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Il Piemonte mi piace. Lo avete visto con i Costardi Bros, stelle Michelin in quel di Vercelli.

Ora sono al ristorante Pinocchio a Borgomanero, in provincia di Novara, su cui è iniziata a brillare la stella Michelin nel 1974. Ed ha brillato ininterrottamente per 36 anni di fila fino al 2010 quando l’ha persa.

Peccato, dispiace sempre quando si spegne la luce della Rossa, la guida che per zittire me ce ne vuole.

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Il Pinocchio, superfluo dirlo, è pieno di burattini, personaggi dell’omonima fiaba, disposti sulle mensole intorno al caminetto. Piero Bertinotti, un accogliente padrone di casa, mi offre una bollicina direttamente in cucina e mi racconta il menu che seguirà da lì a poco.

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Adoro le cucine in ordine, cosa che io, nel mio piccolo, non sono mai riuscita a fare. La cucina di Piero è perfetta: pentole e tegami sui fornelli, profumi buonissimi e niente confusione, come per magia a cura della Fata Turchina.

In effetti, la fata c’è anche qui, è la figlia di Piero, si chiama Paola e si occupa della sala.

Iniziamo con una serie di piccoli sfizi: crostini con il salmone e con il paté e confettura di cipolle, gnocco fritto con il prosciutto, frittatine, un assaggio di lenticchie e cotechino (siamo in tempo di feste!), ma anche la calda e morbida crema di zucca e castagne.

Arrivano i due assaggi di pesce: rombo e carciofo croccante e dentice con la salsa verde.

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Notevole il calamaro con salsa di peperoni e robiola, abbinamento insolito, gustoso, ottima cottura del pesce.

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Il cappone di Natale con l’acciuga. E’ il piatto principe per me questa sera, perfetto, equilibrato, elegante, saporito. Applauso.

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Agnolotti ai tre arrosti bianchi. Semplicemente buoni e appaganti.

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Risotto della tradizione, meglio detto, Panissa alla Novarese, squisito.

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Anatra all’arancia. Più che all’arancia è alla frutta: fichi, albicocche, prugne secche, agrumi. Piatto profumato, ma troppo carico di dolce.

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Prima del dessert non poteva mancare un assaggio di gorgonzola con polenta e frutta secca.

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Pandoro tostato, gelato e una colata di zabaione caldo: più godurioso di così?

Ad accompagnare la cena ci hanno pensato due cantine piemontesi: Rovellotti e Torraccia del Piantavigna, grazie alle quali ho scoperto la Vespolina, un vitigno che viene coltivato nell’Alto Piemonte, ma anche nell’Oltrepò Pavese. Il vino è discretamente fruttato, leggermente speziato, beverino, molto adatto per le cene informali.

Vi ho convinto ad assaggiare il Pinocchio che, a dispetto del nome, dice tutta la verità con i suoi piatti anche se la stella Michelin non risplende più?

Ristorante Pinocchio,  Via Matteotti, 147 – 28021 Borgomanero (Novara) tel. Tel. +39.0322.82273

3 Commenti

  1. Uno dei grandi ristoranti italiani delle decadi di fine novecento. Ricordo ancora dopo molti anni un menu degustazione veramente sontuoso.

  2. La “panissa” è il piatto tipico di Vercelli, quello di Novara è la “paniscia”.
    Al di là della somiglianza del nome e dell’ingrediente principale (riso) le due preparazioni sono molto diverse, il risultato è in entrambi i casi un gran buon piatto della tradizione popolare del piemonte orientale.

  3. Pinocchio può essere anche un motivo per riflettere sul “sistema” della guida michelin.
    1 Premessa.
    Da questo “sistema” sono usciti grandi ristoranti in tutto il mondo per loro volontà.Ricordiamo in Italia il N 1 dei grandi chef “VERAMENTE” creativi(perché ci sono anche dei pseudo-creativi) Gualtiero Marchesi:
    Il vero grande innovatore della Cucina Italiana.
    2 L’esclusione dalla guida.
    Cos’è cambiato nel ristorante Pinocchio dopo che ha perso la stelletta che aveva da tanti anni?
    Mi “sembra”(perché ho soltanto i dati che si trovano nel web e che ho analizzato “criticamente” ma non ho fatto l’esperienza diretta)
    che non sia cambiato nulla.
    1 La qualità dei piatti è sempre alta
    2 L’apprezzamento dei clienti è sempre alto(chissà, forse, alcuni di quei clienti fortemente impressionati dalle stelle, non ci andranno)
    3 Anche i prezzi, mi “sembra”(v punto 2), che non abbiano subito variazioni.E questo è un dato interessante da analizzare
    perché è noto che le stellette sono ambite perché portano ad un aumento dei prezzi per i clienti.
    In questo caso, anche se la stella è stata persa, i prezzi non hanno subito variazioni.
    .
    Conclusione:
    Pinocchio a me piace:
    per la cucina che offre ai suoi clienti: c’è innanzitutto una “chiarezza” nei piatti che non riscontro in altri stellati dove, in alcuni, prevale la confusione.
    Il posto in cui si consuma il pasto è piacevole e la figlia di Piero Bertinotti, Paola, con i suoi collaboratori, offre un servizio in sala molto apprezzato dai clienti.
    I prezzi alla carta sono alti mentre il menù degustazione di 7 portate ha un ottimo rapporto Q/P.
    .
    Non c’è bisogno di una stelletta per mangiare bene.

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