Sicilia. Il cannolo siciliano più buono lo mangiate a Santa Cristina GelaTempo di lettura: 2 min

Il cannolo siciliano più buono è quello dei fratelli Biscari, i tre maestri pasticcieri del Caffè del Corso a Santa Cristina Gela, paesino di mille abitanti a 30 km da Palermo.

È il verdetto della seconda edizione del Cannolo Festival, tenutosi a Sanlorenzo Mercato a Palermo con la sfida finale tra 4 maestri del cannolo siciliano.

Ecco l’ordine di arrivo (e la nostra Top Five).

I migliori cannoli di Sicilia

  1. Fratelli Biscari (Caffè del Corso – Santa Cristina Gela, Palermo)
  2. Nicola Petta (Extra Bar – Piana degli Albanesi, Palermo)
  3. Turi Cerniglia (Pasticceria Cerniglia – San Giuseppe Jato, Palermo)
  4. Rocco Vultaggio (Bar Vultaggio – Fulgatore, Trapani).

Scorza friabile e corposa realizzata con la farina di Maiorca, grano antico tenero siciliano, particolarmente profumata e digeribile; ricotta di pecora del territorio lavorata con poco zucchero; e un segreto, quello del vino rosato nell’impasto della scorza, che genera un dolce perfettamente in equilibrio tra i sapori della ricetta tradizionale.

Queste le caratteristiche del cannolo vincitore, che è già da anni oggetto di attenzione da parte degli appassionati del dolce tipico.

“La sintesi ideale tra l’innovazione, il rispetto della materia prima, la fedeltà a una tradizione antica che si tramanda da tre generazioni”, così ha commentato la giuria tecnica composta dal pastry chef Giovanni Cappello, lo storico delle tradizioni siciliane, scrittore ed etnografo Gaetano Basile, la giornalista enogastronomica Manuela Laiacona e il food tour operator Marco Romeo. Un giudizio che incontra anche il voto popolare espresso nella due giorni direttamente dalle migliaia di partecipanti alla manifestazione a Sanlorenzo Mercato.

Subito dietro al cannolo vincitore si piazzano le altre eccellenze selezionate per l’evento: Piana degli Albanesi, il borgo dell’entroterra palermitano noto ormai come “il paese dei cannoli”, custode di una tradizione secolare e di ricette che ancora oggi nascondono segreti di produzione gelosamente custoditi; San Giuseppe Jato, con una lavorazione originale e immediatamente riconoscibile, la ricotta dal sapore molto intenso e scorze leggere. Infine Fulgatore, a cui è spettato il delicato compito di rappresentare la provincia di Trapani, famosa per uno stile unico e inconfondibile già nella forma della scorza (più allungata e appuntita), ma soprattutto nella lavorazione della ricotta (più grezza e meno setacciata), per veri intenditori.

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