Abbiamo mangiato nel nuovo, stupendo, bistrot di Cannavacciuolo

Tempo di lettura: 6 minuti

Cannavacciuolo Café & Bistrot

Antonino Cannavacciuolo ha aperto il suo Bistrot a Novara (ed è già sold out).

Oggi siamo in grado di dirvi come si mangia e quanto costa dopo le prime anticipazioni e i primi scatti.

Ci sono 120 coperti a disposizione ma alle 13.30 non era più possibile entrare.

La grande promessa di Antonino Cannavacciuolo è di mangiare con 50 €.

Cannavacciuolo Café & Bistrot ristorante

Credeteci, è verissimo. E non parlo della carta snack al piano terra del Bistrot, ma del vero e proprio menu del ristorante.

Un pranzo o una cena di influsso stellare a 50 € fa venire l’acquolina in bocca. Andateci. Ma, considerato il numero elevato di prenotazioni, iniziate a scrivere la lista dei desideri pregustando i piatti che ho assaggiato al ristorante.

tartare Cannavacciuolo bistrot

Io ho iniziato con una tartare di fassona con mousse di parmigiano e tuorlo d’uovo, un classico. Impeccabile. (15 €)

alici fritte Cannavacciuolo bistrot

E sono andata avanti con un’altra “ouverture”, più elaborata: una crema di burrata liquida, alici fritte, scarola alla partenopea con capperi, pinoli e uvetta, il tutto sormontato da una cialdina di polenta. Per metterci un po’ d’autunno. (14 €)

E poi ho assaggiato due “musical”, cioè due primi. Chiaramente il menu si rifà al linguaggio tipico del teatro, con cui è collegato, in una scelta di continuità che mette al centro anche la rivalutazione e il recupero di una zona dell’adiacente Teatro Coccia, che si era persa. Ma torniamo ai miei piatti.

gorgonzola Cannavacciuolo bistrot

Ecco la crema di topinambur che viene accompagnata dal gorgonzola dolce (visto? L’avevo detto io!), ma anche dal cioccolato amaro. Per controbilanciare i sapori. Salvato in corner grazie al cioccolato quindi. Antonino dovresti leggere i miei articoli! Faccio una battuta ma, seriamente, senza il cioccolato questo piatto non avrebbe la forza che invece ha (12 €).

pasta mischiata Cannavacciuolo Bistrot

E poi il piatto che più ho apprezzato. Sarà perché appena mi è stato servito sono stata investita da un profumino inebriante, sarà che mi stupisce sempre come una cosa tanto semplice, resa nella maniera giusta, riesca a stupire più di tanti piatti molto più elaborati. Era una pasta mischiata con patate, cozze e provola affumicata. Pasta mischiata perché era di tipologie diverse. Mi ha ricordato quando a casa, per finire più confezioni di pasta già iniziate, si fa un mix e si butta tutto in pentola. Nuova vita agli “avanzi”, che bella cosa. La provola, devo ammetterlo, non l’ho quasi riconosciuta. Ma si fondeva perfettamente con la patata tanto che nel piatto si è creata una cremina ottima. E pensare che, agli occhi, questo è il piatto che mi ha impressionata di meno (13 €).

vitello Cannavacciuolo Bistrot

È arrivato il turno dell’ “opera”, il mio secondo. Una guancia di vitello, cotta per 12 ore e tenerissima, con un pizzico di sale Maldon, accompagnata da una crema di sedano rapa, e poi dello scalogno, della rapa, e la puccia di cottura della carne. So che puccia è un termine lombardo, ma è bello e io lo uso. Per intenderci, è la salsa, suggeritemi pure quello napoletano! (18 €)

sfogliatella babà Cannavacciuologelato Cannavacciuolo Bistrot

I dolci non potevano che essere presentati come il “balletto”. Due assaggi dalla piccola pasticceria del bar, immancabile la sfogliatella, che però è con la panna, per una scelta di leggerezza. Ma anche una composta di fragole con gelato alla vaniglia, sulla quale viene versata l’acqua delle fragole profumata al rabarbaro. Così che anche il gelato venga insaporito. (7 €)

mano Cannavacciuolo Bistrot

La mano dello chef è presente in ogni portata. L’avete notato il disegno che compare su ogni piatto? È l’impronta della sua mano, davvero, mi ha fatto la prova del 9 mentre sbocconcellavo il vitello. Così se ve lo dimenticate, dovrete solo fissare il piatto per ricordarvelo, che edonismo! Ma no, lui stesso sostiene che non rappresenta il suo tocco, ma proprio la sua manata! Insomma se i suoi piatti non vi piacciono forse vi tirerà uno schiaffo.

So che avete fatto il conto e che sfora i 50 €. Io ho mangiato quasi per due e le mie porzioni erano un filo ridotte, per cui regolatevi. Gli antipasti vanno da un minimo di 12 a un massimo di 15 €, i primi al massimo 14, e i secondi dai 16 ai 20 €. Tutti i dolci sono a 7 tranne uno che costa 9.

Sono i prezzi di un qualunque ristorante della fascia medio alta. Questo però ha le stelle. O meglio, Cannavacciuolo le ha.

E comunque, al piano inferiore, la scelta è vastissima. Ci sono insalate (la più cara vi costerà 14 €), panini che si aggirano intorno agli 8 €, da quello col prosciutto cotto alla brace e toma del Mottarone, a quello con la parmigiana, con la trippa, con la cotoletta vegana (tutti i menu sono infatti anche modificabili per vegetariani e celiaci). E poi paccheri al ragù napoletano, ravioli del plin di gorgonzola novarese e cozze, taglieri, hamburger, salsiccia coi friareielli, per un media di 13 € a piatto. Non mi stupisce che il tema scelto dallo chef sia l’incontro tra la cucina partenopea, quella cioè di casa sua, e quella della sua nuova casa, che è quella del Piemonte.

Caffè golosi, centrifugati, pasticceria e aperitivi completano l’offerta del locale.

Cannavacciuolo Café & Bistrot bar

Senza dimenticare la varietà di alcolici per il post cena: cognac, brandy, armagnac, gin, rum, tequila, mezcal, pisco, cachaça, vodka, e whiskey: blended, single malt, o bourbon. Oltre ai vari cocktail. Insomma, se non riuscite a prenotare, venite a farvi un giro anche solo per bere qualcosa alla sera o ad orario aperitivo. Forse forse è più tranquillo, dato che alla mattina vanno via già 300 sfogliatelle e si fanno caffè ininterrottamente per tre ore, ma proprio senza staccarsi dalla macchinetta, come la ragazza di turno stamattina, mi ha spiegato Cannavacciuolo.

Cannavacciuolo Café & Bistrot arredo Cannavacciuolo Café & Bistrot tavoli

L’argomento arredamento è già trito, dato che per mesi abbiamo potuto parlarvi solo di quello. Ma forse vi dico qualcosa in più.

Antonino Cannavacciuolo mi ha raccontato che questo bistrot doveva essere l’eco di casa, di una casa qualsiasi, della propria o di quella di amici, e mi ha fatto l’esempio delle sedie. Mi ha spiegato che sono tutte diverse, sia nella sala ristorante che in terrazza, perché quando si organizza una cena, a casa appunto, e si è in tanti, quando mai capita che le sedie siano tutte uguali? A tavola arrivano quelle del locale studio, lo sgabello della cucina, quella della scrivania. Ecco ricostruita una storia, più che un ambiente. E ora mi spiego anche la pasta mischiata che ho mangiato!

Cannavacciuolo Café & Bistrot cucina

E la trasparenza è un altro imperativo: “Io sono pulito”, mi dice Cannavacciuolo, “non ho niente da nascondere”. Ed ecco la cucina a vista del piano terra, la principale, nessun tipo di stacco dalla zona snack a quella ristorante, porta a scomparsa di vetro per collegarsi al teatro, così come anche per accedere alla cucina del piano superiore, anch’essa a vista, proprio sulla tromba delle scale.

Spero solo che, per la prossima primavera-estate, decidano di aprire la terrazza anche per sorseggiare un cocktail serale, senza dedicarla esclusivamente al ristorante. L’atmosfera, tra i vari odori, come la salvia, che decorano il tutto, insieme a graziosi divanetti, sarebbe perfetta.

Vi ho convinti a fare una prenotazione più velocemente di tutti gli altri che già la fanno?

Cannavacciuolo Café & Bistrot. Via Fratelli Rosselli. Novara. Tel. +39 0321 612109

[Alessia Manoli]

20 Commenti

  1. “Io ho mangiato quasi per due e le mie porzioni erano un filo ridotte, per cui regolatevi”. Con quelle porzioni bisogna per forza mangiare per due, ma cercherò di regolarmi e ordinare per tre;-) Complimenti però per il recupero di una parte del meraviglioso Teatro Coccia.

  2. I BISTRATTATI………………
    1 C’è un abuso, in Italia, della parola BISTROT.
    2 Questo non è un bistrot ma un ristorante di fascia media(o medio-alta, come dice l’autrice).
    Per mangiare la quantità di un pasto completo di un “tradizionale” ristorante di fascia medio-alta italiano
    o, detto con altre parole, per fare un “pasto normale”
    bisognerebbe fare il bis dal mediatico Cannavacciuolo
    e arriviamo a quasi 100 euro, da Cannavacciuolo.
    3 Piatti ben eseguiti ma non trovo niente di eccezionale.
    .
    Ma quale bistrot!
    Siamo sempre più…BISTRATTATI…da TV & WEB.

    • abbiamo pranzato venerdi’ primo gennaio, condivido appieno il giudizio di Renato e aggiungo che ho trovato l’abbinamento dei vini al menu’ degustazione assolutamente anonimo. Ancora piu’ anonimo ho trovato il dolce che mentalmente piu’condiziona la valutazione globale dell’esperienza.

  3. Al Bistrot (piano terra) questa sera il servizio era semplicemente pessimo. Ore 19.30, locale non ancora pienissimo. Personale numeroso che si aggirava confuso tra i tavoli; tre volte sbagliano a portarci il vino, poi apparecchiano ai vicini che non apsettavano la cena. Infine, arrivano i piatti… la cameriera afferma sicura: “per lei signora, salsiccia e friarelli con patate”, ma nel piatto c’è una salamella con friggitelli. Lo faccio notare e la cameriera mortificata riprende il piatto ma torna dicendo che dalla cucina non hanno comunicato che i friarelli sono finiti, perciò sono stati sostituiti. Per dolce, chiediamo una sfogliatella, ma ci viene “conunicata una spiacevole notizia”: finita. Dulcis in fundo, dopo aver atteso e sollecitato il conto, arriva il direttore di sala, con un foglietto stampato che NON è lo scontrino fiscale…

  4. CODA di ARAGOSTA e SFOGLIATELLA
    E’ vero, sono dolci diversi…ma
    1
    E’ più simile una coda di aragosta alla classica sfogliatella riccia napoletana che la sfogliatella frolla alla riccia.
    2
    Hanno lo stesso impasto
    3
    Differiscono per la farcitura:
    nella coda di aragosta viene usata panna o crema chantilly
    e la sfogliatella viene farcita da cruda, mentre la coda di aragosta viene farcita dopo essere stata cotta.
    .
    Qual’è più digeribile?
    Il post suggerisce la coda di aragosta.
    Per me anche, ma una sfogliatella è facilmente digeribile.
    E’la presenza dei canditi, forse, almeno per me.
    .
    Tra i tanti video in rete il mio preferito è questo di
    SABATINO SIRICA
    https://www.youtube.com/watch?v=8Kdl_56D6yo
    (sono più video)
    .
    Sapere com’è stata fatta una sfogliatella riccia è cultura.
    .
    Che “può” “anche” aumentare la semplice esperienza sensoriale nel degustarla.E’ la conoscenza che aumenta l’esperienza sensoriale e
    non il battage pubblicitario in TV e sul Web
    (che, comunque e purtroppo, vince sulle masse).

  5. Ieri sono passata da Cannavacciuolo per un caffe ….disorganizzazione …..tempi d attesa 10 minuti…nessuno chiede cosa vuoi ..nessuno ssluta…non perche c era coda ma perche impegnati a prendere prenotazioni per il ristorante….dopo dieci minuti decido di chiedere io se era possibile avere un caffe …bevuto caffe …pagato…e lo scontrino? Bhoooo…

  6. La scorsa settimana, a metà settimana, esco tardi dal lavoro e dico a mia moglie “proviamo ad andare al Coccia a cena”.
    Non avendo orari e routine, difficilmente in settimana riesco a prenotare.
    Entro, chiedo di cenare al ristorante e mi sento dire che senza prenotazione al ristorante non si può accedere, non perché fosse pieno, ma per politica del locale.
    In alternativa mi viene detto che potevo accomodarmi al bar (metà dei tavolini erano vuoti), per cenare con un’insalata od una pasta, in mezzo a coloro che stavano bevendo l’aperitivo.
    Avendo declinato l’offerta (se chiedo di cenare in un ristorante, non mi accomodo al bar) non posso valutare il rapporto qualità/prezzo.
    I prezzi per altro non mi sembrano particolarmente invitanti, anche perché (giova ricordarlo) non è il ristorante ad essere stellato, ma Antonino Cannavacciuolo, che non sempre sarà lì a cucinare.
    Conoscendo la piazza di Novara, non mi sembra un avvio felice.

    • ….avresti dovuto fare come ho fatto in una situazione uguale, di fronte al cameriere che mi stava rifiutando solo per non aver la prenotazione, gli ho chiesto il numero di telefono, ho chiamato ed ho prenotato, dopo aver chiuso gli ho detto: ora ho la prenotazione! 😉

        • Se la metà della gente sapesse come funziona un ristorante, forse smetterebbe di essere così saccente nel credere di saperne più di chi ci lavora.
          (Chiaramente mi riferisco agli innumerevoli commenti sgradevoli su una realtà che l’80% delle persone non conoscono di persona, dall’interno, ma che vedono esclusivamente dall’esterno, non al suo commento preciso. Ma dato che si chiamano persone che non si conoscono “ottuse” perché seguono delle regole che non hanno deciso loro, c’è un giramento di gioielli non da poco da chi sa, almeno di sfuggita, come si lavora all’interno di un’azienda simile.) Non chiamereste ottusi i conducenti di autobus che fanno salire le persone dalla porta davanti obbligando così a timbrare il biglietto, piuttosto che aprire indiscriminatamente tutte le porte e far entrare chiunque senza convalida dello stesso.

          • il cliente VEDE ciò che appare e di ciò che gira dietro, sinceramente, se ne frega e se ne deve fregare!

  7. il giorno 23 gennaio ho effettuato una visita alla citta’ di Novara.Bellissima!!!nel tardo pomeriggio prima di rientrare a Genova io e mia moglie abbiamo deciso di prendere una cioccolata calda da Canavacciolo.Ci sediamo,attesa lunghissima ed alla fine ci hanno portato
    2 cioccolate semifredde.Per nulla soddisfatto:ho sbagliato a non rimandarle a scaldarle.

  8. Abbiamo iniziato il pomeriggio con una visita alla città di Novara, e successivamente ci siamo recati al Bistrot, che dire, siamo rimasti entusiasti dai piatti proposti dallo chef. Il servizio è stato preciso e attento e i piatti erano speciali, ogni sapore si poteva distinguere e gli ingredienti erano freschissimi!
    Complimenti ancora e arrivederci a presto!

  9. mi sono fermato oggi per un pranzo di lavoro,purtroppo non sono soddisfatto,ho chiesto acqua gasata e mi hanno portato acqua naturale calda(c’erano 29 gradi),un bicchiere di reasling e mi hanno dato due due dita di vino(7,50 euro)l’insalata nizzarda era abbondante ma al gusto di cavolo(saro’ abituato a quella del mio orto )ed era era veramente pessima,il tavolo era traballante e i camerieri molto ma molto tristi.adios

  10. Bistrot molto accogliente,indicqtossimo per una pausa pranzo di lavoro
    Camerieri giovani ed efficienti,piatti curati e con il tocco tipico del menù stellato
    Soddisfatta

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