Roma. Com’è la strepitosa ravioleria cinese di Prati in attesa dell’apertura a Ostiense

Gianni Catani di cinaincucina offre a BIS Take Away in Via Giovanni Vitelleschi a Roma una selezione di ravioli e piatti tipici della cucina cinese.

Noi di Scatti di Gusto lo avevamo già provato e ci aveva confermato già al tempo la sua genuinità.

Il format è piaciuto a molti e il ristorante da una sera a settimana è arrivata ad aprire le sue porte alla cucina orientale tutti i giorni a cena (dalle 18 alle 24).

Perché tornare? Per scoprire le novità, chiaro.

Effettivamente oltre a trovare un’offerta diversa e più ampia ci è stata confidata l’apertura del nuovo locale a Ostiense.

L’offerta del nuovo ristorante ricalcherà fedelmente la filosofia che ha ispirato questo prototipo di dumpling bar.

E allora, come meglio anticipare la nuova apertura se non ripercorrendo le tappe dell’esperimento?

La cucina cinese fa riferimento a un territorio vastissimo e nei secoli è stata in grado di differenziarsi generando un ricco ricettario da cui attingere con variazioni regionali che non si fermano al semplice dettaglio ma in questo caso, al metodo di cottura.

A dire la verità le esigenze che hanno portato Gianni ad usare un impasto più spesso rispetto alla delicata sfoglia cotta al vapore provata la prima volta (tipica del sud della Cina) sono state di tipo tecnico ed è stata preferito un impasto di farina di grano tenero (al posto del riso) che resistesse alla bollitura, procedimento adottato nel nord.

La cucina proposta non è tuttavia addomesticata come in molti locali etnici. Lo chef si addentra solo nei ristoranti gremiti di emigrati cinesi, garanti di una ricerca del sapore autentico.

I ravioli vengono preparati ogni giorno a mano dallo staff e subiscono una precottura per essere poi rapidamente rifiniti con una bollitura e un passaggio sulla piastra prima di essere serviti.

È anche possibile comprare a portar via tramite App.

I ravioli vengono serviti con quattro differenti salse; pechinese, piccante, agrodolce e l’intramontabile salsa di soia.

Il primo ad essere servito è il dumpling con agnello, giallo per l’impasto condito con carote e barbabietole e gustoso risente purtroppo di una pecca comune a tutti i ravioli che ho assaggiato, l’unto.

Nulla di drammatico e la carne non viene smorzata del suo gusto neanche dalla salsa piccante, con cui consiglio l’abbinamento.

Segue il raviolo con i gamberi, delicato si sposa con la salsa pechinese e la sua spiccata nota di anacardo. La morbida pasta contribuisce al globale senso di comfort food del piatto.

Intramontabile è il Gyoza con carne di maiale e verza, molto sapido e deciso (ma non abbastanza quanto la variante con cipolla che avrei voluto assaggiare).

Un evergreen cotto (anche) con salsa di soia non disdegna la nota zuccherina della salsa agrodolce, una coppia decisa che vi manda in paradiso.

Segue il rosato dumpling con manzo. Colorato con colorau (mi si perdoni l’allitterazione) ma senza urlare al fusion la funzione è decorativa e funzionale (permettere agli chef di non sbagliare farcitura), il manzo detiene il gusto senza essere influenzato dalla bacche brasiliane alla base del colorante. Si sposa bene con la salsa agrodolce.

Molto meno incisivo, per sua natura è il raviolo con verdure e tofu, l’arachide spezza il piatto ed è l’anello di congiunzione perfetto con la salsa pechinese che potrebbe essere preferito a un più classico abbinamento con soia.

Vengo intercettato prima che me ne vada e assaggio anche un secondo raviolo con gamberi, stavolta con salsa piccante e pasta ancora più spessa. Il sapore del gambero viene quasi annullato dal condimento, ma il composto farinaceo ne ammortizza l’incidenza.

Un’esperienza diametralmente opposta al precedente dumpling con crostaceo che conferma la differenza abissale che può intercorrere tra diverse preparazioni di uno stesso concetto di partenza.

I prezzi oscillano tra i 4 € fino a un massimo di 5.50 € per ogni coppia di ravioli, un prezzo non proibitivo per entrare a gamba tesa nella tradizione cinese.

BIS Take-Away. Via Giovanni Vitelleschi, 38, 00193 Roma



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