Può capitare che un locale sfugga al mio “risto-radar”, il radar per le nuove aperture che mi trascina in giro per la città: è successo con Pasta d’Autore, al Carrobbio, in via Cesare Correnti a Milano.

[do action=”jq”/]

Aperto dall’11 maggio dell’anno scorso, io l’ho notato solo qualche settimana fa, quando sono passato da Chicco do Mexico, lì vicino – anche perché è aperto la sera, per cena, solo da poco tempo.

Nonna, mamma, figli: questo il team che sta dietro, e dentro, Pasta d’Autore.

L’Italia è la patria della pasta, quella buona, fatta come si deve. In ogni famiglia ci sono delle particolari ricette, delle ricette d’autore, uniche e peculiari, ma sicuramente molto speciali e autentiche. Con Pasta d’Autore vorremmo cercare di portare a tutti le nostre ricette, per come le conosciamo e per come le amiamo. Ma oltre alle ricette cerchiamo di seguire un metodo di preparazione dei piatti fatto di cura dei dettagli, qualità e tradizione, tipico di una vera e propria casa.

E l’aria di casa c’è, senza dubbio, e non solo perché la pasta la potete comprare e cuocere nella vostra cucina. Nell’ambiente, ma soprattutto nel menu – che, evidentemente, è solo di pasta, e qualche dolce.

I prezzi, dagli 8 € ai 12 €, le porzioni abbondanti 2 € in più.

Ogni giorno vengono proposti alcuni formati di pasta, e una serie di sughi da abbinare.

[do action=”bcapdx”/]

La pasta viene fatta fresca tutti i giorni – anche per questo, immagino, della dozzina mi sembra di formati possibili ne vengono proposti solo alcuni, cinque o sei.

E per questo non c’è un menù stampato, ma una tavoletta con i vari tipi di pasta (veri, ci sono i fusilli o i tagliolini attaccati alla tavoletta, così anche i numerosi stranieri sanno di cosa stiamo parlando), fra i quali ti vengono indicati quelli preparati per quel giorno: fusilli, ravioli, pappardelle, tagliatelle, chicche, spaghetti quadrati e così via.

I sughi invece vengono descritti a voce. Devo aggiungere, con precisione, e con gentilezza.

Ho provato – in porzione normale – i ravioli di brasato, con sugo al brasato: un classico, mi si dice, della casa. Forse avrei messo qualche spezia in più nel sugo, ma comunque il risultato è buono: buono il ripieno, buona la pasta, bella “stagna”, diceva mia nonna.

Anche la pasta delle pappardelle mi è piaciuta – ho apprezzato anche il sugo di verdure, anche se, anche qui, suggerirei di aggiungere una punta di sapore, che lo sostenga un poco.

Indeciso se provare un terzo piatto di pasta o il tiramisu, ho optato per il tiramisu – giusto perché è quello della nonna, e non sia mai che io non provi un dolce della nonna.

[do action=”jor”/]

E ho fatto bene: bello, a parte il fantasma di forchetta disegnato con la polvere di cacao sul piatto, e soprattutto buono: l’equilibrio crema-biscotti c’era, come non sempre succede. E di crema ne avrei mangiata una tazza a parte – ma questo è un altro problema.

[do action=”moretti-300-dx”/]

Brava nonna. Che poi c’è davvero, la nonna, non è un claim pubblicitario. Anzi, si è fatta ritrarre con Chef Rubio durante una serata di Origami Italiani (ricordate le nostre proposte per il FuoriSalone 2017? ecco, una vedeva Rubio e Filippo Protasoni con un laboratorio qui a casa di nonna).

Il dubbio è: si saranno scambiati le ricette?

Pasta d’Autore. Via Cesare Correnti, 7. 20123 Milano. Tel. +39 0235953304.

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati, Pasta d’Autore]

Per vedere più Scatti di Gusto su Google, aggiungici alle fonti preferite
Emanuele Bonati

Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti