei fuochi” senza nemmeno sapere cosa significhi. Insomma il tempo e lo spazio sono preziosi e qui è stato sprecato

    • Irma, di una cosa hai una ragione inconfutabile: sui pomodori c’è una gran confusione e ci sono dei grandi inganni. Penso siamo giunti al tempo del vino al metanolo, speriamo che qualcuno si faccia carico di aprire una nuova fase.
      Sulla Terra dei fuochi andrebbero fatti dei distinguo. TV e Media non sempre equivalgono a Verità.
      Molto spesso è tutto montato per performance audio visive (audience).

  16. Provati da anni, secondo me la Classifica dovrebbe essere: 1° Il MIracolo di San Gennaro, 2° Casa Barone, 3° Agrigenus … Mutti non capisco come possa stare in questa Classifica. Alcuni non si reperiscono facilmente.

  17. Buona sera a tutti…e la fiammante?
    Ho visto molta pubblicita e incuriosita li ho comprati…cliccando sul qrcode esce la loro storia…il sito ancor di piu…una vera filiera certificata eticamente,alta qualità e agricoltori e industriali ci hanno messo la FACCIA.
    Altri che avete menzionato non hanno nemmeno le industrie e comprano a casaccio al miglio offerente e applicano le lorocetichette…granoro dove ha l’industria conserviera? De cecco? Etc…non gli basta usare grani esteri e spacciare pasta italiana?
    Arronzano anche con i pomodori…VERGOGNAAAA
    METTETECI FACCIA E SOLDI E FATE LE COSE FATTE SERIAMENTE…LA NOSTRA SALUTE NON HA PREZZO !!!!!SALUTI ERIKA…CREDETEMI CI CAPISO !

  18. Quando mai si è prodotto pomodoro in toscana…petti…hahaha
    La zia del sig. Pasquale si che ne capisce di concentrato cinese…VERGOGNA…RINNEGARE LE ORIGINI PER VENDERE…CI AVVELENATEEEEEE !!!!!!!

    • ma cosa dice?faccia una passeggiata tra castiglione della pescaia e braccagni e vedrà coltivazioni a perdita d’occhio di pomodori mutti con il loro logo…

    • Fondamentalmente sei ignorante , ignori. Il 16% del pomodoro italiano e’ prodotto in Toscana nella bassa Toscana e gran parte viene utilizzato per il marchio Petti ed una parte per i marchi Valfrutta e Cirio.
      A titolo di informazione Mutti produce i suoi pelati/ pomodorini in Campania nel suo stabilimento di proprieta’ da 4 anni .
      De Cecco , Granoro , Divella questi si che non sanno cosa sia il pomodoro….se lo fanno fare ed e’ di basso livello.
      Sulle aziende Campane io ci andrei a fare un giro…..vediamo quante se ne salvano dal punto di vista del controllo qualita’ infatti sul mercato sono quasi completamente sparite perché non si fida nessuno ed hano perfettamente ragione.

  19. Parli di tutti pomodori campani e di quelli del parco del Vesuvio, dove sappiamo che c’è una bella discarica abusiva di materiali tossici. Allora perché questi prodotti dovrebbero essere migliori dei cinesi?

  20. Qui (In Sardegna) vanno per la maggiore i prodotti Casar, confezionati con soli pomodori sardi in un paese vicino Cagliari. È un’azienda grande, ma la qualità non ne risente e il prezzo è adeguato.

  21. Buongiorno,vedo che l’ignoranza regna sovrana ,perché non vi documentate se volete rendere un servizio obiettivo,da produttore maremmano vi dico senza poter essere smentito che ho prodotto pomodori e che pomodori,per le industrie del sud del nord e del centro,è proprio in maremma,da Pisa fino all’alto Lazio che si produce la maggior parte del pomodoro nazionale ,così come è stato posto questo articolo e’ solo uno spot pubblicitario per alcuni,magari anche meritevoli,ma ben lontano dalla realtà ,come consuetudine se non compri il biglietto non puoi partecipare alla lotteria.?

  22. Invece di Mutti potevate mettere Graziella o La Palmese. Invece tra quelli d elite ci sarebbe Antica Enotria. Quelli che voi chiamate Gentile in realtà sino San Nicola dei Miri

  23. Ciao
    Siamo un gruppo di operatore economico. Tuttavia ci sono un azionista di istituzioni finanziarie bancarie.
    A seguito della crisi finanziaria che minaccia le economie contemporanee, il tasso di disoccupazione che continua ad aumentare nelle nostre nazioni, seguendo gli acquisti del potere della famiglia che continua a diminuire, in partnership con mia banchieri ha deciso di concedere prestiti a breve, medio e lungo termine alla gente onesta che, nonostante il loro reddito mensile, stanno lottando per soddisfare le loro esigenze di base.
    Il nostro tasso di interesse di credito varia dal 2% al 4% nel complesso del prestito e le condizioni di prestito sono molto semplici. Prestiti richiesti sono ottenuti entro un periodo di 48 ore a 72 ore dopo il deposito. Se siete necessitante soldi, siamo disposti a farvi un importo del prestito eccezionale deve essere compreso tra Euro 1.000 ed Euro 100.000.000.
    Vi preghiamo di contattarci per la vostra richiesta: rossini.rita.maria39@gmail.com
    NB: Vietato truffatori o clienti disonesti.

  24. i pelati cirio hanno la scadenza nel dicembre 2019, dal lotto e la lettera di produzione dell’anno-P si evince che sono stati inscatolati i primi giorni di agosto 2016, percio’ la scadenza e’ di oltre 3 anni. compro dei pelati organic con marchio Waitrose in UK fatti in Italia scadenza dicembre 2018, dalla letteraP si evince che sono stati inscatolati i primi di agosto 2016. Vorrei sapere perche’ hanno una scadenza minore di un anno? grazie a chi sapra’ rispondermi

  25. la migliore passata o salsa pronta di pomodorino ciliegino fatta con ciliegino siciliano, in assoluto agromonte la usiamo in varie nostre famiglie e tanti altri amici e colleghi da svariati anni e siamo contenti e fieri di consumarla principalmente per i nostri bambini ottimo gusto e eccellente sapore.

  26. La Torrente, produttore Campano, è la mia salsa di riferimento, insuperabile per prezzo è qualità . Poi c’è Il siculo Campisi, entrambi acquistabili all’Esselunga.

    • Concordo ero un affezionato cliente ma gli ultimi sughi che ho preso (ben 70 bottiglie) la salsa è scura ed ha lo stesso sapore dei doppi concentrati in tubetto …

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