Un nuovo caffè, napoletano, a Milano: ve lo avevamo detto. Per carità – di caffè napoletani, o sedicenti tali, ce ne sono già per così, in città (ho già detto quanto mi renda felice questa capacità della mia città di attrarre persone che si occupano di far da mangiare, con i loro prodotti e le loro tradizioni?).

Da ultimo, hanno aperto un po’ dappertutto dei piccoli Caffè Napoli, vicini al concetto di locale-monoposto-su-strada che sembra andare per la maggiore di questi tempi.

La novità è che ha aperto Chicco do Mexico al Carrobbio. Ero andato a dare un’occhiata prima che aprisse, e ci sono tornato dopo una settimana. E il posto promette di dire qualcosa di buono.

A partire dalle dichiarazioni iniziali, che campeggiano sul menù del locale:

Il caffè è una cosa. Il caffè napoletano è un’altra cosa. Il caffè ha scelto Napoli come proprio domicilio stabile: è qui che si sentiva a casa.
Il segreto del caffè napoletano non sta nell’acqua di Napoli o in chissà quale altra diavoleria. Il segreto sta in chi lo fa: il Napoletano.

Una dichiarazione di poetica e di politica tutta da verificare. A partire dal caffè, ovvio: e direi che ci siamo. Una miscela 100% arabica, intenso e cremoso. Rigorosamente zuccherato, com’è a Napoli: il caffè amaro è una variante esotica, un po’ come il marocchino. Lo dice chiaramente una scritta sopra il bar: “Da noi il caffè viene servito zuccherato, solo su richiesta Amaro” [la virgola l’ho aggiunta io].

E per ribadirlo alla cassa insieme allo scontrino ti viene consegnato un bigliettino con la tua ordinazione: e per il caffè ci sono due bigliettini diversi.

Questi sono solo alcuni dei biglietti: ad esempio, ce n’è uno anche per la sfogliatella..

Ho provato a prenderlo, per vedere se funzionava – sì, funziona, molto bene, sfogliatella ottima.

La tazzina viene messa in posizione, poi lo zucchero, la leva (naturalmente la macchina da caffè è di quella alla napoletana, a leva) azionata, e in pochissimo tempo è pronto. Ed è buono, molto buono, il caffè.

E viene venduto anche, nella versione in cialde: mi sembra sia prevista anche quella in capsule. Ma io, che mi faccio il caffè con la caffettiera, a casa, aspetto quella di caffè “vero”, in chicchi.

Il Caffè Mexico a Napoli nasce nel 1957, ed è una delle eccellenze cittadine – Scatti lo aveva segnalato tempo fa come uno dei caffè “da salvare” in occasione di una delle famigerate inchieste di Report. E quest’anno ha deciso di salire al Nord con questo format “gourmet”. Il locale è in fondo a via Torino, e si affaccia sul Carrobbio con quattro vetrine.

Ovviamente è aperto dalle 7 del mattino, con una serie di brioche e cornetti – e le sfogliatelle, e anche i brownies (una concessione ai gusti “nordici”?). E una proposta di 15 tè, cinesi, e sfusi, non in bustina ma con la classica pallina. E per la pausa pranzo una serie di piatti, insalate, panini – tutto con ingredienti locali, ovvero campani. E anche un po’ di prodotti in vendita.

L’unico difetto? Il locale è lungo e non larghissimo. Ma scommetto che stanno già pensando a un Cafè do Mexico 2…

Chicco do Mexico. Largo Carrobbio. 20123 Milano. Tel. +39 0236566354