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Ce l’avete presente Chiara Appendino, sindaco della città di Torino?

Nel suo programma elettorale la Appendino diceva di avere nel cassetto “progetti didattici nelle scuole sulla tutela, sul rispetto degli animali e sulla corretta alimentazione in collaborazione con le associazioni animaliste, medici nutrizionisti, organi di politica ed esperti di settore”.

Voleva, in altre parole, che Torino diventasse la prima città veggy italiana.

E ce l’ha fatta. In una manciata di mesi. Alla faccia di quelli che dicono che i Cinque Stelle non portano a casa un risultato: il neoeletto primo cittadino è finita sul Guardian che incorona Torino come la città più vegetariana d’Italia.

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Tra i convertiti al culto veg, in cima alla lista delle preferenze del giornale britannico c’è New Food di Stefano Chiodi Latini passato con talentuosa disinvoltura dai rotolini di carne e pesce ad una cucina, pare apprezzatissima, realizzata senza ingredienti di origine animale.

Ma Chiodi Latini è solo la punta di un iceberg che conta oltre 30 ristoranti veg in tutta la città, un numero che sbaraglia ogni record con buona pace dei produttori di carne che rischiano di non fare più cassa, e che li ha spinti, non meno di qualche mese fa, ad organizzare un barbecue in segno di protesta contro la caduta delle vendite al –simpatico- grido di #costolettedisalvataggio.

Proseguiamo nel nostro tour: rigorisamente veg è anche L’Artciocc, una caffetteria in pieno centro che propone cucina ligure cruelty free e il poco distante Soul Kitchen dove pare sia impossibile non andare in visibilio davanti alla carta dei dolci.

Non da meno inebriano palati veg anche il gusto di Camilla e la gelateria Mondello che offre alternative davvero gustose agli amanti di coni e coppette.

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E per non scontentare nessuno, nella veg classifica fa la sua comparsa anche la pizza, rigorosamente al tegamino, come tradizione insegna, da mangiare al Ratatouille, panetteria tanto vegana quanto cool.

Poteva nella aperitivissima Torino mancare un locale veg dove aprire le danze mangerecce? No, non poteva. E lo sanno bene i titolari del Coox in piazza Vittorio Veneto che registrano un numero di avventori sempre crescente, attratti da snack gustosi e cocktail modaioli.

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Insomma, verrebbe da dire, Torino non è solo bella, ma da oggi è anche buona.

Costa piuttosto dover dare ragione ai grillini, ma –come diceva qualcuno- questa è un’altra storia.

[Link: The Guardian, ilpunto.unannoinpiemonte.com, coox.it, stefanochiodilatini.it, tripadvisor.it]