Allarme: la dieta vegetariana è nemica dell’ambiente e io non so più cosa pensare

gran piatto di verdure

La dieta vegetariana è nemica dell’ambiente. Ebbene sì, cari veg, mangiare lattuga è tre volte più dannoso per l’ambiente che mangiare pancetta (lo so, ora penserete “ma dopo la carne-rossa-cancerogena ora anche le verdure?”): idem per melanzane, cetrioli e sedano, che sono meno ecosostenibili della carne di pollo e di maiale. A dirlo, riaccendendo la diatriba tra vegetariani/vegani e “carnivori” è una ricerca della Carnegie Mellon University di Pittsburg, in Pennsylvania.

A parità di calorie, in breve, la produzione delle verdure consuma più acqua ed energia dell’allevamento animale, producendo più gas serra. Le stime dei ricercatori, pubblicate sulla rivista Environment System and Decisions, dimostrano che le diete vegetariane o comunque quelle che privilegiano l’assunzione di frutta e verdura (ma anche pesce) hanno un impatto ambientale pesante.

verdure

Prima che gli animi dei veg si scaldino troppo, vi racconto come è stata realizzata la ricerca: dalla Carnegie Mellon University si sono prese in esame le tipiche abitudini a tavola degli americani. I ricercatori hanno calcolato le risorse necessarie per produzione, trasporto, vendita e conservazione casalinga dei prodotti alimentari in termini di: acqua, consumo energetico ed emissione di gas serra.

Poi i conti si sono ripetuti: cosa potrebbe accadere seguendo quanto consiglia il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti? Un maggior consumo di frutta e verdura e, in minor quantità, di latticini e pesci, farebbe aumentare i consumi energetici del 30%, l’acqua utilizzata salirebbe del 10% e le emissioni del gas serra del 6%.

ricetta-vignarola-scattidigusto-verdure

Spiega la ricercatrice Michelle Tom: “C’è una complessa relazione tra alimentazione e ambiente: ciò che è buono per la nostra salute non è sempre buono per l’ambiente ed è importante che ne siano consapevoli quei decisori che elaborano le linee guida per l’alimentazione”.

E voi, carnivori o veg che siate, cosa ne pensate? Ricordatevi – parola di OMS – che qualsiasi sia la vostra dieta, però, accompagnarla con meno di una bottiglia di vino al giorno potrebbe far male.

[Link: Ansa, la Repubblica]

3 Commenti

  1. A mio parere, la chiave sta in questa affermazione “ciò che è buono per la nostra salute non è sempre buono per l’ambiente”
    che passa quasi come una ovvietà, una proposizione self evident, e invece nasconde il barbatrucco di tutta la questione.
    Se “buono per la salute” può essere _vagamente_ definito in termini medici (o di qualità della vita? o di lunghezza della vita? o di quant’altro?), il “buono per l’ambiente” è letteralmente una scatola vuota, una proposizione priva di significato alcuno.
    Cosa definisce la scala di valori “buono per l’ambiente”? LE nostre preferenze qui-e-oggi? Le preferenze dei consumatori affluenti o le necessità dei consumatori poveri? La conservazione dell’ambiente sic-et-simpliciter, che sarebbe possibile solo eliminando ogni influenza antropogenica? (leggi: eliminando gli esseri umani in toto)? Il rispetto dell0’ambiente pensando alle generazioni future, senza sapere quali saranno le preferenze e le sensibilità delle generazioni future?
    Davvero, si limitasse a riassumere i dati sulla impronta ecologica delle varie forme di nutrizione, ok, ma passare da questo a “buono per l’ambiente” lazscia la questione totalmente indefinita, o meaningless, come diciamo noi nei peggiori bar di Caracas

  2. Più che l’articolo in se è la ricerca che è ridicola.
    Negli anni passati è stato dimostrato che il vero disastro per l’ambiente è l’allevamento di animali per la carne. Stiamo parlando, rispetto ai vegetali, di un rapporto di 1000 a 1.
    Basta con questi studi che, anno dopo, anno si contraddicono senza fine. Ricercatori, andate a lavorare invece di farvi pippe mentali.

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