Milano. Pisacco, Bib Gourmand Michelin cioè ristorante migliore per rapporto qualità prezzo

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Pisacco Milano piano sotterraneo

C’era una volta il ristorante stella Michelin gommatissimo tutto trine, merletti e argenti con i suoi riti. Oggi c’è il bistrot, anzi, c’è già da tempo il bistrot gastronomico, formula felice pari alla gastro-trattoria all’italiana o bistrot 2.0, in cui uno chef stellato propone la sua mano a un prezzo più abbordabile.

Il Re del gastro-bistrot in Italia è diventato Antonino Cannavacciuolo che dopo la felice esperienza di Novara si accinge ad aprire con medesima formula a Torino.

È stato preceduto da un altro collega stellato, Andrea Berton, che nel 2012 ha aperto Pisacco.

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Prenderà mai una stella Michelin un bistrot secondo la formula ristorante in grado di inalberare nel nome la dicitura bistrot e di offrire un menu degustazione a 40 €?

Secondo chi scrive, sì. Il tempo è questo.

Nel frattempo proviamo a vedere cosa è cambiato da Pisacco in 4 anni.

Innanzitutto è cambiato lo chef che supporta le idee di Andrea Berton, impegnato nel ristorante che porta il suo nome.

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Gabriele Faggionato è arrivato a Brera a giugno di quest’anno. Tra le sue esperienze, il ristorante Amaltea, ora passata ad altra gestione, e lo Ze Kitchen Galerie, bistrot di quel genio di William Ledeuil a Parigi.

Siamo in zona cucina giovane e fresca e la scelta di Berton e soci avrà sicuramente tenuto conto di questo aspetto.

Come si mangia da Pisacco? Molto bene.

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A partire dai carciofi con parmigiano cipolla e pepe (8 € la mezza porzione, 15 quella normale).

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E continuando con la zucca e indivia che regala un bel piatto a chi ama i vegetali.

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Applausi a scena aperta per il leggerissimo risotto mantecato con una centrifuga di spinaci e aromatizzato al sesamo nero e polline (15 €).

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Ancora più su nella classifica, gli spaghetti al peperone giallo con vongole, lime e nero di seppia. Una bella spinta per vivacizzare qualsiasi serata (18 €).

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Più pacati i gamberi arrosto con castagne e clementine che sono interessante portata autunnale (10 o 20 €).

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Al pari della guancia di manzo brasata al melograno con radice amara che sarà apprezzata dagli amanti del genere (18 €).

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Si resetta con un sorbetto al cocco.

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E si chiude con il gelato al pistacchio e arancia (12 €) accompagnati dal vermouth Cocchi (dopo aver attinto con soddisfazione dalla carta dei vini).

Ho riportato i prezzi delle singole portate perché il carattere bistrot vorrebbe un’asticella di prezzo più alto dell’osteria (tradizionalmente posizionata ai 25 €, anche se la recente guida Slow Food ha modificato l’impostazione indicando tre fasce di prezzo) e una soglia psicologica intorno ai 40 €. Due piatti e vino, che sarebbe la formula entrée e plat francese, consentono di restarci.

Ma siamo in Italia, anzi, siamo a Brera e quindi i prezzi inevitabilmente lievitano.

E per la stella? Io guarderei più a sud ma non mi meraviglierei di un segno di spunta nel dossier che gli ha assegnato il Bib Gourmand che indica iristoranti migliori per rapporto qualità-prezzo.

Tutti d’accordo?

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Pisacco. Via Solferino, 48. Milano. Tel. +39 02 91765472

20 Commenti

  1. ma gli spaghetti nella foto sono la porzione intera o la mezza porzione ? Io quando vedo questi piatti giganteschi con al centro una cosa minuscola mi aspetto sempre di sentire l’eco del rumore della posata (e del mio stomaco)…

  2. “…gastro-trattoria all’italiana” (dal post)
    E’ offensivo e ridicolo associare il glorioso nome della tradizione italiana, TRATTORIA, a locali come questo.
    Non illudete la gente semplice senza spirito critico e con scarsa cultura gastronomica che si affida…ai nuovi…profeti… del WEB 2.0.

  3. Sono PORZIONI …da stellato: la chiamano trattoria per acchiappare più clienti possibili. Sono 1/4(o un 1/3) di un piatto normale…di trattoria.
    Il prezzo, apparentemente, sembra contenuto rispetto ai classici menù degli stellati. Ma dal punto di vista nutrizionale è un pasto carente a meno che non segui una dieta dimagrante o spezzi la fame con qualcosa prima di andare a pranzo.

  4. Scusate, ma i piatti descritti fanno parte del menu’ degustazione? Li servono cioe’ tutti di seguito per 40 euro? Con il vino? Beh…se la risposta e’ si’ ne vale la pena…

  5. La polemica sulle porzioni é stucchevole. Provate a uscire affamati da un menu degustazione stellato qualunque. Quanto vorreste mangiare per un pranzo di lavoro? Pisacco ottimo posto, quanto il Daniel, Rataná e il Liberty

  6. @ Massimo. Nel post, alla fine, c’è questa frase: “Ho riportato i prezzi delle singole portate perché il carattere bistrot vorrebbe un’asticella di prezzo più alto dell’osteria (tradizionalmente posizionata ai 25 €, anche se la recente guida Slow Food ha modificato l’impostazione indicando tre fasce di prezzo) e una soglia psicologica intorno ai 40 €. Due piatti e vino, che sarebbe la formula entrée e plat francese, consentono di restarci”(dal post)
    Se ho capito bene con 40 euro si hanno 2 piatti e vino.
    @ Andrea. Basandomi su questo dato(2 piatti e vino con 40 euro) ho impostato i miei commenti. Con 2 piatti soltanto diventa rilevante la quantità di ogni porzione per vedere se con 40 euro si mangia abbastanza e, quindi, respingo lo stucchevole. Poi aggiungi:”Provate a uscire affamati da un menu degustazione stellato qualunque”. E che c’entra un menù degustazione completo fatto di 8, 10 o anche 12 portate? Qui parliamo di 2 piatti. Comunque io rispetto chi va a mangiare, ma sono libero di fare le mie osservazioni. Più volte ho condiviso le tue opinioni ma possiamo civilmente dissentire quando le visioni sono diverse.

  7. andateci e godetene, ma vi do solo un consiglio: non chiedete al personale di sala consigli sul vino o sgli amari, a meno che vogliate spendere 12 euro per due dita di vino prese dal fondo della bottiglia che dovevano finire.

    • Fammi capire.
      Prima inviti a provare e poi avverti che da uno stellato si comportano come negli ultimi locali(di Caracas) di ristorazione?
      Un riciclaggio a 12 euro?
      Ma faciteme o piacere!

  8. Il problema è che non tutti si fanno il menu degustazione. Per dire, io qualche settimana fa sono stato da Spazio Milano in Duomo. Nulla da dire sulla qualità del cibo, ma nonostante una cena di tre portate sono uscito che morivo di fame e subito dopo mi sono fiondato su qualcosa di molto meno raffinato ma molto più sostanzioso.

  9. Ma soprattutto visto che i grandi chef ogni volta che si tocca l’argomento dicono che il costo della materia prima e’ di fatto irrilevante fatemi scegliere la quantita’….

    • Non so se era per me con “fatemi scegliere la quantità” vuol dire magari in un percorso degustazione chiedermi se voglio poco medio tanto (visto che la materia prima non incide). Quando leggo “sgombro scottato e marinato, in egual quantità di zucchero e sale, per 12 ore, accompagnato da levistico, cetriolo, avocado e chartreuse in granita” E c’erano 2-3 pezzi di sgombro (non aragosta e caviale) grandi come una falange di un dito….

  10. A quanto pafe hai un senso delle diverse opinioni che assomiglia alla leggerezza di un vegano a pranzo con gli allevatori di chianina

    • ammetterà paolo che é difficile confrontarsi su chi giudica piatti (1/3, 2/7, 8/9 di una porzione da trattoria) senza nemmeno aver mai provato la cucina di Pisacco

  11. Andrea mi invita ad andare da Pisacco prima di criticare: questa l’ho sentita tante volte nei dibattiti. Ma in questo post che c’entra? Non ho criticato la qualià della cucina.
    Il post, se non ho capito male, parla, nel titolo e nello svolgimento, di un menù scontato di uno stellato con prezzi da trattoria(è stata usata anche questa parola). Su questo non mi sembra sciocco valutare il numero dei piatti, 2, la quantità delle porzioni ed il prezzo. Tutto qui. Ci mancherebbe che criticassi chi va volentieri a mangiare: è come se rompessi un’amicizia perché un amico vota per un politico che a me non piace. Ed infatti ho condiviso con Andrea molti commenti in vari post anche non essendo d’accordo su altri. Con questo chiudo la mia partecipazione a questo post a cui potete replicare come meglio credete. Saluti
    PS
    Colgo l’occasione per aggiungere un pensiero che non è collegato al post.
    Mentre sono molto attento a non offendere i pochi amici che frequentano i dibattiti(anche se non è sempre facile) capita, a volte, di esagerare nei toni nei confronti dei redattori(anche se non mancano da parte mia in alcuni post simpatia e stima sincere). Ebbene di questi eccessi chiedo pubblicamente scusa e ringrazio la direzione per la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensieeo.

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