Nino u Ballerino prepara panini ca meusa

Anche quest’anno la guida Street Food 2017 del Gambero Rosso, presentata nelle Officine Farneto da Max Mariola, protagonista  della nuova serie  “Special Max: viaggio nello Street Food italiano” in onda da settembre su Gambero Rosso Channel, elegge i nuovi campioni regionali, insieme a due premi speciali.

guida gambero rosso 2017 street foodguida gambero rosso 2017 street food

450 indirizzi in guida rappresentativi di un perfetto equilibrio tra precisione del dettaglio e atmosfera pop, e dell’attitudine a guardare al cibo come qualcosa di vitale, in costante trasformazione.

Come sempre, la scelta tiene conto di qualità delle materie prime utilizzate, valorizzazione del territorio, originalità della formula.

GR-officine-Farneto

Siete pronti per conoscere i 20 campioni italiani regione per regione?

I 20 migliori street food in Italia

GR-RAVIOLERIA

Valle d’Aosta

Sushi ball (Courmayeur, AO)

Piemonte

Panetteria Brusconi Cucina Popolana (Torino)

Liguria

Moltedo (Recco, GE)

Lombardia

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Ravioleria Sarpi (Milano)

Veneto 

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La Gourmetteria (Padova)

Trentino Alto Adige

Briciole Food & Drink (Rovereto, TN)

Friuli Venezia Giulia

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Mamm Ciclofocacceria (Udine)

Emilia Romagna

Puto G (Piacenza)

Toscana

Semel (Firenze)

Marche

Il Furgoncino (Pesaro)

Umbria 

Bacalino (Perugia)

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Lazio

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Mama Pasta (Roma)

Abruzzo 

Alla Chitarra Antica (Pescara)

Molise

Maramimmo (Termoli, CB)

Campania

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Da Gigione (Pomigliano d’Arco, NA)

Puglia

Piadina Salentina (Lecce)

Basilicata

Le Stuzzicherei di Silvana (Avigliano PZ)

Calabria

La Romana (Crotone)

Sicilia

Nino ‘u Ballerino (Palermo)

Sardegna

Sebaderia Dulcinea (Nuoro)

I premi speciali

GR-pietro-parisiGR-parisi

Ed ecco i due premi speciali.

Street Food da chef, per la rielaborazione inedita di un piatto tipico dello street food nell’alta cucina, è stato assegnato a Pietro Parisi, cuoco contadino di Palma Campania, che ha ideato i vasetti che racchiudono ingredienti della terra e ricette della tradizione campana.

L’altro premio è Street Food on the road, dedicato alla migliore proposta di cibo di strada itinerante. E’ un’Ape ricolma di eccellenze abruzzesi che propone panini e piatti della tradizione, elaborati dalle chef Paola e Valentina, che hanno trovato il modo di di continuare on the road il progetto avviato in città prima del sisma.

GR-cannoli

E ora a voi. Avete altri campioni di specialità street food che al Gambero Rosso hanno sottovalutato? Noi intanto vi suggeriamo di leggere la nostra guida ai 70 migliori street food di mare!

La Guida Street Food 2017 Gambero Rosso, pp 224, 6,50 €

[Immagini: Giulia Nekorkina, Facebook, telejato]

16 Commenti

  1. Sulla scia dell’osservazione di Andrea aggiungo:
    in Puglia c’è la piadina salentina. Cosa fanno? Piadine romagnole farcite con prodotti locali. Premetto che è tutto buono e non critico la qualità.
    Ma vi sembra coerente questa scelta che dovrebbe rappresentare una regione che si chiama Puglia?
    .
    Allargo la considerazione alla guida? Ognuno è libero di acquistarla, ci mancherebbe. Ma, con tutte le classifiche in rete, recensioni ecc… che senso hanno ancora ‘ste guide?
    A meno che si dimostri che questa guida è la migliore in assoluto e tutte le altre informazioni sul web non sono attendibili.

  2. In Campania un’Hamburgheria!In questa classifica il concetto di “street food”è completamente stravolto,consideriamolo aleatorio alla moda.Purtroppo sono anni che il vetusto GAMBERO ROSSO,non ne azzecca più uno.

  3. “Come sempre, la scelta tiene conto di qualità delle materie prime utilizzate, valorizzazione del territorio, originalità della formula”

    per la Valle d’Aosta è stato scelto un ristorante di sushi…

    • Non puoi negare, Rasputin, che l’originalità del sushi nella Valèe sia incontrovertibile! Gh 🙂
      Quanto a cura della materia prima del territorio, non v’è dubbio alcuno che la lunga tradizione di pesce degli alpeggi garantisca anche questo aspetto: chi non conosce la transumanza del pesce palla, la migrazione del tonno coi cingoli nei pascoli estivi?

      • Non è tanto il fatto che la scelta sia caduta sul sushi, Paolo, che mi perplime ma che sia stato scelto un ristorante. Stupidamente sono stato anche sul loro sito alla ricerca di un nighiri con trota fario o con gambero di fiume…ma niente! È sushi e basta e son contento per loro!

  4. Mi sfugge la logica: “Come sempre, la scelta tiene conto di qualità delle materie prime utilizzate, valorizzazione del territorio, originalità della formula”

    Ora mi viene la curiosità di sfogliare la guida, perché non capisco se Gambero Rosso offra un’ampia scelta e Scatti abbia estrapolato i suoi 20 best per regione; oppure se davvero Gambero possa pensare che non esistono alternative italiane.

    NB prima che qualcuno mi avverta che la ravioleria usa farine bio bla bla, eccellenze bla bla, non esiste con 7000 posti dove mangiare a Milano non ci sia nulla di meglio (a partire da Zen)

    • Premetto che non conosco bene Milano, però non sarei così drastico con la scelta della ravioleria, alla fine è un cibo di strada di un’importante comunità come quella cinese. Pensa che oggi, avendo cambiato mercato rionale, mi son ritrovato una piccola Napoli a Torino perché c’era un banchetto di o pere o muss dove un capanello di napoletani discuteva di puorc e Higuain, manifestando, a ragione,scarso rispetto per il secondo. E stranamente sono anche d’accordo con la scelta fatta per Torino, dove si mangia ben poco di torinese, ma è a Porta Palazzo!

  5. Street food,è cibo di strada,di conseguenza non dovrebbe prevedere nessun tipo di sosta e ristoro.Quindi ci troviamo di fronte ad un’altra categoria,l’importante è chiarirsi.

  6. Condivido tutti i commenti degli amici fin qui intervenuti.
    Voglio sviluppare quello di Friariello che pone una questione di fondo che è basilare cioè e da cui bisognerebbe partire per sviluppare un discorso, o compilare una classifica, ecc…(Ma vale anche in altri ambiti questo modo di procedere)
    Che cosa intentiamo per street food?
    A quale concetto di street food ci riferiamo?(E sul quale sviluppiamo un discorso?)
    E Friariello ha evidenziato uno degli elementi che caratterizzano ll concetto di cibo di strada: mi sembra che sia contenuto proprio nell’espressione cibo di strada.
    Un altro elemento secondo me importante è il fatto che il cibo di strada nasce come cibo popolare è tale dovrebbe essere.
    PS
    Altre e diverse questioni su cui riflettere:
    Perché un colosso (in declino) dell’editoria gastronomica si comporta in questo modo?
    E’ una svista? E’ una transitoria défaillance non voluta?
    O è una scelta consapevole cioè voluta consapevolmente, sapendo cioè che poteva provocare delle perplessità? Ma, ciononostante, voluta.
    Perché?
    Forse perché sono cambiati i tempi?
    Forse perché l’Italia gastronomica è cambiata e sta cambiando velocemente?
    E questa guida è soltanto lo specchio dei cambiamenti?
    .
    In fondo siamo stati in quattro gatti ad evidenziare le incoerenze della guida. Per tutti gli altri e per i food blog c’è soltanto… una…classifica…in più.

  7. E’ una svista? E’ una transitoria défaillance non voluta?
    Parlo di questa: ” è il fatto che il cibo di strada nasce come cibo popolare è(e) tale dovrebbe essere.

  8. La chitarra antica a Pescara ? Ma street food de che ?????
    Ne su strada, ne popolare, un alimentari per chi può spendere più della media.
    Gambero rosso in caduta libera, alimenta molti sospetti sulle modalità di scelta.

  9. Azz….poco attendibile..molto politico..noi abbiamo portato un prodotto regionale ed autentico nel mondo…siamo anche in usa la terra di mc.donald..con i prodotti Italianissimi della cucina romagnola la ( piadina)….siamo desolati di non avere avuto riconoscimenti in Italia e avere avuto soddisfazione nel mondo….vabbe se volete conoscerci siamo anche a Riccione Italy con sapore di Piada…grazie

  10. Gambero rosso.. e la classifica “dei migliori street food italiani”? Ma sono a conoscenza di cosa sia realmente lo street food in italia? Circa 8500 licenze di commercio itinerante e queste sono le scelte del colosso dell’editoria gastronomica? Ricerche fatte da chi è come? Su quali criteri? Almeno non usassero questi titoli.. i migliori street food italiani!! Classifiche e premiazioni sviluppate valutando il 10% delle realtà dello street food italiano. Quello vero.. di qualità ed originale!

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