Vi abbiamo raccontato le aperture di ristoranti etnici asiatici a Milano – come Achar, nepalese, o Yum, filippino, o Saigon, vietnamita.

Ma non dobbiamo dimenticare che la cucina dell’estremo oriente asiatica a Milano è ben rappresentata da anni, con molti ristoranti ormai diventati dei classici, specie cinesi o giapponesi, come Poporoya o l’indimenticato Suntory. O come Shambala, regno meneghino della cucina thai.

Per i tibetani, ‘shambala’ significa ‘fonte della felicità’: sono fermamente convinti della sua esistenza, e la collocano in un punto non meglio identificato dell’Asia Centrale. Per i milanesi, invece, lo Shambala è da anni, per l’esattezza dal 1998,  “il” ristorante thailandese della città. E la loro “fonte della felicità” è collocata in un punto molto ben identificato, nonostante non sia proprio centralissimo: in una ex cascina alla fine di via Ripamonti. Una location che attira una clientela milanese e internazionale, grazie al suo ambiente unico e alla sua cucina.

Tre sale dai colori caldi, di cui una lounge con bancone bar, arredate con mobili, bambu, tessuti e oggetti esotici, quarzi e candele. L’atmosfera è calda e accogliente, anche perché i tavoli sono distanti gli uni dagli altri.

Le sale si affacciano su un giardino Zen, un’oasi di pace che da sola vale la visita. Alberi e bambù, laghetti e candele, statue e baldacchini: non sembra nemmeno di essere a Milano, in un certo senso, e assaporare le varie portate tra le luci soffuse e il rumore dell’acqua è un’esperienza di grande felicità.

Da Shambala la cucina etnica trionfa da sempre, da ancor prima che la cucina etnica diventasse di moda. Le proposte spaziano tra i piatti della cucina del Sud-Est asiatico, principalmente thailandesi e vietnamiti, interpretati secondo l’estro dello chef e in base ai prodotti freschi che si trovano tutti i giorni al mercato.

Con la bella stagione Shambala offre la possibilità di godere della frescura del giardino anche all’ora di pranzo con una particolare formula di piatti unici a 15 € (acqua e caffè inclusi) affiancati da una short list di piatti sempre a prezzi contenuti.

Tra le varie proposte del pranzo: mix di sashimi di tonno e salmone; tartare di salmone; sushi vietnamita accompagnato da insalata fresca ai rollini di pesce spada con verdure marinate al curry saltate in padella; selezione di uramaki di tonno e salmone con insalata fresca; tagliata di carne di manzo ai ferri con verdure al forno marinate al curry e riso kamameshi; insalata di verdure con pollo ai ferri, anacardi e pompelmo rosa e il delizioso poke; insalata di pesce crudo a cubetti (tonno, salmone e pesce spada) con cipolla bianca, avocado, coriandolo, sesamo, leggermente piccante; roll vegetariani con verdure marinate al curry. E c’è anche il classico – e molto apprezzato – pad thai dello chef: noodles di riso saltati con verdure, pollo, gamberi e calamari, servito con una manciata di arachidi e spicchi di lime.

Tra gli extra fra cui scegliere (che sono poi i piatti presenti nel menù serale, in versione “leggera”):

Thai Tuna sashimi di ispirazione nipponica, in versione scottata con semi di coriandolo, pepe rosa e salsa al tamarindo
Po Piah Sod, involtini in carta di riso ripieni di mango, carota, cetriolo con salmone, serviti con salsa agrodolce di miele e zenzero (9 €)
• Yam Mamuang, la tipica insalata thailandese rivisitata con mango e gamberi, servita con fiocchi di cocco tostato, cipolla rossa e menta fresca (13 €)
• Satay Gai, tipico piatto thailandese di spiedini di pollo marinati al curry accompagnati da insalata verde e salsa di latte di cocco e burro di arachidi (9 €)
•  insalata Shake, di ispirazione giapponese, con alghe wakame e tosaka aka a far da letto a piccoli bocconi di salmone marinati nel limone (13 €)
 Rollini vegetariani, avvolti in alga e ripieni di germogli di soia, mango, erba cipollina, daikon e serviti con salsa di curry verde, soia e lychees (8 €)
• Rollini Arcobaleno, in carta di riso, con carote, zucchine, rapa, cipollotto e vermicelli di soia, serviti con salsa agrodolce (9 €).

Resta ovviamente più ampio il menu serale, che con il cambio di stagione si arricchisce di nuove ricette ideate da chef Chandana Udesh, comprendendo anche svariate proposte per chi segue un regime alimentare vegetariano o vegano.

Ogni sabato e domenica a pranzo, dalle 12 alle 16, rigorosamente da prenotare con largo anticipo, perché sempre sold out,  Shambala propone con successo, da anni, il Brunch per famiglie, con ricco buffet di piatti mediterranei, americani e asiatici a 30 € per gli adulti, 15 € per bambini dai 4 ai 9 anni, gratuito per bambini fino a 3 anni. Unico nel suo genere per i laboratori artistici per i bambini con la presenza dei membri dell’associazione Cuore e Parole Onlus, che organizza giochi per i più piccoli con frutta, verdura e colori avvicinandoli così ad una sana e corretta alimentazione.

Shambala. Via Ripamonti, 337. Milano. Tel. +39 025520194.

[Immagini. Shambala, Melis]

2 Commenti

  1. “Shambala, regno meneghino della cucina thai…”
    Francamente molto bello e molto utile come preliminare…
    …da qui a chiamarlo regno meneghino della cucina thai ne passa.

  2. @abi hai ragione. Innazitutto non vi è ancora un vero ristorante Thai a Milano. Shambala è un buon fusion di viet/thai/sud est asiatico in generale con prezzi molto poco popolari. Bussarakham lo era, ma ora si è venduto ai cinesi, come tutti I finto-thai di Milano. Di thai, sul menu, c’è un approssimativo pad thai. Forse perchè va bene ai gusti meneghini. Eppure oggi si viaggia, si dovrebbero riconoscere il sapori veraci. Il contest del giardino è innegabilmente bellissimo.

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