Un anno fa aveva già previsto tutto quello che sarebbe successo? Progetto studiato a tavolino? Solo lucida follia? Chef o personaggio?  Intanto i video di Salt Bae, questo il nome diventato famoso grazie alla rete, sommano 2 miliardi di visualizzazioni.

E ad espandere la sua catena di steakhouse oltre la Turchia e il Medio Oriente – come avvenuto recentemente, a Midtown Manhattan – devono aver contribuito non poco.

Qualcuno però, oltreoceano, s’è posto un nuovo problema.

Costui profferisce parola? Chiacchiera? O è solo distintivo – ovvero maglietta bianca, occhiali da sole scuri ed i capelli tirati indietro?

Ad aiutarci a risolvere la cosa è “Sunday Routine” del New York Times, la rubrica che racconta come i VIP passano le loro domeniche.

E questa volta era il turno del “nome” del momento a New York.

Ne è venuto fuori un ritratto “lavorativo”, di cui riportiamo qualche brano, con la sensazione che tutto ciò faccia perdere un po’ di quell’aura faticosamente conquistata ad ogni selfie.

Parla un inglese lento e rudimentale mentre raccoglie esattamente otto uova sode per consumare solo i bianchi.
Tramite un traduttore trovato in cucina, il signor Gokce racconta del suo passato militare e del duro lavoro come macellaio per provvedere alla sua famiglia in Turchia.
Ora, finalmente, il suo impegno viene ricompensato.
Scapolo, 35 anni (con 13 figli), a New York vive nel lussuoso Plaza Hotel, vicino al suo nuovo ristorante.

La sua giornata tipo

Domenica mattina sveglia alle 6 o alle 6:30, palestra.
Una tazza di caffè prima di iniziare l’allenamento.
Per sembrare più forte e stare meglio.
In palestra lascia tutta l’energia negativa e va al ristorante con maggiore carica positiva.

Una dieta ricca di proteine, tanto albume, pochissimo pane tostato, formaggio, pomodori.

Una volta al ristorante riunione con lo staff.
Si parla di quello fatto la sera prima, di cosa manca, di cosa si potrebbe fare per migliorare.
E poi si passa a preparare le carni per la giornata.

Durante il servizio la maggior parte delle carni vengono servite direttamente da lui.
Va in ogni tavolo, taglia la carne e fa l’ormai famoso gesto del sale (cosa che ha incuriosito anche David Beckham, che è andato a fargli visita in compagnia dei figli).
Senza pausa si sposta da un tavolo ad un altro.
Insomma comprende bene che la gente va lì per vederlo e che vuole essere servita da lui.

Va allo stesso tavolo anche tre volte.
Non si considera né un semplice macellaio né un proprietario di un ristorante.
“Vedo il mio lavoro come un’arte perché faccio arte con la carne e la mossa è come un tocco finale su quest’arte” – afferma Sal Bae – “La mossa mi è venuta da dentro”.

Rallenta solo verso la mezzanotte.

“Valuto quanto siano contenti i tavoli e valutiamo la serata con lo staff” continua “se le persone vogliono fare selfie, faccio selfie.

Apprezzando molto la musica, a fine giornata, ascolta insieme allo staff alcuni brani al bar, anche per scaricare la tensione.

Sono l’ultimo ad andare via” spiega “credo che dare l’esempio sia una delle cose più importanti di questo lavoro. E’ cosi che le persone ti seguono. Al ristorante sono un leader, e mi comporto da tale, solo così le persone dello staff cercheranno di fare meglio. Io ci credo fermamente e faccio così ogni giorno”

“E’ stancante, lo so, non rientro in hotel mai prima delle due di notte” conclude “ma essere stanchi fisicamente non è importante. Quello che serve è la mente. Riposando un po’ la stanchezza fisica passa ed adorando il mio lavoro non mi sento stanco. Mi basta una doccia veloce, uno sguardo alle notizie del giorno e, dopo una valutazione della giornata, nonostante la tv in hotel, vado subito a dormire, senza sacrificare il sonno.”

Mi viene un dubbio, non è che questo qui ha sottoscritto un patto con il diavolo?

[crediti:NY Times, Grub Street, EaterNY]

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