Il weekend è arrivato e noi vi proponiamo La Pizza della Settimana, cioè la pizza che dovete assolutamente assaggiare.

La vedete in foto. Una pizza gialla per la vellutata di zucca abbinata alla stracciata di Andria e alle alici di Cetara.

L’ingrediente in più che dona personalità è la polvere di liquirizia.

Una pizza di grande equilibrio, morbida, tendente al dolce ma con l’acuto della liquirizia che lo smorza (9 €).

La trovate alla pizzeria I Masanielli di Sasà Martucci, fratello del campione di like Francesco che ha da poco aperto il suo nuovo locale sempre a Caserta.

Sasà Martucci condivide con il fratello la scelta delle farine e il procedimento, ma il suo impasto è più tenace.

Enciclopedico il menu che conta una sessantina di farciture pronte a mettere in difficoltà anche il cliente più smaliziato.

Da una così grande assortimento abbiamo scelto una classica Margherita (4,50 €), anch’essa ben equilibrata.

E poi una “del Monaco” per la presenza del famoso provolone (9 €).

Davanti agli occhi mi è transitata anche una Gluten Free con i caratteri visivi propri di una pizza “normale”.

Valido il servizio in sala e la cortesia di Giovanna, cameriera che girava premurosa tra i tavoli. Un altro motivo di vanto per questa pizzeria il cui neo più evidente è la lunga fila. Meglio quindi andarci prima possibile per assaggiare la Liquirizia in Giallo.

Pizzeria I Masanielli di Sasà Martucci. Via Antonio Vivaldi, 23. Caserta. +39 0823 220092

1 commento

  1. Vorrei soffermarmi sull’alveolatura del cornicione di questa pizzeria.
    .
    Come si può osservare gli alveoli sono piccoli e separati da pareti spesse.
    L’impressione è di un cornicione “panoso” cioè che ricorda la mollica di alcuni tipi di pane.
    In altre pizze abbiamo visto alveoli più grandi e con pareti sottili.
    Ma, attenzione, questo non significa che la pizza non sia buona: ma andrebbe valutata la sua elasticità premendo leggermente il cornicione tra le dita.
    Le sezioni, dopo il taglio, sono ammaccate ma, attenzione, anche questo è collegato al discorso precedente e non è possibile dare una giusta valutazione soltanto guardando le foto.
    Difficile valutare anche il grado di cottura “interno” che può essere diverso dalla cottura esterna del cornicione:
    è chiaro che una struttura panosa avrà bisogno di più tempo di cottura di una più arieggiata. Ma il rischio è la perdita della morbidezza che permette alla pizza napoletana di piegarsi senza rompersi.
    Alcune pizzerie si stanno allontanando da questa caratteristica importante della pizza napoletana, che è la morbidezza … unita all’elasticità.
    Non sono più napoletane. O almeno non da podio.
    .
    La “confusione mentale” sulla pizza napoletana è aumentata negli italiani, compreso i napoletani, con l’aumentare delle nuove tendenze “modaiole” gonfiate, come un canotto, dai food blog.

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