Allerta olio di palma. In Italia a rischio cancro bambini e adolescentiTempo di lettura: 2 min

palma olio

Continua la lotta all’olio di palma combattuta strenuamente da Il Fatto Alimentare che questa volta avverte dei pericoli per i bambini e gli adolescenti.

Dopo i pericoli per la deforestazione, l’allarme viene dall’Efsa (Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea) secondo cui l’olio di palma conterrebbe sostanze tossiche e cancerogene.

Tre quelle individuate: estero glicidico degli acidi grassi (GE), del 3-monocloropropandiolo (3-MCPD) e del 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e dei loro esteri degli acidi grassi.

Si tratta di sostanze che si sviluppano a seguito del processo di raffinazione degli oli vegetali ad alta temperatura (200°C). Anche se l’olio di palma non è l’unico ad essere sotto accusa, rimane il principale indagato perché contiene queste sostanze da 6 a 10 volte in più rispetto ad altri oli di origine vegetale.

Lo ritroviamo in cracker, biscotti e innumerevoli prodotti dolci e salati della GDO, diretti soprattutto al pubblico dei più piccoli. Dunque un notevole rischio per la salute di bambini e adolescenti, in genere consumatori abituali di merendine, ed esposti alle tre sostanze individuate dall’Efsa. Ma secondo il Fatto Alimentare anche cibi per l’infanzia contengono il grasso tropicale.

Qualcosa si muove: petizioni (come quella promossa da Il Fatto Alimentare con Great Italian food Trade) e movimenti palm free stanno cercando di ridurre l’utilizzo del grasso vegetale nei processi di produzione industriale.

L’Italia si fa notare per il consumo che non arretra ma quadruplica con un’assunzione pro capite che raggiunge i 12 grammi al giorno (contro gli 0,8 microgrammi tollerabili dall’organismo).

Tutto questo si traduce in aumento considerevole del rischio per la salute, soprattutto per i ragazzi fino a 18 anni. Inoltre le industrie si dividono tra chi accusa e chi difende l’olio tropicale incriminato. Lotta impari che vede sugli scaffali dei supermercati solo 700 prodotti italiani senza olio di palma, contro i 10 milioni di euro spesi in pubblicità per dimostrare che  l’olio di palma è buono e sano.

Anche se esistono innumerevoli motivi per non credere alle pubblicità “palm pro”l’olio di palma continua a fare breccia nella pancia degli italiani.

Sarà il nostro insaziabile appetito o il legame affettivo con prodotti amarcord irresistibili per grandi e piccini?

[Link: Il Fatto Alimentare, Morasta]

5 Commenti

  1. Queste balle del Fatto Quotidiano sono ridicole ma pericolose.
    Ma non raggiungono, forse, la pericolosità delle proposte per curare gli acciacchi della gloriosa Pizza Napoletana Classica che ho letto in questi ultimi giorni: eliminare il cornicione.
    Si, avete capito bene è la proposta di un esperto di pizze.
    Ecco perché l’ho paragonata alle balle del FQ, che vogliono spaventare e demonizzare.
    Perché è ridicolo togliere il cornicione, che è il tratto più importante e distintivo della Pizza Napoletana Classica.
    E perche è pericoloso: togliere il cornicione significa distruggere la Pizza Napoletana.
    .
    Si badi, quasi sempre dietro a certe affermazioni ci sono interessi economici in ballo.
    Chiaramente sono coperti da una cortina fumogena di paroloni.
    Ma non è poi così difficile capirli.
    PS
    Potete trovare in rete il post sull’eliminazione del…cornicione.

  2. Voi sapete che anche le farine 00 e 0 con le quali è fatta la Pizza Napoletana sono oggetto di Demonizzazione.
    .
    Non siamo arrivati ancora a leggere esplicitamente…che fanno venire il cancro ma che fanno male lo si legge spesso.

    La menzogna, lo sapete, viaggia sul web già da tempo.
    E mentre prima era più facile smascherare le balle ora, sul wweb, è più difficile.
    .
    Ecco perché occorre una maggior attenzione e un maggior pensiero critico per filtrare ed interpretare le migliaia d’informazioni che circolano in rete.
    Lo dicono grandi studiosi della rete(Numerosi sono i libri ed articoli)
    .
    E non pensiamo che sia un compito facile.
    Credetemi, è più facile CAPIRE se un cornicione è gommoso.

  3. “Ecco perché occorre una maggior attenzione e un maggior pensiero critico per filtrare ed interpretare le migliaia d’informazioni che circolano in rete.
    Lo dicono grandi studiosi della rete(Numerosi sono i libri ed articoli”
    .
    https://robertocotroneo.me/2016/04/29/google/
    Dal link:
    ” Non è vero che internet ci permette di poter acquisire i mezzi di produzione e ci rende tutto più semplice.
    È una bella favola.
    È vero che il potere del web è quello di chi decide per noi.
    E la stanza dei bottoni, che pensavamo fosse solo un ingenuo e fantasioso luogo comune, oggi sta diventando realtà.
    Per cui le menti critiche intellettuali che alzano le spalle alla parola web per dedicarsi al loro amato mondo analogico dovrebbero cominciare a sentirsi più coinvolte.
    È una faccenda che riguarda tutti”(Roberto Cotroneo Corriere aprile 2016)

  4. ciao Walter…proprio una bella pensata quella di levare il cornicione dalla pizza napoletana, sarei curioso di leggere l’articolo, potresti postare il link?

  5. Per gli appassionati come te, Paola, ing. Pizza, Io e Margherita, il Cornicione e tanti Altri
    è un post interessante perché è scritto da una persona competente.
    Che io ho anche elogiato qui, su SdG, quando fu recensita la sua pizzeria.
    Ma questa volta non sono d’accordo con lui.
    Ma, badate, non su tutto: alcune sue critiche io le condivido( non quella del cornicione).
    L’autore, poi, è per la farine tradizionali usate per la napoletana:
    ne consiglia soltanto una maturazione di 24 ore.(Non è per la…crusca 🙂
    Interessante anche la metodologia della biga che lui suggerisce come miglioramento della tecnica del riporto che c’è stata nella tradizione della napoletana.
    Interessante e condivisibile anche la critica alla manipolazione e stesura.
    Ma anche la critica ai “canotti” brutti di alcune pizzerie io la condivido:
    anche tu, nei dibattiti, hai spesso stigmatizzato alcuni cornicioni sproporzionati.
    Insomma, come vedi, sono più i punti di condivisione.
    .
    Attenzione c’è un punto importante: lui dice che è difficile trovare delle ottime pizze napoletane anche a Napoli
    ma…
    ammette, velocemente, che qualcuno c’è che le sa fare.E questo dovrebbe portare ad altre conclusioni.
    .
    Ah, dimenticavo un punto importante sul quale meditare:
    lui mette in risalto i difetti della base e, specialmente, del centro.
    E non ha tutti i torti.
    Ma come rimedio propone di abbandonare un’altra caratteristica della napoletana: la morbidezza(oltre al cornicione).
    .
    Comunque, è un articolo molto stimolante, con luci ed ombre, ma che dà un grande contributo alla discussione intorno alla pizza napoletana.
    .
    Ecco perché ho stimolato l’attenzione degli “appassionati” di pizza che conosco qui sul blog.
    .
    Un abbraccio, caro Rasputin
    PS
    Digita:
    pizza napoletana ecco perché perdente.

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