Stelle Michelin. Diego Rigotti lascia Maso Franch

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“Ringrazio di cuore Maso Franch e la Valle di Cembra, sono stati quattro anni bellissimi, intensi e gratificanti. Ora cerco nuovi stimoli per crescere ancora”. Con queste parole Diego Rigotti saluta Maso Franch, dove era arrivato nel 2012, conquistando già l’anno successivo la prima stella Michelin e diventando così il più giovane chef stellato d’Italia. Un riconoscimento che con la sua cucina creativa proiettata al futuro, ma allo stesso tempo capace di ritrovare i sapori autentici della tradizione territoriale, è riuscito a confermare anche nei due anni successivi.

Maso Franch ristorante

«Sono stati quattro anni nei quali sono cresciuto molto sia a livello professionale che umano», afferma il giovane chef trentino. «Un grazie speciale va a mia moglie Sally e ai miei figli Alexander, Gaia e Nicole, per essermi stati sempre vicini. Grazie di cuore anche a Carlo Samuelli che mi ha dato la possibilità, nonostante la mia giovane età, di esprimermi liberamente, dando concretezza alla mia idea di cucina. Grazie anche a tutti i miei colleghi che mi hanno sempre sostenuto e soprattutto alla clientela di Maso Franch che ha apprezzato le nostre proposte».

«Porterò Maso Franch sempre nel cuore – prosegue Rigotti – perché ha rappresentato la realizzazione di un sogno, ovvero la prima stella Michelin della mia carriera. Confermarla per tre anni consecutivi è stata una soddisfazione immensa».

Dal 2012 ad oggi sono passati quattro anni intensi. «Dopo un periodo così pieno – spiega lo chef trentino – sento il bisogno di cercare nuovi stimoli per poter crescere ancora. Desidero sperimentare nuove formule e nuove idee e per questi motivi ho deciso di prendere un periodo per me stesso e per la mia famiglia. Viaggerò alla ricerca di nuovi prodotti, materie prime particolari, culture gastronomiche da scoprire, per dare quando tornerò un tocco in più alla mia cucina, sempre tesa all’innovazione».

sottobosco Diego Rigotti

Proprio innovazione e tradizione sono le parole che contraddistinguono la cucina dello chef Diego Rigotti. La sua creatività, abbinata a una tecnica sopraffina, gli permettono di interpretare in maniera originale la cucina tradizionale trentina, utilizzando e valorizzando preziose materie prime della sua terra d’origine. Basti pensare a due dei piatti che lo hanno reso celebre in tutta Italia: il Sottobosco è una mousse di pistacchio, con funghi di meringa al caffè liofilizzato, muschio al tè verde, frutti di bosco e gelato al ginepro selvatico, mentre La genesi dello Strudel è una reinterpretazione del dolce tradizionale, servito in un vaso di terracotta che contiene una mousse di cioccolato bianco e cannella, mele candite, terra di cioccolato, germoglio di pisello e ghiaccio secco per dare un effetto coreografico somigliante alla brina che al mattino caratterizza i boschi del Trentino. Perché la cucina di Diego Rigotti si mangia anche con gli occhi e con il naso, grazie a una cura nella presentazione e alle essenze abbinate che spesso accompagnano i suoi piatti.

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