panzarotte-calabresi

Arrivava Natale e c’erano le panzarotte, non so se mi spiego.

È così che Elda Arcudi, quasi commossa, ci svela una ricetta che oltre ad essere cibo, è soprattutto un pezzo di vita.
Era ancora una bambina quando aspettava questi giorni di festa come fanno i più piccoli, che collegano il Natale ad un momento, un sapore, un odore o forse un colore. E per lei e sua sorella Emma il Natale aveva i colori e gli odori delle panzarotte, un dolce sconosciuto, forse in parte simile ai bucconotti, ma di base differente. È questo il principio di gran parte delle nostre ricette: negli anni si arricchiscono proprio grazie alle piccole differenze che ognuno continua ostinatamente a sostenere, pronto a giurare che la propria versione sia quella vera. Così si è mantenuta quella preziosa e variegata ricchezza italiana, quel serbatoio di diversità culinarie custodito nella mani delle donne, che solo un’attenta trasmissione scritta può sperare di tramandare.

Maria Tuscano, mamma di Elda e Emma, purtroppo viene a mancare troppo prematuramente per le sue figlie: è così che per loro portare avanti la sua ricetta diventa un modo per tenerla in vita, per rivivere insieme quella mancanza, per ricordarla attraverso un sapore.

Un giorno Elda portò al tribunale di Reggio Calabria dove lavorava questi dolci ai suoi colleghi: li riconobbero subito come i dolci tipici di Bova, che infatti era proprio il paese di cui era originaria sua mamma Maria. Quello stesso paese di cui vi avevamo già parlato, che vanta origini più antiche di Roma, che è nel cuore di un Aspromonte duro e impenetrabile, di una terra che finisce nello spazio e nel tempo; eppure non è che il più bel chilometro d’Italia.

Ogni Natale Elda e Emma non rinunciano a realizzare a casa le loro panzarotte e, se anche voi non volete perdervi questa occasione, ecco qui l’antica ricetta di Maria, dal cuore di una Calabria più dolce che mai.

Ingredienti

Per la pasta

1 kg di farina 00
400 g di zucchero
6 uova
1 bustina di vanillina
150 g di burro
Vermouth q.b.

Per il ripieno

patata di zucchero
miele
cacao amaro
zucchero

Procedimento

Il giorno prima dedicatevi al ripieno: amalgamate in una ciotola patata di zucchero (circa 3 o 4), miele, cacao amaro e zucchero. Mescolate finché il composto non risulta omogeneo e poi lasciatelo riposare per tutto il giorno in frigorifero.

Il giorno successivo preparate la pasta con farina, zucchero, uova, burro, vanillina e vermouth a piacere su una spianatoia e conservatela per circa un’ora in frigorifero.

Ora con l’impasto del giorno prima preparate delle palline, mentre con l’impasto fate delle forme tonde di circa 10 cm. Al centro di ognuno mettete un cucchiaio abbondante di ripieno e richiudete le panzarotte formando una mezzaluna.

Sigillate bene i bordi esercitando pressione con le dita e ripiegate l’impasto verso l’interno. In seguito premete più volte con una forchetta in modo tale che durante la cottura non fuoriesca il ripieno.

Friggete in abbondante olio bollente e giratele da entrambi i lati finché non saranno dorate. Scolatele su una carta assorbente in modo tale che asciughi bene l’olio e poi spolverate con dello zucchero. Da servire ancora caldissime, anche se nei giorni successivi non smetteranno di raccontarvi con i loro profumi un po’ di questa storia.

Ogni volta che poi le panzarotte sono pronte Elda non è più commossa: sorride e il suo sorriso contagioso si spolvera da Reggio in su. E allora vedrete che anche voi non potrete fare a meno di sorridere.

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