carne in vetrina

Una sera al Pigneto ho letto un graffito su un muro che diceva ‘Rivoltati ora, non nella tomba‘.

Ebbene è quasi pronto a rompere gli sche(r)mi il documentario scritto e diretto da Thomas Torelli, Food ReLOVution.

food revolution

No non sono disgrafica, si chiama proprio così. La rivoluzione con amore. Amore per noi stessi, pacificamente.

Il tema di fondo è la conoscenza di ciò che ingeriamo, forse un rimando al caro vecchio Feuerbach quando diceva che siamo ciò che mangiamo e prima di lui anche Ippocrate scribacchiava qualcosa del genere.
Niente di più vero, se pensiamo che ogni cellula del cibo che ingeriamo diventa parte di noi.

Da qui non è difficile intuire l’obiettivo del film: la consapevolezza.

Stimolare in tutti noi il desiderio di informarci, di capire che il comportamento del singolo può influire sulla massa.

Il film è stato finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding che ha oltrepassato il risultato sperato, segno di un crescente interesse verso il cambiamento, verso la conoscenza di ciò che in qualche modo si è sempre dato per scontato, affidandosi ai dogmi alimentari imposti dalla società.

Fare bene la spesa, leggere le etichette, evitare gli sprechi e comprendere cosa significhi per l’ambiente, gli animali e l’uomo stesso il consumo di carne.

Un invito al veganismo? Forse.

Certo è che questo documentario non si uniforma banalmente al recente trend di consumo, ma grazie al contributo di nutrizionisti, filosofi, ambientalisti tra cui T. Colin Campbell, Peter Singer, Franco Berrino… si pone come strumento di riflessioni fondate su dati empirici e scientifici.

“La vergogna che ci sia una moltitudine di morti per fame deve essere affrontata dall’umanità come un problema assolutamente risolvibile” dice Carlo Petrini, fra gli altri protagonisti.

Si dice che un banchetto luculliano in Europa sia in grado di provocare la fame dall’altra parte del mondo.
Licenza poetica, s’intende. Che cosa vi ricorda?

[Link Diregiovani, Thomas Torelli; Immagini Greenme]

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