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Veronelli nell’oblio. Forse perché non c’era un buffet, un vassoio di tartine, un secchiello col prosecco, un’ape qualsiasi – nemmeno un quartino di vino.

Magari anche perché ci saranno stati un paio di fotografi in croce.

Oppure perché il comunicato stampa, l’evento su Facebook, si sono persi fra mille altri eventi stampa, comunicati su Facebook.

Per carità, magari anche per le riunioni di redazione, per gli impegni improrogabili, per le sciatalgie e le nevralgie.

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Fatto sta che ieri, all’inaugurazione della Passeggiata Veronelli, il tratto di strada che unisce piazza Gae Aulenti (la piazza in mezzo ai grattacieli Unicredit) a via de Castilla, margine meridionale del quartiere Isola, ci saranno state una cinquantina di persone. Nessun giornalista segnalato (salvo Aldo Palaoro, di Ristorazione & Catering). Non ho avuto traccia di altri occupanti la foodblogosfera, ma non ho cercato troppo.

C’era l’assessore Filippo Del Corno. C’erano i famigliari.

E c’era Gian Arturo Rota, che in questi anni si è occupato di perpetuare il ricordo di Luigi Veronelli.

Tutte le parole e gli osanna e le lodi sono rimaste sulla carta, nei post, sulle scrivanie. Certo, forse non è strettamente necessario aiutare a tagliare ogni nastro, aprire ogni pacchetto, sfogliare ogni libro a Veronelli dedicato o ispirato. Lui stesso magari non avrebbe apprezzato più di tanto.

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E davvero, il lavoro non è che ti lasci sempre libero. Io, da non giornalista naturalmente, non lo ero. Ma sono passato lo stesso, la sera. La mia foto-omaggio, qui sopra.

Già, forse non era così necessario, esserci. Una Passeggiata non è un’occasione mondana, un funerale, un saluto pubblico a una persona cara o stimata. Non si “deve” esserci. Una Passeggiata non è nemmeno un monumento. E poi, quei grattacieli, simbolo di una modernità inurbante.

Ma dall’altro lato della passeggiata ci sono i palazzi del Bosco Verticale, la creazione di Stefano Boeri (con Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra).

Gli sarebbe piaciuto.

[Link: Food Hall. Immagini: Fotogramma, Aldo Palaoro, iPhone Emanuele Bonati]

10 Commenti

  1. Veronelli è lontano.
    .
    Veronelli è lontano, secondo me, dal questo MONDO ENOGASTRONOMICO ATTUALE.
    Ha poco da condividere.
    Nessuno gli somiglia, anche lontanamente.
    Pochi lo conoscono a fondo.
    Alcuni utilizzano il suo nome in modo strumentale.
    Veronelli è lontano.
    .
    Hanno già dimenticato Stefano Bonilli, ad un anno dalla scomparsa.
    Lui si, che lo sapeva rievocare…Veronelli.
    .
    Più conosco il mondo enogastronomico italiano attuale
    e più sono convinto:
    del suo enogastrocinismo
    della sua spregiudicatezza morale
    del sua anima mercantile.
    .
    Veronelli è come un “puro”-sangue nelle praterie…
    LIBERO…
    LIBERTARIO…

    ..
    .
    Lontano…
    ……….Lontanissimo…
    .
    PS
    Mi è piaciuto l’articolo di Emanuele Bonati

  2. Luigi Veronelli, questo mondo avrebbe bisogno di più persone come lui. Perché era un compagno, perché era una voce libera, perché ha pubblicato l’ultimo libro bruciato in italia, perché lui andava al Leoncavallo (e non alla camera di commercio). Quando penso a Veronelli, mi viene in mente un altro grande vecchio come Bartolo Mascarello, entrambi accomunati da un modo antico e genuini di fare ed intendere il vino.

    • Parole vere, non dico sante perchè un anarchico libertario come lui non avrebbe apprezzato.
      Credo sarebbe più contento dei tanti “giovani estremi” che passando di lì gli dedicheranno un pensiero, piuttosto che dei presunti rappresentati di un mondo che lo ha scaricato non appena ha provato a cambiarlo.
      in alto i calici, Gino!

  3. Leggo adesso l’articolo e vorrei partecipare con un mio pensiero a quanto scritto già.
    Sono contento per la strada intitolata al caro Gino… e non mi meraviglio per la cerimonia priva di giornalisti… e quindi di comunicazione. Meglio… Lui troppo diverso dagli altri del settore.
    Però io spero che Luigi Veronelli possa finalmente riposare in pace… senza ulteriori polemiche… Tutti noi lo speriamo… consapevoli di come era e di quanto ha fatto per la nostra cara cultura del cibo e del vino.
    Condivido le parole di Arturo Rota che placano le accelerazioni negative sull’accaduto e colgono il significato vero del momento.
    Per chi lo ha conosciuto credo che il ricordo stesso sia bastante… enorme… eterno… e soprattutto inarrivabile visto quanto ci propone il panorama attuale. Per quanti non hanno avuto la fortuna di conoscerlo auguro un giorno di trovare una persona simile sul loro cammino professionale e umano. Ma soprattutto lo auguro alla nostra Italia gastronomica.
    Colgo questa occasione per salutarlo insieme ai suoi familiari… e insieme a voi… poiché io lo saluto spesso dentro di me.

  4. Ho avuto occasione di conoscere Veronelli essendo lui molto amico di mio padre, penso che nel contesto attuale sia difficile trovare persone del suo spessore e trovo molto bello che gli sia dedicata una via, ma un monumento per quello che ha fatto sarebbe più idoneo. In Italia ci scordiamo molto velocemente di chi ha promosso con perseveranza i nostri magnifici prodotti generando una grande ricchezza anche oggi, certo oggi va di moda il contrario, si tende a distruggere e dimenticare, promuovendo spazzatura……………non mi stupisco ormai di niente, è un grande errore lo so.
    Un grande incoraggiamento a chi ama il suo lavoro ed è disposto a condividerlo.

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