La buona cucina italiana sono pronti a spiegarla i giovani ristoratori che oggi si riuniscono a Roma per il XXV congresso del JRE Italia, i Jeunes Restaurateurs d’Europe.

Il tema è valorizzare e conservare l’immenso patrimonio gastronomico e alimentare del nostro Paese, secondo (forse) solo a quello artistico.

Luca Marchini, presidente del ramo italiano dell’Associazione che conta oltre 350 ristoranti associati in 15 paesi europei, difende a spada tratta l’approccio che premia “la conoscenza delle radici storiche della cucina del nostro paese, lo studio delle tecniche e delle tecnologie e l’invenzione“. Senza studio, insomma, il talento serve a poco.

Al talento coltivato è dedicato il XXV congresso, nel quale verranno presentati i risultati della collaborazione con l’Istituto E. Maggia di Stresa (la più antica scuola alberghiera italiana) che oltre all’attività didattica prevede due borse di studio (Discovery Talent) per i migliori allievi di sala e cucina, nonché il nuovo master Intrecci, dedicato a 15 selezionatissimi partecipanti.

Quest’anno poi si parlerà della nuova iniziativa che JRE Italia in collaborazione con l’Associazione Salvatore Calabrese per lo studio della disfagia, la difficoltà a deglutire cibi solidi ma anche liquidi: un nuovo libro, di prossima uscita, con le ricette che gli chef JRE hanno studiato per aiutare a superare i limiti di questa patologia invalidante. “Un impegno che valorizza la nostra professionalità al di là della  semplice ricerca del gusto“, conclude Marchini.