Olio di palma

Allerta olio di palma. In Italia a rischio cancro bambini e adolescenti

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Continua la lotta all’olio di palma combattuta strenuamente da Il Fatto Alimentare che questa volta avverte dei pericoli per i bambini e gli adolescenti.

Dopo i pericoli per la deforestazione, l’allarme viene dall’Efsa (Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea) secondo cui l’olio di palma conterrebbe sostanze tossiche e cancerogene.

Tre quelle individuate: estero glicidico degli acidi grassi (GE), del 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) e del 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e dei loro esteri degli acidi grassi.

Si tratta di sostanze che si sviluppano a seguito del processo di raffinazione degli oli vegetali ad alta temperatura (200°C). Anche se l’olio di palma non è l’unico ad essere sotto accusa, rimane il principale indagato perché contiene queste sostanze da 6 a 10 volte in più rispetto ad altri oli di origine vegetale.

Lo ritroviamo in cracker, biscotti e innumerevoli prodotti dolci e salati della GDO, diretti soprattutto al pubblico dei più piccoli. Dunque un notevole rischio per la salute di bambini e adolescenti, in genere consumatori abituali di merendine, ed esposti alle tre sostanze individuate dall’Efsa. Ma secondo il Fatto Alimentare anche cibi per l’infanzia contengono il grasso tropicale.

Qualcosa si muove: petizioni (come quella promossa da Il Fatto Alimentare con Great Italian food Trade) e movimenti palm free stanno cercando di ridurre l’utilizzo del grasso vegetale nei processi di produzione industriale.

L’Italia si fa notare per il consumo che non arretra ma quadruplica con un’assunzione pro capite che raggiunge i 12 grammi al giorno (contro gli 0,8 microgrammi tollerabili dall’organismo).

Tutto questo si traduce in aumento considerevole del rischio per la salute, soprattutto per i ragazzi fino a 18 anni. Inoltre le industrie si dividono tra chi accusa e chi difende l’olio tropicale incriminato. Lotta impari che vede sugli scaffali dei supermercati solo 700 prodotti italiani senza olio di palma, contro i 10 milioni di euro spesi in pubblicità per dimostrare che  l’olio di palma è buono e sano.

Anche se esistono innumerevoli motivi per non credere alle pubblicità “palm pro”l’olio di palma continua a fare breccia nella pancia degli italiani.

Sarà il nostro insaziabile appetito o il legame affettivo con prodotti amarcord irresistibili per grandi e piccini?

[Link: Il Fatto Alimentare, Morasta]