panettone-motta

Spirito natalizio? No grazie. Non almeno tra Motta, la storica azienda dolciaria e i vegani più irriducibili, non dotati da madre natura di quella punta di sens of humor che tanti angoli aiuterebbe a smussare.

Succede che l’azienda milanese per il Natale 2016 mette su uno spot che invoca l’utilizzo di ingredienti tradizionali per la preparazione –appunto- del più tradizionale dei dolci lombardi.

tofu

No al tofu tritato, si sente nello spot, a papaya, seitan, alga essiccata, bacche di goji ingredienti volutamente inverosimili, elencati ad mentula canis -come direbbero i latini- proprio per strappare un sorriso.

Con altrettanto simpatico vigore la voce dello spot imbraccia la sua battaglia contro i forni a microonde a favore di una cottura tradizionale. Insomma, dicono in casa Motta: il panettone lo facciamo così dal 1919, lasciateci stare, ci difendiamo la nostra ricetta.

goji

E fanno bene. Perché che si preferisca quello industriale o quello artigianale, che si vogliano spendere 3 o 18 euro per un panettone, una cosa è certa: a Natale –ma sarebbe opportuno farlo anche nei restanti 364 giorni dell’anno- bisognerebbe imparare a prendersi poco sul serio.

schermata-2016-12-07-alle-11-56-46

Date un’occhiata ai commenti dei nazivegani: c’è da mettersi le mani dei capelli. È tutto un tripudio di pulcini tritati, Motta a morte e scaltrissime osservazioni del tipo Ma nel panettone non si mettono le alghe.

schermata-2016-12-07-alle-11-15-49

Le ragioni del cruelty free sono rispettabilissime, come spesso su queste stesse pagine amiamo ribadire, ma è altrettanto necessario che si impari a stemperare toni e non invocare allevamenti intensivi ad ogni piè sospinto, che sennò, ragazzi, qui non si va più avanti.

panettone-tradizionale

Lo spot Motta –peraltro ben fatto- non urta la sensibilità di nessuno: i toni sono chiaramente ironici, leggeri, e l’invito è solo quello a conservare le proprie tradizioni. Certo sfrocolea la mazzarella ai vegani, ma è un’azienda, deve vendere, fa marketing.

vegan-chronicles

A smorzare un po’ di tensione ci pensa, fortunatamente, Vegan Chronicles che dalla sua pagina facebook lancia una parodia dello spot Motta che un sorriso riesce a strapparlo davvero a tutti, riuscendo in un’impresa titanica: veder marciare assieme onnivori e vegani in una battaglia che non ha patria né bandiera: QUELLA CONTRO I CANDITI!

[Link: ilgiornale.it]

37 Commenti

    • Tutti i fanatici finiscono per esserlo.
      Purtroppo certi fondamentalismi fanno perdere credibilità ai ‘militanti veri’ e a mio avviso finiscono per invalidare la crociata -sana e legittima- di tanti di loro.

  1. Mi è piaciuto molto il post e condivido tutto. Anche stilisticamente penso sia uno dei migliori di Sarah G.
    E pensare che ero tra i pochi onnivori, sui blog, ha schierarmi con i vegani quando in molti li attaccavano e deridevano.
    Sono passati pochissimi anni e non sopporto l’ondata modaiola vegana che si trova anche nel piccoli bar di paesini sperduti.
    Della motivazione etica c’è poco e i pochi veri vegani etici spariscono nella massa stracotta dal marketing dei prodotti vegani.
    Dopo Ferrero(con l’olio di palma), Motta sfida il conformismo modaiolo.
    Senza canditi(non mi piacciono) ma panettone tradizionale.
    Biscotti all’olio di palma a colazione e Nutella.
    .
    Auguri Sarah!

  2. Se faccio una pubblicità comparativa (e non è questo il caso) quanto meno mi confronto con un equivalente prodotto. Includere degli ingredienti totalmente fuori luogo per sottolineare che loro lo fanno in modo naturale, è paragonarsi con l’aria, è fine a se stesso e resta solo lo sfottò.
    Il sense of humor a cui fate riferimento non è come una barzelletta sugli ebrei e i nazisti (evento del passato) che ancora oggi fa ridere (qualcuno) a denti stretti, ma è sminuire un problema attuale che si sta cercando di far comprendere all’opinione pubblica. Ed ecco che arrivano i burloni che fanno disinformazione, alimentano i luoghi comuni sul veganesimo e gli attriti con tutto il resto. Quanto ai commenti nazi vegani, tolte le parolacce che sono di persone maleducate, il senso resta tutto nella sua complessità, ma a voi piace fingere di non capire e restare con la testa sotto la sabbia per dormire sonni tranquilli. Resto in attesa che la M sviluppi delle linee per vegetariani o vegani, visto che è il business del futuro, sarà un piacere non acquistare i loro prodotti.E saremo in molti

    • Temo, oh intemerata Stefania, che nel cieco e assoluto furore della tua risposta tu abbia sbagliato bersaglio: lo spot (che è uno spot, un oggrtto di comunicazione che dura l’espace du matin, non uno stile di vita da imporre all’altrui fino all’imporsi di una nuova moda) non sottolinea la modalità NATURALE, bensì richiama il TRADIZIONALE.
      Tutt’altra cosa, ma a quanto pare c’è chi non li distingue.
      Non c’è nulla di NATURALE nel creare un panettone, una delle preparazioni di pasticceria più complesse e meno NATURALI che esistano.
      Quando avrai presente la differenza tra le due situazioni, forse potrai dire qualcosa di costruttivo e interessante, senza bisogno di scomodare paragoni che, purtroppo, i sostenitori di certi stili di vita ‘naturali’ usano con eccessiva leggerezza.
      E anche con eccessiva insistenza.
      Tanta insidtenza da fare venire il sospetto che vi aleggi un filo di nostalgia 🙁

      • poetico e un po’ pasticciato, sei un pasticcere? Sostituisci tranquillamente la parola naturale errata con tradizionale, è vero. Quanto alla nostalgia non ce n’è anche io preferisco il pandoro, nel caso me li preparo da sola, tuttavia quando mangiavo il panettone compravo proprio questo.
        Sto pensando come può il commento così poco costruttivo e interessante aver scomodato qualcuno al punto di rispondere.
        E anche con dovizia di argomentazioni 🙂

  3. E infatti anche la tradizione è qualcosa che, a parte se stessa, ha ben pochi fondamenti… e sicuramente, nessuna “giustezza” in sé se non quella attribuitale da un plebiscito massificato, molto nostalgico nella sua zona di comfort (per quanto indigesta possa risultare) e poco incline ai cambiamenti – “Ahh com’era bello il Natale da nonna Ermelinda!”

  4. Premessa, a me, vegano, lo spot non ha dato fastidio, l’ho bollato come l’ennesimo sfottò trito e ritrito.
    In questo caso però penso sempre una cosa: i veganismo è una cosa seria, perché riconoscere dei diritti agli animali è una cosa seria. Quindi è una causa seria quanto, che ne so, la difesa dell’ambiente. Ora immaginate uno spot in cui una ditta automobilistica sfotta gli ambientalisti difendendo la propria tradizione nella fabbricazione delle auto, quindi inquinanti. Orribile, vero? Perché allora una causa giusta può essere sbeffeggiata e l’altra no? Qual è il criterio?

    • Hai centrato il punto!
      Se uno spot della nike mostrasse dei bambini schiavizzati con le mani piene di tagli intenti a confezionare le scarpe, proclamando che loro, fedeli alla tradizione, non si fidano a farle costruire da strane macchine, tutto il mondo si sarebbe indignato. Ma gli animali no, loro possono crepare! Mannaggia a questi “nazivegani” che rovinano le feste a tutti dicendo LA VERITÀ!

  5. Idiozie. Già il nome “nazivegani” offende, e molto. “Non si possono invocare gli allevamenti intensivi a ogni pié spinto”, e certo, perché fa brutto, rovina il natale. La gente mangia letteralmente la morte e la tortura ma non facciamolo sapere, che altrimenti “non si va avanti”.
    Ma avanti dove?
    Onnivori che si auto-proclamano persone equilibrate, che cercano di pacificare i “due mondi” alimentari: mi spiace per voi, rimanete orrendi come i vostri simili carnisti che postano grigliate nella pagine veg.
    Non ci sono “due mondi” e il veganesimo non è questione di opinioni o punti di vista.
    Lo spot Motta è solo l’ennesimo rigurgito di un mondo ignorante che vende a gente ignorante e ne va anche fiera.
    Fanno benissimo i vegani (I nazisti sono e saranno sempre e solo gli altri) e fa benissimo vegan chronicles a mandarli a fare in c***, con la differenza che loro lo sanno fare in maniera spassosa, ma fidatevi che se Cosma incontrasse un pubblicitario Motta gli darebbe una testata, e farebbe bene!

  6. La prima cosa che ho risposto quando ho visto questo spot è stata “pubblicità da pecoroni per pecoroni”. Primo perché puntano solamente al pregiudizio che i vegani usano ingredienti strani, cosa quindi indirizzata esclusivamente a clienti ignoranti in materia e che comunque escludono i prodotti vegani a priori. Un po’ come dire che “i vegani mangiano solo insalata”.
    Secondo perché è uno sfottere in modo totalmente ignorante! Insomma chiunque in internet può cercare velocemente una ricetta di un panettone vegano e si ha la lista degli ingredienti e istruzioni per farlo. Dove prima di tutto la cottura non prevede assolutamente il microonde, ma una cottura esattamente uguale a quella del panettone non vegano.
    Io sono vegano da poco tempo, per scelta etica (prima vegetariano per 1 anno), ma anche da onnivoro mi sentirei un po’ triste per cosa tentano di propinare alla gente! Non è che provano a dire come mai il loro panettone è più buono tra tutti i panettoni (dicendo semplicemente che usano ingredienti “sani” e “tradizionali”), no, dicono che un ristrettissimo tipo di panettoni fa cagare… in più inventandosi di sana pianta ingredienti e metodi di cottura… ma insomma svegliatevi, mandateli a cagare e piuttosto compratevi un’altra marca industriale a caso o piuttosto andate dal pasticcere!
    E soprattutto cercate di PROVARE prima di parlare lasciando a casa i pregiudizi.
    Vorrei vedere se nelle fabbriche usano davvero uova fresche, farine italiane e nessun agente chimico al posto del lievito o conservante…

  7. Non comprerò Motta nemmeno io perchè il burro non è in quantità sufficiente nè di prima qualità. Pace e bene, a ciascuno il suo.

  8. Il dibattito può allargarsi anche al panettone Motta, alla sua qualità, se lo mangeremo o no ecc….
    Il punto focale del post è, comunque, la PUBBLICITA’ che Motta fa del suo panettone: pubblicità che fa dell’ironia sulla MODA DILAGANTE VEGANA: è questa la lente con cui interpretare(o meglio che io ho usato) il video della pubblicità.
    Se pensiamo invece che i vegani sono in maggioranza etici e che il fenomeno moda coinvolge soltanto una piccola parte dei nuovi vegani allora sono giuste le lamentele che abbiamo letto in questo dibattito.
    Ma, come ho già detto nel mio primo commento, le proporzioni sono fortemente invertite e il fenomeno moda prevale nettamente sulla piccola minoranza veramente etica.
    Su questa NUOVA MODA c’è un fiorente mercato che di ETICO ha ben poco e il MARKETING dei prodotti e servizi vegani è uno dei più spregiudicati nel diffondere delle menzogne nella pubblica opinione.
    Su questi aspetti del veganismo si può fare satira e ironia e si può fare anche una pubblicità che ironizza(in modo lieve) sui consumi dei vegani come ha fatto Motta.
    Sono pronto a discutere, in altri post più specifici, del NON ETICITA’ della nuova moda vegana.
    Mi meraviglio che i pochi vegani veri “ETICI”che ho sempre stimato e difeso(e continuo a stimare) non se ne siano accorti.

  9. NO Renato, non sono d’accordo. Motta difende la SUA TRADIZIONE. E’scritto così chiaramente nel pezzo.
    E a meno che i vegani non cuocciano le bacche di goji nel microonde, mi spiace, ma non è UNO SPOT CONTRO I VEGANI.
    Gioca a provocarli, certo. E’ un’azienda, si chiama MARKETING.
    E punta su un trend topic.
    Ma perchè è così difficile capirlo?

    • Forse non sono stato molto chiaro nel fare entrare Motta e la sua Pubblicità nel mio discorso che traeva soltanto lo spunto da questo fatto(la pubblicità del panettone Motta) per esprimere una mia personale opinione sul NUOVO FENOMENO VEGANO. E su questo credo di essere stato chiaro.
      E’ anche vero che il post e il tema affrontato si presta a essere commentato secondo diversi punti di vista. Confrontiamoli. Cioè ognuno dica la sua anche criticando quello che dicono gli altri.

    • Questo dice CHI(°) ha ideato e realizzato la pubblicità per la Motta dopo le REAZIONI sui media: numerosi sono stati gli articoli anche sulla vecchia carta stampata.
      “Sono molto stupito delle reazioni suscitate. Lo spot che abbiamo ideato non voleva “sfottere” in alcun modo i vegani. Abbiamo il massimo rispetto per le attitudini alimentari di tutti, perfino mia figlia che è vegana si è messa a ridere mentre lo ha visto”, spiega al FQMagazine Agostino Toscana, direttore creativo di Saatchi&Saatchi, responsabile dell’ideazione della contestata pubblicità. “Nello spot del panettone Motta abbiamo come ribadito ironicamente la presa di posizione tradizionalista, ripetuto con tanto di voce fuori campo ad eco come nei film mitologici il concetto del ‘c’era una volta’. Semmai di questo spot potrebbero risentirsene i ‘modernisti’, gli chef molecolari, perché noi abbiamo come delimitato il recinto della ricetta originale di fronte a tutti gli innovatori” CHI(?)
      .
      Attenzione, non mi schiero con queste dichiarazioni ma le trovo in tema e le offro al dibattito(e poi come credere a CHI* fa Marketing e fa della bugia & menzogna uno degli strumenti di lavoro più utilizzati?)
      Che ci fosse il Marketing dietro lo spot lo capiscono anche i bambini.
      Che il Marketing se ne fotte dell’Etica è altrettanto chiaro da decenni: alla Motta(che è Bauli) interessa vendere più panettoni della concorrenza e non fare CROCIATE contro il veganismo. Dunque su questo concordo con te.
      Detto questo aggiungo:
      1 E’ chiaro che la pubblicità non vuole convincere i vegani ma vuole convincere i non vegani a comprare il panettone Motta ironizzando sui vegani.
      Perché hanno fatto questa scelta? Perché coinvolgere i vegani?
      Nessuno sa se questa pubblicità farà vendere più panettoni o meno panettoni alla Motta. Io, per esempio, comprerò un altro panettone “industriale” e “tradizionale”(più buono per me del Motta).
      E’ sicuro, comunque, che la pubblicità avrebbe fatto parlare molto e… per questo l’hanno fatta. E, viste le REAZIONI MEDIATICHE, almeno questo scopo è stato raggiunto.
      Ma, ripeto, nessuno può dire ora se sarà stata una pubblicità efficace anche dal punto di vista delle vendite.
      2
      Se le cose stanno così tu, cara Sarah, ti chiedi: “Ma perchè è così difficile capirlo?”
      E allora che senso hanno i miei commenti? Che c’entrano con la pubblicità della Motta? Forse non ho capito nulla e sto dicendo fesserie “fuori tema” ?
      Se riparliamo in un altro commento rispondendo anche alla tua domanda:
      “Cosa ci trovi di non etico nella dieta vegana?”.
      PS
      Nel frattempo ti faccio anch’io una domanda: ti sei accorta che i food blog e i food blogger fanno per l’80 % Marketing?

  10. Ma sono veramente questi i problemi dell’Italia? Il panettone vegano o quello tradizionale?
    Io sono per il vivi e lascia vivere. Certo non difendo gli allevamenti intensivi, ma se a uno piace mangiare la carne non vedo perché colpevolizzarlo. Io di certo non attacco chi sceglie di mangiare vegano. È una cosa personale e da non imporre agli altri. Io la vedo così…
    Comunque viva il pandoro!

  11. I vegani per moda e i vegani etici, che idiozia. Agli animali non interessa! Anche i vegani modaioli come li chiamate voi eliminiano milioni di agonie. Se stai veramente dalla parte degli animali non ti interessa se lo fanno per moda convinzione o salutismo.

  12. Nel 21. Secolo non abbiamo piu’ il bisogno di ammazzare per nutrirci. Quindi perche’ continuare a farlo ??
    Gli animali sono creature innocenti che vogliono vivere la propria vita esattamente come lo vogliamo anche noi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui