Settimana storta per Massimo Bottura: dopo le critiche a Parigi, i ladri svaligiano casa

Ospiti indesiderati per Massimo Bottura: nella villa dello chef modenese questa notte hanno fatto irruzione alcuni malviventi, nel tentativo di impossessarsi di oggetti di valore. Avrebbe potuto andare peggio, poiché in casa c’erano la moglie Lara, che dormiva e non sembra essersi accorta dell’intrusione, e il figlio, che invece ha notato la luce delle torce elettriche ma è prudentemente rimasto fermo senza farsi notare.

Secondo i primi rilevamenti della polizia, i ladri sarebbero entrati forzando una delle finestre delle camere da letto, per poi uscire praticamente indisturbati dalla porta principale al termine della razzia.

Per ora si parla di monili e oggetti d’oro, contanti rivenuti frugando nei cassetti, ma l’inventario completo deve ancora essere fatto.

Dispiace che proprio Massimo Bottura sia diventato il bersaglio di azioni criminali, lui che attraverso il cibo si è fatto promotore di progetti di inclusione sociale e sostenibilità ambientale.

Grazie alla sua onlus Food for Soul, Massimo Bottura ha già aperto quattro Refettori, veri e propri ristoranti che riciclano il cibo in eccedenza dai supermercati, che altrimenti verrebbe buttato, e lo servono quotidianamente a una platea di avventori in difficoltà economiche e a rischio di esclusione sociale, come migranti, senza tetto, disoccupati.

Il progetto, inaugurato con il Refettorio Ambrosiano a Milano in occasione dell’Expo 2015, oggi vanta altre tre importanti aperture: il Refetorio Gastromotiva, a Rio de Janeiro, il Refettorio Felix a Londra, e l’ultimo nato, nel marzo scorso, il Refettorio Paris, al Foyer de La Madeleine, che però pare stenti a decollare a leggere Le Monde. Al contrario dei fratelli maggiori, oltre la metà dei 120 coperti del ristorante parigino restano vuoti.

La colpa, sempre secondo il quotidiano Le Monde, non sarebbe della formula in sé, ma dell’organizzazione. La location nel cuore di Parigi, innanzitutto, perfetta per servizi fotografici patinati (è all’interno della cripta della Chiesa della Madeleine) non è frequentata dal pubblico cui è rivolta l’iniziativa, che invece è numeroso nelle periferie e nelle zone nord-est della capitale.

Inoltre, l’orario del servizio cioè dalle 18:30 alle 20:30 coinciderebbe con quello di apertura degli ostelli per i senzatetto. Un’iniziativa per i bisognosi che se ne infischia delle esigenze dei bisognosi?

Alle polemiche mette fine Jean François Rial, direttore della mensa-ristorante parigina, con parole indignate su Twitter: è troppo presto per sapere se il Refettorio di Parigi sia un successo come gli altri o un flop, ci vogliono almeno due o tre mesi. “Intanto – specifica Rial – diamo da mangiare a 100 senzatetto ogni giorno“. E scusate se è poco.

[Link: Repubblica, Il resto del Carlino, Le Monde]


- venerdì, 18 maggio 2018 | ore 11:21

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