Perché la festa di Eataly a Roma mi è andata di traverso nonostante i piatti di 10 chef stellati

eataly 10 anni

Alzi la mano chi, una volta andato da Eataly Roma, si è ripromesso di non metterci più piede. Nel mio caso non solo una ma ben due sono quelle in alto, senza nessuna esitazione. Troppe le delusioni nel corso di questi 5 anni.

Ma partiamo con ordine.

Sono trascorsi 10 anni dall’apertura del primo punto vendita di Torino Lingotto. A giugno 2012 l’inaugurazione dello store di Roma Ostiense, il più grande per superficie tra i 35 sparsi per il mondo.

Tantissime le aspettative. Primi mesi ricchi di entusiasmo grazie al quale si perdonavano disattenzioni anche grossolane. I vari ristoranti presenti però non sono mai riusciti a convincere sia per prezzi che per menù. Eataly, almeno per me, era diventato unicamente un negozio nel quale poter acquistare prodotti difficilmente reperibili altrove a costi spesso favorevoli (vini e prodotti freschi esclusi).

Oscar Farinetti presenta ristorante Stagioni

Lo scorso Luglio l’apertura di Stagioni, il nuovo ristorante al piano terra che prometteva di puntare tutto su ingredienti salutari e di qualità.

Molti i giovani coinvolti nel progetto con tante idee. Sembrava un nuovo inizio per ridare fiato al reparto ristorazione.

Come siano andate le cose in questi ultimi 6 mesi però non posso dirvelo non avendo avuto l’occasione di riprovare i vari ristoranti.

Il mio ritorno da Eataly Roma coincide con la festa organizzata per i 10 anni di attività.

10 gli chef stellati invitati a servire una loro creazione: i fratelli Serva, Antonello Colonna, Giulio Terrinoni, Roy Caceres, Marco Bottega, Marco Martini, Daniele Usai, Luigi Nastri, Massimiliano Mascia e Massimo Viglietti.

Fino a questo punto la serata si prospettava più che allettante.

eataly carnet

I clienti hanno potuto scegliere se assaggiare i singoli piatti nei vari ristoranti (porzione intera – 10/16 € – o mezza – 5/10 € – ) o acquistare un Carnet. Due le possibilità: 80 € per le 10 mezze porzioni oppure 100 € con l’aggiunta di 10 assaggi di vino e un dolce a scelta tra le 10 pasticcerie ospitate per l’occasione (Antonini, Grué, De Bellis, CaféMerenda, Servi, Nuti dell’Imàgo, La Portineria, Sal De Riso, Le Siciliane).

Ecco quindi come è andata cominciando dalle note positive che, fortunatamente, non sono mancate.

1. Luigi Nastri, Stazione di Posta

luigi nastri spaghetto aglio nero anemoni e mandorle

Lo Spaghetto con aglio nero, anemoni e mandorle di Luigi Nastri di Stazione di Posta (1 Stella Michelin) è senza dubbio la portata migliore della serata. Contrariamente da quanto si potrebbe immaginare dal nome è un piatto che risulta delicato ed elegante. L’amaro del bitter al sedano e la sapidità dell’anemone e della soia sono ben bilanciate dalla dolcezza dell’aria di pasta di mandorle e dell’aglio fermentato. La mollica croccante al nero di seppia dona un’ulteriore consistenza alla portata.

2. Marco Martini, The Corner

marco martini tortello di mortadella pizza bianca e pistacchi

Molto interessante l’ormai celebre Tortello croccante di mortadella, brodo di pizza bianca e pistacchi di Marco Martini. Il giovane chef del The Corner (1 Stella Michelin) riesce perfettamente a ricreare gusto e consistenze dell’ever green “pizza e mortazza” in un piatto da non considerare come un primo.

3. Roy Caceres, Metamorfosi

roy caceres udon di seppia in brodo

Come sempre mai banale la creazione di Roy Caceres di Metamorfosi (1 Stella Michelin) che già ci aveva stupito con la sua Anti Pasta all’ultima edizione di Taste of Roma. La cura per ogni singolo dettaglio permette all’Udon di seppia in brodo di essere un piatto equilibrato che invoglia a mangiarne altro. Piacevole la piccantezza del brodo.

4. Lele Usai, Il Tino

daniele usai agnolotti alla nduja di tonno con patate affumicate

Negli Agnolotti alla ‘nduja di tonno con patate affumicate si riconosce senza esitazione la mano di Daniele Usai de Il Tino di Fiumicino (1 Stella Michelin). Un piatto confortante che rispetto al solito pecca leggermente sulla consistenza della pasta.

5. Giulio Terrinoni, Per Me

giulio terrinoni trippa di rana pescatrice alla romana

Da standing ovation la Trippa di Rana Pescatrice con pecorino e menta di Giulio Terrinoni di Per Me (1 Stella Michelin). Già assaggiata in occasione del Taste Safari, stupisce per la consistenza giustamente callosa e per il gusto che poco si discosta dal piatto della tradizione romana.

6. Gian Luca Forino, La Portineria

gian luca fiorino montenegro

Non delude le aspettative il Montenegro, l’unico dolce assaggiato di Gian Luca Forino de La Portineria. Un cake alla castagna con cremoso alla castagna, meringa, mousse al cioccolato puro 100% e gelée di crème de cassis nel quale acido, dolce e amaro si intrecciano armoniosamente.

7. Marco Bottega, Aminta Resort

marco bottega tortelli di coda di bue con coulis di carote e polvere di sesamo

I Tortelli di coda di bue con coulis di carote e polvere di sesamo di Marco Bottega dell’Aminta Resort (1 Stella Michelin) non stupisce per inventiva. Il gusto però è convincente e ricorda sapori di casa. Consistenza e spessore della pasta corretti, ripieno umido al punto giusto.

Purtroppo, non sono mancate le note negative.

Negativo, e non di Carbonara

massimiliano mascia code di mazzancolle in crosta di corn flakes spinaci al sesamo mousseline aceto balsamico e agrodolce al coriandolo

Peccato per le Code di mazzancolle in crosta di corn flakes, spinaci al sesamo, mousseline all’aceto balsamico e agrodolce al coriandolo di Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola con la cottura del crostaceo di gran lunga oltre quella ideale.

E anche il piatto di Massimo Viglietti dell’Enoteca al Parlamento Achilli (1 Stella Michelin), pesce marinato con tapenade di olive e cioccolato bianco mi ha lasciato perplesso con la proteina scondita ed ogni gusto troppo slegato dall’altro.

Ma se potrete mettere in discussione il gusto, sul motivo della mia profonda delusione poco avrete da commentare.

Antonello Colonna

Ora voi vi chiederete “va ad un evento del genere e non assaggia il piatto dei fratelli Serva?”. Fate bene. Per scelta personale avevo deciso di lasciarlo per ultimo.

Nonostante i lunghi, lunghissimi, biblici tempi che necessitava attendere per far prendere l’ordinazione, essere serviti e pagare e considerando che era necessario sedersi in 5 diversi ristoranti, non mi ero più di tanto preoccupato. Arrivato per le 20 e 15 con l’idea di assaggiare tutti e 10 i piatti ed in possesso di un Carnet, credevo davvero che ce l’avrei fatta.

Alle 22 e 30 circa era quindi giunto il momento di spostarci verso il ristorante Stagioni per la tanto attesa Carpa in crosta di semi di papavero, con maionese di patata, rape rosse, crescione di sorgente e per il Negativo di Carbonara di Antonello Colonna (che ho guardato nella foto del resoconto di Eataly).

A pochi metri dall’ingresso ci accorgiamo che qualcosa non andava. Stavano già pulendo la cucina! Porzioni finite, non mi è restato che consolarmi con il dolce di Gian Luca Forino.

Mi chiedo ancora come sia stato possibile. La buona affluenza (non esagerata a colpo d’occhio) non giustifica. Il chiaro obiettivo della serata era proprio quello di permettere ai clienti di assaggiare tutte e 10 le proposte grazie ai Carnet. Ma i problemi di organizzazione che hanno portato a dei tempi di attesa eccessivi, nonostante la buona volontà di tutti i camerieri in chiaro stato confusionale, hanno avuto la meglio.

Troppa carne al fuoco e per me la conferma che Eataly è soprattutto un ottimo negozio di alimentari. Non siete d’accordo?

[Testo e foto: Matteo Bizzari]



lunedì, 30 gennaio 2017 | ore 16:40

4 commenti su “Perché la festa di Eataly a Roma mi è andata di traverso nonostante i piatti di 10 chef stellati

    • Salve Silvio,
      “Spazio” non è stato nominato perché non avendolo provato non ho avuto la possibilità di giudicarlo. A mio modesto parere è da considerare qualcosa di ben diverso rispetto ai vari ristorantini che ho criticato.
      La Manghi è una cliente che ha partecipato anche lei alla festa per i 10 anni. Come può vedere non sono stato l’unico ad aver avuto problemi quella serata.
      Per qualsiasi altro chiarimento sono sempre disponibile. Buona giornata,
      Matteo

      • Ha fatto male a non provarlo sinora perchè le assicuro che era una delle realtà più interessanti
        della scena romana.Dico ‘era’ perchè mi sembra di aver letto che l’esperienza stia avviandosi a conclusione.Almeno in quella sede.
        Ed era stata realizzata all’interno di Eataly,non un corpo esterno o estraneo.
        Ma evidentemente avendo deciso di non ‘metterci mai più piede’ ha voluto privare di completezza la sua informazione.
        Non dico che Eataly non si possa e debba criticare ma credo sia anche ingiusto il ‘partito preso’
        a prescindere (non prova e non cita Spazio,non prova con frequenza i ristoranti per sua stessa ammissione) di alcuni e lei mi pare uno di questi.

        • Il mio non è assolutamente un partito preso perché non ho nessun interesse a criticare Eataly. Le mie sono solo considerazioni di un cliente che ha provato i ristorantini varie volte e che non accetta più quello che offrono e come lo offrono. Spazio come le dicevo lo reputo qualcosa di diverso ma non esterno. Preferirei un solo ristorante di livello (come può essere per l’appunto Spazio) e per il resto negozio. Ovviamente è solo una mia considerazione, ognuno è libero di pensarla come meglio crede.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.