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Daniele Lunghi era lo chef di Locanda Canevari di Volpedo e, se non fosse andato via, credo che avrebbe raggiunto anche la stella Michelin.

Un attimo di pausa ed eccolo di nuovo in pista. Me lo dice un comune amico – ottimo produttore di salumi – Stefano Bettella: Daniele lavora ad Alassio, alla Locanda dell’Asino.

Ci vado.

Una delle migliori esperienze degli ultimi tempi, grandi stellati compresi, e spero che anche la proprietà della struttura che ospita il ristorante non perda il coraggio dimostrato nel puntare su uno chef bravo che potrebbe far diventare un luogo informale come la Locanda dell’Asino in un punto di riferimento per la comunità degli appassionati di gastronomia qui in Liguria.

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Vi racconto il mio pranzo che parte proprio con i prodotti di Bettella ed il suo maiale tranquillo serviti su pane di notevole livello e accompagnati da un Franciacorta Rosè Uberti Francesco. Uaò.

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Proseguiamo con una spettacolare scaloppa di foie gras delle Landes, pomodoro allo zenzero e yogurt di capra.

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Confermo un pane da sballo!!!

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Rimaniamo in tema foie gras con un torcione.

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Segue uno scampo alla bretona cotto nel burro di Normandia, con Calvados, ostriche e spirulina, ottimamente eseguito e delicato.

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Un vino ligure, il Pigato 2015 dell’azienda agricola Donata Bianchi, ad accompagnare. Buono.

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Un gioco, che mi è molto piaciuto, è il riso di semola di Gragnano della Gentile, eseguito in Liguria da uno chef lombardo di origine ed adottivo piemontese. Bello di aspetto e buono di sapore in un incrocio di gusti questo riso di pasta, pesca di Volpedo e gambero di Oneglia.

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I cappelletti di provolone Valpadana in brodo di verdure arrosto sono da applauso! Il sapore del provolone è netto ma non invadente, sfoglia delicata e brodo con sentori di affumicatura che mi lasciano a bocca aperta, ma piacevolmente piena.

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Si cambia vino, ma rimaniamo in Liguria con il  Granaccia di Gigò.

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Passiamo alla batteria dei secondi e si continua a sentire il piacevole sentore di affumicato magistralmente gestito dallo chef con la cernia di fondale alla brace.

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Con il polpo, maialino da latte e indivia il livello del pranzo rimane sempre alto.

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Ultimo dei secondi, ma solo in ordine temporale di servizio, il piccione toscano e prugne umeboshi e anche qui lo chef conferma che il suo passato non mente e la pausa caffè cioè l’esperienza con la Torrefazione Lady Caffè, lo ha migliorato parecchio.

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Chiudiamo in bellezza con un gelato al mallo di noce, nocciola e nocino.

Il menu degustazione per testare la cucina di Daniele Lunghi costa 65 €. Ben spesi per un ottimo percorso, anche se la location della Locanda dell’Asino non è di quelle che fanno esultare.

Ma noi siamo qui per provare la cucina e non per guardare l’architettura. O no?

Locanda dell’Asino. Via Ignazio dell’Oro, 4. Alassio (Savona). Tel. +39 0182 648071

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