Solo ora posso restituire un “regalo” a Riccardo Camanini, chef stella Michelin al Lido 84 di Gardone Riviera.

Colpa di una deviazione della memoria.

Ma andiamo per gradi. Anzitutto, partiamo da chi è Riccardo Camanini – uno degli chef di cui si parla molto, e bene, in questi ultimi tempi. Classe 1973, bergamasco, ha in curriculum l’Albereta di Erbusco con Gualtiero Marchesi, Le Manoir aux Quat Saison con Raimond Blanc, La Grande Cascade a Parigi, con Jean Louis, che è come dire Alain Ducasse. Per poi prendersi la responsabilità di Villa Fiordaliso, stella Michelin a Gardone Riviera, intervallata da incursioni in varie cucine in giro per l’Europa, e passare nel 2015 al Lido 84, sempre a Gardone Riviera.

E alla (prima) stella Michelin, ottenuta in soli sei mesi dall’apertura.

Ma parlavo di regali.

Lui a me: un regalo letterario

L’ho incontrato quest’inverno a Identità Golose, dove cucinava ispirato da Marco Gavio Apicio (autore del De re coquinaria, il più noto ricettario della latinità), e dove poche ore dopo veniva premiato come Cuoco dell’Anno 2017.

Riccardo Camanini, dunque, parlando di Apicio da chef e non da latinista (mentre io ho fatto lettere classiche e non cucino), mi ha regalato una delle chiavi di lettura più belle dei testi di questo autore. Lo considero davvero un regalo.

Mi ha detto, più o meno “Io leggo Apicio con la traduzione e fronte. Lui nelle ricette usa i verbi al futuro: ‘prenderai’ … ‘troverai’ … ‘sceglierai’. Questo è bellissimo: è la sorpresa, la scoperta!”

La sorpresa. La scoperta. Due spinte potentissime per creare. Per stupirsi creando, per creare stupore. Con piatti come “la cacio e pepe nella vescica“.

Io a lui: una memoria cinematografica

Poi mi ha raccontato di essersi comprato una pressa (aveva appena finito di presentare un rognone al torchio). Una pressa monumentale, d’argento, con cui estrarre succhi dalle carni, dai crostacei, dai volatili…

E io mi sono ricordata di un film visto anni fa, dove un personaggio moriva con la testa orribilmente ridotta in una presse à canard. La mia memoria tralascia titoli, trame e finali, ma registra indelebilmente dettagli come questo. Gli ho promesso che avrei trovato il film e glielo avrei fatto sapere.

Convintissima che fosse un episodio di una serie TV tipo Ellery Queen, Maigret o Poirot ho cercato a più riprese nella direzione sbagliata.

Poi, improvvisamente, la googlata giusta, ed ecco: Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa – una commedia noir del 1978 di Ted Kotcheff a concatenazione di delitti, con un cast stellare dove brillano Jacqueline Bisset, George Segal, Robert Morley e altri grandi attori.

In questo film di quasi 40 anni fa Jean-Pierre Cassel finisce al forno e Stefano Satta Flores affogato in una vasca di aragoste.

Philippe Noiret, per l’appunto, con la testa nella pressa. L’assassino mette in scena un vero e proprio menu criminale.

Io a voi: un invito-augurio

Il mio è un invito e un augurio al tempo stesso. Invito a provare la cucina di Riccardo Camanini a Gardone, sulla Riviera dei Limoni, un angolo fortunato sia per la bellezza che per la ricchezza dei prodotti, che ritroverete tutti nei suoi piatti. Augurio a tutti voi di sorprendervi delle scoperte e di scoprire le sorprese del menu del Lido 84.

Ristorante Lido 84Corso Zanardelli, 196. Gardone Riviera (Brescia). Tel. +39 036520019.

[Immagini: Lido 84, rognone: courtesy Magenta Bureau]