Milano. La prima volta di un pizzaiolo in cattedra alla Bocconi

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È la prima volta che un pizzaiolo entra alla Bocconi a tenere una lezione.

Vincenzo Capuano, pizzaiolo star di Rossopomodoro LAB Milano, è entrato in aula insieme al presidente del gruppo Sebeto di cui fa parte il marchio delle pizzerie napoletane.

Se qualcuno avesse ancora dubbi sul fatto che la pizza è stata definitivamente sdoganata dal suo ruolo di cenerentola della ristorazione potrà seguire il video che è stato registrato in diretta sulla pagina Facebook della pizzeria o sul profilo di Capuano.

Ecco il comunicato che dà ufficialità allo storico avvenimento della presenza di una delle più giovani promesse della pizza che dal bancone è arrivato all’università.

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Franco Manna, presidente e fondatore di Rossopomodoro, all’Università Bocconi di Milano per raccontare agli studenti del Dipartimento di Marketing il successo della pizzeria napoletana per antonomasia nel mondo. Una testimonianza ormai diventata parte integrante delle lezioni con la quinta presenza consecutiva in 5 anni nel calendario del prestigioso istituto universitario.

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Nel corso di laurea magistrale in Marketing Management, all’interno del corso in “Channel Marketing” curato dal professor Sandro Castaldo e dalle professoresse Karin Zaghi e Alessandra Merlo, Franco Manna spiega L’evoluzione del messaggio di Rossopomodoro in 19 anni di presenza su un mercato diventato sempre più affollato e competitivo. Manna ha spiegato come Rossopomodoro abbia modificato il messaggio per mantenere sempre attuale il valore fondante della società.

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Insieme a Franco Manna, per la prima volta nella storia del prestigioso Ateneo, è salito in cattedra il pizzaiolo pluripremiato Vincenzo Capuano per rendere tangibile il concetto di ibridazione e di valore dell’artigianalità, cioè due punti dell’evoluzione del messaggio di Rossopomodoro nel tempo.

Eccoli tutti.

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Nella prima fase, all’avvio nel 1998, l’obiettivo è differenziarsi dalle tante pizzerie che operano a Napoli, la città dello start up. L’interesse dei potenziali clienti è attirata dalla qualità degli ingredienti utilizzati da Rossopomodoro. In un momento storico in cui nessuna pizzeria presta attenzione ai prodotti, la qualità è l’elemento caratteristico di Rossopomodoro che è la prima pizzeria a imporsi al pubblico per la selezione degli ingredienti.

Eataly Expo Rossopomodoro Torre

Rossopomodoro nella seconda fase guarda oltre Napoli e la regione Campania. Cambia il messaggio: Rossopomodoro e i suoi pizzaioli diventano ambasciatori di napoletanità. Il modo di fare cucina e pizza napoletana non è legata alla brand identity con un meccanismo di contenitore che teorizza il format, ma sono gli artigiani di Rossopomodoro a dare sostanza al messaggio. Napoli è ovunque ci sia un Rossopomodoro perché c’è un artigiano, veramente napoletano, che la interpreta.

scuola di pizza con Vincenzo Capuano

Nella terza fase, Rossopomodoro dialoga con i clienti creando un’interfaccia continua e aperta. Non è solo il canale diretto dei social media a livello centrale e con i singoli punti vendita. Il contatto è reale con iniziative di ibridazione con i clienti, cioè di scambio di esperienze. Sono un esempio la partecipazione a manifestazioni ed eventi con le scuole di cucina e di pizza che permettono ai clienti di diventare chef e pizzaioli e di condividere le conoscenze. E soprattutto di sentirsi come a casa propria scoprendo cosa mangiano da Rossopomodoro e la ricetta, meglio, il modus operandi per ripercorrere un’esperienza simile tra le mura domestiche.

firme raccolte Las Vegas pizza unesco

La quarta fase guarda al futuro. Rossopomodoro è player internazionale e messaggero del vero Made in Italy. Combatte l’italian sounding attraverso l’affermazione del valore dell’artigianalità espresso anche dal sostegno della campagna per l’iscrizione dell’arte dei pizzaiuoli a Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco. Un messaggio di cultura della qualità del vivere che è un passaggio ulteriore della qualità della buona cucina su cui Rossopomodoro è nato.

In quasi 20 anni, la base e la sostanza non sono mai cambiate. È mutato solo il modo di rappresentarle con messaggi adeguati allo scorrere del tempo.