Un ululato si è alzato dal web. La Pizza Margherita di Carlo Cracco in Galleria a Milano non è degna di essere annoverata non dico tra le migliori pizze di Milano, ma nemmeno tra le pizze margherite in genere. Anzi, non dovrebbe essere nemmeno considerata una pizza.

I fautori del partito del No Cracco – No Pizza sono geolocalizzati in massima parte nell’area della Campania con una maggiore concentrazione a Napoli.

L’assioma è che la pizza margherita in quanto tale è codificata da un disciplinare che la protegge.

In realtà la protezione STG è accordata alla Pizza Napoletana  in tre varianti che non vengono nominate ma sono descritte come dischi di pasta su cui vanno aggiunti pomodoro e origano, pomodoro e mozzarella STG (fate attenzione), pomodoro e mozzarella di bufala campana DOP oltre all’olio extra vergine di oliva che noi “esperti” di pizza classifichiamo come Marinara, Margherita e Margherita con bufala.

Sorpresa! Non c’è la protezione della Pizza Margherita sic et simpliciter.

Che invece è accordata dal regolamento dell’Associazione Verace Pizza Napoletana che parla espressamente di margherita e marinara e che sottomette al rispetto del suo disciplinare l’ingresso e la permanenza delle pizzerie nel suo club.

Come farebbe giustamente un circolo sportivo o un’altra qualsiasi associazione che si sia data un regolamento.

Pizza Margherita, le migliori

In attesa di vedere come la marea di oppositori alla pizza di Carlo Cracco riusciranno ad agire per evitare il protrarsi di questa nefandezza (qui ci va la faccina che piange dal ridere), sarà meglio segnalare le 5 migliori pizze margherita per evitare di trovarsi al cospetto di una finta pizza deprecata da Gino Sorbillo nel post su Facebook che ha infiammato gli animi.

Noi partenopei dovremmo scandalizzarci di più quando troviamo in giro pizze che fraudolentemente vengono vendute e pubblicizzate come pizze della nostra tradizione addirittura con l’aggiunta di riconoscimenti Stg, Dop, Doc e roba del genere”.

1. Gino Sorbillo

E non possiamo non partire da Gino Sorbillo, il trita like di Facebook e Instagram che ha aperto alla pizza cracchiana con un endorsement che ha fatto gridare alla lobby mediatica. La pizza napoletana deve confrontarsi, è questa la sostanza del suo ragionamento, per uscire sempre vincitrice. Certo lui lo può dire dall’alto della sua strepitosa pizza a ruota di carro di Via Tribunali, la culla della pizza napoletana che viene proposta a un prezzo popolare. Se proprio dovete dirgli qualcosa di negativo potete rifugiarvi sulla fila all’esterno della sua pizzeria. La deriva gurmé potete sempre ritrovarla nella pizza Carolina con il pesto di Roberto Panizza che la dice lunga sulla capacità sorbilliana di scegliere i migliori prodotti disponibili.

Gino Sorbillo. Via dei Tribunali, 32. Napoli

2. Attilio Bachetti

Molti nemmeno lo conoscono per il suo low profile in tema social e stampa, ma Attilio Bachetti è sul ponte di comando di un incrociatore che spara bordate di tutto rispetto. Sua la fantastica pizza a stella farcita nelle punte e ammantata dei migliori prodotti di stagione. Ma la margherita lascia il segno con il suo efficace impasto old style, consistente e scioglievole al punto giusto. Una vera manna per gli ortodossi della tardizione.

Pizzeria Da Attilio. Via Pignasecca, 17. Napoli. Tel. +39 081 5520479

3. Ciro Oliva

Si fa tanto parlare di deriva gurmé e l’ex enfant prodige della Sanità, quartiere di Napoli che vuol dire soprattutto Totò e veracità a piene mani, ha rivoluzionato l’approccio della pizzeria Concettina ai Tre Santi proprio in questa direzione. Le proposte vanno dai piccoli bocconcini fritti ammantati di ragù e di polpette della domenica ai panini con i carciofi e alle freselle di pizza con lenticchie fino alla strabiliante e gourmettissima Fondazione di San Gennaro. Ma l’asso nella manica resta la sua Pizza Margherita che ha fatto girare la testa ai ragazzi di Pilgrims, londinesi in cerca di autori per un servizio sul piatto pop della città partenoepa.

Pizzeria Concettina ai Tre Santi. Via Arena della Sanità, 7 Bis. Napoli

4. Enzo Coccia

Il decano della pizza gurmé che nel suo approccio popolare ha significato uagliù usate l’olio extravergine di oliva sulla pizza è il pioniere della declinazione della pizza buona per davvero che pretende e ottiene ingredienti di prima qualità. Una fede più che una dichiarazione come purtroppo sono adusi fare molti suoi colleghi che ha il rito celebrato nella pizzeria La Notiza numero 2, “quella verde” che è sulla stessa strada ma un “po’ più giù”. E se non siete pratici della toponomastica napoletana, segnatevi i due numeri civici della Pizzaria (scritto proprio così) a via Michelangelo Da Caravaggio.

Pizzaria La Notizia 94. Via Michelangelo da Caravaggio, 94. Napoli. Tel. +39 081 1953 1937

5. Teresa Iorio

La pizzaiola per eccellenza è lei, Teresa Iorio che nonostante due campionati mondiali vinti a mani basse (con il secondo ben più difficile del primo) è rimasta con i piedi ben saldi sulla terra, continua ad essere se stessa anche se non si è spaventata alla parola gurmé sfoderando un impasto con farine alternative quando la crusca era messa all’indice per poi continuare con la strepitosa Femmena e Fritta in varianti popolari e più nobili che hanno riempito a pranzo il suo “buco” dietro piazza Borsa. Ma per lei la pizza è una “bella Margherita perché la pizza è sempre femmina”.

Pizzeria Le Figlie di Iorio. Via Conte Olivares, 73. Napoli. Tel. +39 081 5520490

E ora, mentre state lì a leccarvi baffi e dita di fronte allo spettacolo di una buona Pizza Margherita, sarete pronti a resistere all’affronto di nuove pizzerie “alternative” (sottinteso alla pizzeria napoletana) che sono in cantiere?

Io da parte mia posso dirvi solo di assaggiare e di consigliare le vostre pizze Margherita preferite. Qui nei commenti o dove preferite.

L’importante, va da sé, è che sia sempre una Pizza Margherita buonissima.