Il prossimo 27 gennaio aprirà al pubblico il nuovo Spazio Niko Romito di Roma, in Piazza Verdi 9E.

Dopo i locali di Rivisondoli, Roma all’interno di Eataly Ostiense e Milano all’interno del Mercato del Duomo, Spazio Niko Romito apre nel quartiere Pinciano Parioli con un nuovo concept e una proposta gastronomica dal respiro internazionale.

Il nuovo ristorante del tre stelle Michelin è un locale multifunzionale: non solo un ristorante ma anche un caffè, una rosticceria, un luogo dove prendere un aperitivo o fare merenda, dove acquistare una forma di pane o un’insalata da asporto.

Lo spazio è fisicamente diviso in due aree: un corridoio collega il ristorante, che avrà un’offerta gastronomica allineata a quella degli altri Spazio, a una seconda zona, Spazio Pane Caffè, un locale veloce, divertente, informale da vivere tutto il giorno.

Spazio Pane Caffè introduce un modello ristorativo nuovo che risponde al costante mutare delle modalità di fruizione dell’esperienza gastronomica. Un concetto di tavola calda “evoluta” dove il pane è protagonista assoluto e rappresenta il fulcro del menù, declinandosi in una serie di creazioni che raccontano la semplicità della tradizione interpretata da Niko Romito.

Spazio è un format di ristorazione di mezzo che nasce come appendice della Niko Romito Formazione con l’obiettivo di valorizzarne le risorse. Con la moltiplicazione delle aperture la formula di Spazio si è evoluta e l’offerta si è riposizionata verso l’alto, proponendo una ristorazione che pur mantenendo i contorni dell’informalità è estremamente curata, a tratti ricercata, sia nella sostanza e filosofia del menù che nel profilo del servizio.

Una crescita che si riflette anche nel nome: fatta eccezione per Spazio Rivisondoli, che continuerà a chiamarsi “Spazio: un progetto della Niko Romito Formazione”, gli altri locali si chiameranno “Spazio Niko Romito”.

Spazio Roma è il primo progetto nato dall’incontro con Italia Cibum SpA, realtà imprenditoriale che nasce con l’obiettivo di promuovere in Italia e nel mondo i valori dell’enogastronomia italiana e delle sue eccellenze alimentari, offrendo servizi di ristorazione, formazione culinaria, turismo enogastronomico e servizi legati al mondo del food. L’azienda, attraverso un’operazione finanziaria che ha visto Banca Profilo in qualità di advisor, ha messo a punto un piano di investimenti con l’intento di presidiare più segmenti della filiera del food creando un modello di business che rappresenta un unicum nel settore.

Dalla collaborazione con Niko Romito è scaturito il progetto di evoluzione e internazionalizzazione del format Spazio. Il piano prevede la realizzazione di 8 ristoranti in 5 anni, con un investimento di circa 20 milioni di euro, e presenta uno dei più ambiziosi programmi di sviluppo del settore in grado di ampliare e innovare ancor più i modelli imprenditoriali di successo della cucina di qualità nel mondo.

Spazio Pane Caffè

L’offerta gastronomica dell’area Caffè è divisa in due momenti principali: una colazione servita dalle 7,30 alle 11 e un menù unico che copre pranzo, merenda, aperitivo e cena.

A colazione. Il menù è modulato sulla colazione gourmet di Casadonna, con prodotti freschi realizzati nel laboratorio di pasticceria come i succhi di frutta, le brioche vuote e ripiene, le fette biscottate e i biscotti secchi, le crostatine, i maritozzi, le ferratelle abruzzesi.

Dalle 11 in poi. Il menù è pensato per non creare percorsi obbligati e dare a ciascuno la possibilità di costruirsi la propria esperienza senza limiti di portata o di orario. Ci sono i prodotti lievitati come panini e focacce, una selezione di primi, secondi ispirati alla cucina regionale in particolare del centro-sud, i toast e le insalate, le zuppe e i brodi, la fetta di pane con gli intingoli (su tutte “Pane e ragù”) e la rosticceria. Infine i dessert, con il concetto dei dolci al carrello e della casa.

Spazio Pane Caffè sarà il primo punto vendita di PANE, la nuova divisione del gruppo Niko Romito che si occuperà della produzione del pane per Spazio e per tutti gli altri progetti. Come in una panetteria di quartiere si potrà acquistare il pane fresco quotidianamente, sempre caldo nel corso della giornata. Le forme di pane da 800/900 grammi sono prodotte in Abruzzo, dove sono abbattute per mantenere intatte le caratteristiche organolettiche e poi rigenerate direttamente nel laboratorio di Roma.

Il ristorante. Come per altri ristoranti Spazio, il menù viene studiato nei laboratori di Casadonna da Niko Romito e Gaia Giordano, Executive chef del progetto. È uguale in tutti gli Spazio Niko Romito, ma in ogni città accoglie alcune varianti legate alla cultura del luogo e ai prodotti locali. La cucina è contemporanea, autenticamente italiana e orientata a gusto, leggerezza e creatività.

La superficie complessiva è di 450 metri quadri divisi in due aree: il ristorante e il caffè, uniti da un corridoio di raccordo e affacciati rispettivamente su via Guido D’Arezzo e su Piazza Verdi. La sala del ristorante ha circa 70 coperti, con un tavolo sociale e la grande cucina a vista dove è possibile mangiare appoggiati al bancone osservando la brigata al lavoro. Spazio Pane Caffè ha un bancone centrale dove sedersi a mangiare oppure ordinare specialità da asporto, e 8 tavoli che affacciano sulla piazza. Anche qui, il laboratorio cucina è a vista.

Tutt’intorno, i palazzi residenziali in stile umbertino da cui partire per una passeggiata che in pochi minuti porta a Villa Borghese e alla terrazza del Pincio.

Il progetto architettonico è stato curato dallo studio Triplan, che attraverso un’attenta ricerca di materiali, colori e dinamica delle luci, ha ideato un ambiente in continuità con Casadonna e i vari ristoranti di Romito.

Executive Chef di Spazio Milano e Spazio Roma è Gaia Giordano, al fianco di Niko Romito dal 2012 e sin dall’inizio responsabile del progetto, premiata come “Cuoca dell’anno” dalla Guida ai Ristoranti d’Italia 2018 de L’Espresso.
La direzione del ristorante è affidata a Roberto Bergamin, precedentemente nella compagine del progetto romano ‘Gusto. L’accoglienza è affidata a Sabrina Romito, già responsabile di Spazio Roma a Eataly Ostiense e dello Spazio Zero e Rivisondoli. Maître di sala e sommelier è Valerio Capriotti, Miglior sommelier per Identità Golose nel 2014 e responsabile del Miglior servizio di sala nel 2015 per il Gambero Rosso. Al bar Mauro Cipollone. In sala e in cucina le brigate sono formate da giovani cuochi provenienti dalla Niko Romito Formazione e da professionisti con precedente esperienza al Reale e nei ristoranti Spazio

6 Commenti

  1. Il nuovo ristorante del tre stelle Michelin è un locale multifunzionale: non solo un ristorante ma anche un caffè, una rosticceria, un luogo dove prendere un aperitivo o fare merenda, dove acquistare una forma di pane o un’insalata da asporto…..

    Un bravo agli chef che sfruttano il momento d’oro della loro categoria, un luogo che nasce per fare cassa praticamente solamente.

    • Che brutta cosa!!! Lavorare per fare soldi, che cosa vile e volgare! Creare posti di lavoro, non sia mai! Acquistare pane e piatti da portar via (dov’è il problema? non si usano i servizi di delivery?), non si fa! Mangiare a tutte le ore, dai, non è elegante (nel ristorante davanti al mio ufficio ci sono stranieri che mangiano alle 11, o alle 17: non si fa!).
      Lo scopo di uno chef quindi non è dar da mangiare secondo le sue idee e le sue conoscenza, nei modi e nei tempi che crede lui o che pensa che siano quelli che desidera la clientela, a chi non vuole o non può mangiare a casa sua, bensì celebrare una specie di liturgia, possibilmente con un minimo margine di guadagno, aperto negli orari canonici, che serva antipasto primo secondo dolce e (forse) caffè, nemmeno il prosecchino di benvenuto, pagare e andare…

  2. Locali così a Roma ce ne sono svariati
    Se ne sentiva proprio il bisogno.

    Peccato perché dallo chef Romito speravo in un vero e proprio ristorante…

    • Hai ragione. Un ristorante da 70 posti, curato da Romito e dalla Giordano, non è di sicuro un ristorante. Conosco Spazio Milano: ci sono tavoli e camerieri, una cucina con della gente che si aggira fra i fornelli, della posateria, luci direi abbastanza soffuse da rendere complicato fare delle belle foto con l’iPhone, delle bottiglie di vino, una cassa, addirittura, all’uscita dove pagare il conto: con che coraggio lo si può definire ristorante?

      • Bonati: mi meraviglio di lei!
        Non ha nominato il somellier delle acque minerali, e tutti sappiamo che il moderno gentiluomo non li considera ristoranti se non hanno il somellier delle acque minerali! gh!

        • In effetti, non l’ho nominato, per alcune semplici ragioni:
          1. non so se ci sia o meno – a Milano non c’è
          2. in realtà l’articolo non è mio
          3. a voler essere precisi, il soMeLLier non esiste neanche – magari il soMMeLier
          A voler ben vedere,
          4. questo non è un ristorante, come commentano i tuoi co-commentatri qui sopra
          5. il “moderno gentiluomo” è il solito luogocomunismo di voi fighetti del commento libero (scusa – mi è venuta adesso – la userò spesso d’ora in poi…)
          6. perché non dovrebbe esserci? quante marche di acque minerali ci sono? magari ci possono essere differenze che un esperto conosce e che ci possono aiutare nella scelta: visto che comunque la paghiamo, tanto vale

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