Il Parmigiano Reggiano nuoce gravemente alla salute! E anche pizza e prosciutto! L’allarme corre in rete, i social si indignano, il complotto delle multinazionali ai danni dell’Italia è ormai acclarato. Le raccomandazioni della WHO World Health Organization, ovvero OMS Organizzazione Mondiale per la Sanità, per prevenire le malattie non trasmissibili, ovvero quelle che colpiscono solo te e non puoi contagiare gli altri – infarto, diabete, ipertensione per dire – secondo la voce del popolo della Rete imporrebbero di stampigliare sulle forme di Parmigiano la scritta che normalmente leggiamo sui pacchetti di sigarette.

Ovviamente non è proprio così. Il rapporto dell’OMS, Time to deliver, fornisce indicazioni generali indirizzate ai capi di Stato e di governo e ai legislatori (sarà argomento di raccomandazione alla prossima riunione dell’ONU il 27 settembre), sollecitandoli a prendere delle iniziative, considerando il fatto che le raccomandazioni già promulgate, per le motivazioni più svariate, dalla mancanza di politiche adeguate all’inadeguatezza tecnica e operativa, alla mancanza di fondi, non hanno avuto riscontro né effetto.

Vi traduco qui le 16 raccomandazioni.

Con un’avvertenza in corpo 72: la parola “Parmigiano”, o “formaggio”, non compare né nelle raccomandazioni, né nel testo del documento.

Mentre occorre abbassare l’assunzione di sale.

Ridurre il consumo di tabacco

  1. Aumentare le accise e i prezzi dei prodotti a base di tabacco
  2. Implementare l’utilizzo di confezioni semplici standardizzate e/o di grandi avvertenze sui rischi per la salute su tutte le confezioni di tabacco
  3. Promulgare e far rispettare la proibizione completa della pubblicità, della promozione e delle sponsorizzazioni del tabacco
  4. Eliminare l’esposizione al fumo passivo di tabacco in tutti i luoghi di lavoro al chiuso, nei luoghi pubblici, e sui mezzi di trasporto pubblico
  5. Implementare campagne efficaci sui mass media per educare il pubblico ai danni del fumo, dell’utilizzo del tabacco e del fumo passivo

Ridurre l’uso di alcol

  1. Aumentare le accise sulle bevande alcoliche
  2. Promulgare e far rispettare la proibizione o delle restrizioni esaustive sull’esposizione alla pubblicità di alcolici su molteplici tipologie di media
  3. Promulgare e far rispettare restrizioni sulla disponibilità fisica di alcol al dettaglio (attraverso la riduzione degli orari di vendita)

Ridurre i regimi alimentari non salutari

  1. Ridurre l’assunzione di sale attraverso la riformulazione dei prodotti in modo che contengano meno sale e mettere a punto schemi di obiettivi per il livello di sale nei cibi e nei  pasti
  2. Ridurre l’assunzione di sale attraverso la creazione di un ambiente che possa essere di sostegno in istituzioni quali ospedali, scuole, posti di lavoro e case di cura, per rendere possibile che siano disponibili opzioni a minor contenuto di sodio
  3. Ridurre l’assunzione di sale attraverso una campagna di comunicazione e dei mass media sul cambiamento dei comportamenti
  4. Ridurre l’assunzione di sale attraverso la realizzazione di etichette sul davanti delle confezioni

Ridurre l’inattività fisica

  1. Implementare una campagna di educazione e di presa di coscienza del pubblico che coinvolga l’intera comunità per l’attività fisica, che includa una campagna sui mass media combinata con altri programmi educativi, motivazionali e ambientali per la comunità che puntino a sostenere un cambiamento dei comportamenti per quanto riguarda i cambiamenti dei livelli di attività fisica

Gestire le malattie cardiovascolari e il diabete

  1. Terapie a base di medicinali (inclusi il controllo glicemico per il diabete mellito e il controllo dell’ipertensione utilizzando un approccio al rischio totale) e assistenza agli individui che hanno avuto un attacco di cuore o un ictus e alle persone ad alto rischio (≥ 30%) o a rischio da moderato ad alto (≥ 20%) di un evento cardiovascolare fatale e non-fatale nei prossimi 10 anni

Gestire il cancro

  1. Vaccinazione contro il papillomavirus umano (2 dosi) delle ragazze fra i 9 e i 13 anni
  2. La prevenzione del cancro della cervice attraverso lo screening delle donne fra i 30 e i 49 anni, attraverso:
    – L’ispezione visiva con acido acetico unita a un trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose
    – Pap test (citologia cervicale) ogni 3-5 anni unito a un trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose
    – Test per il papillomavirus umano ogni 5 anni unito a un trattamento tempestivo delle lesioni pre-cancerose

Insomma, un falso allarme o comunque una retromarcia come riporta l’Ansa:

La riunione dell’Assemblea Generale dell’Onu del 27 settembre sulle malattie non trasmissibili si concluderà con una dichiarazione politica, da adottare per consenso, su cui sono in corso in questi giorni negoziati. Non e’ prevista nessuna risoluzione e nessun voto. E’ quanto si apprende da fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.

[Fonte: Time to deliver: report of the WHO Independent High-level Commission on Noncommunicable Diseases. Geneva: World Health Organization; 2018. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO.]

3 Commenti

  1. In teoria è così, nella realtà è un vero attacco delle lobby delle multinazionali del cibo ai prodotti che ancora sfuggono dal loro controllo, tra cui proprio parmigiano e altri tipici dell’agro-alimentare italiano. Come già succede nello UK, queste ‘indicazioni’ serviranno per giustificare provvedimenti contro parmigiano e altri, e a favore di prodotti che hanno subito trattamenti industriali.
    Sarebbe il caso di abolire organismi come l’OMS, carrozzoni che sprecano miliardi l’anno e servono solo gli interessi delle industrie.

    • Ti prego, Franco, non continuiamo ad alimentare queste frottole. Come se una multinazionale del cibo si preoccupasse dei fatturati (risibili, in proporzione globale) dei produttori dell’agroalimentare italiano. Suvvia, non cascarci anche tu!
      Che davvero, se volessero davvero schiacciare “la concorrenza del superiore cibo nazionale” (come i propalatori di bufale amano raccontare), avrebbero uno strumento semplice, semplicissimo, così ovvio che è ben assente dalle cronache di ordinaria bufala: si comperano le aziende. Come le multinazionali della birra fanno con i birrifici artigianali di successo, come le multinazionali del cibo fanno con i produttori di cioccolata o di gelato di successo (Grom, du iu now?)
      Ecco, se questo non succede, e non è comune che un prosciuttificio sia acquistato da Nestlè, un caseificio sia acquisito da Danone, forse vuol dire una cosa assai semplice: che quelle aziende non fanno concorrenza a nessuno, e (ncor pià importantE), quelle aziende del buonissimo agroalimentare italiano non generano quasi reddito, di sicuro nessun profitto appetibile per “la lobby delle multinazionali dei cibo”. Se lo fossero, credimi che Nestlè e company sarebbero da tempo sul pezzo

  2. Non sono salutari se li mangi 365 giorni l’anno e a quintali.
    E’ sempre la solita storia: troppa gente non sa controllarsi e non ragiona.
    Se uno si mangia un etto di prosciutto crudo in un giorno e tutti i giorni, è una persona che non ragiona e che non sa controllarsi.
    Poi i limiti consigliati cambiano di continuo. La stessa scienza 50 anni fa sosteneva dosi minime diverse, e tra 50 anni saranno cambiate di nuovo.
    Poi questi studi sono sempre generici, perchè “prosciutto” nelle loro ricerche/studi non è certo un nostro DOP ma il 99% dei prosciutti venduti in Europa, ovvero prodotti dozzinali perlopiù, fatti tutti usando i nitriti/nitrati (cosa che i TUTTI i nostri prosciutti DOP non utilizzano), spesso pesantemente affumicati, e quasi sempre molto più salati dei nostri DOP.
    Ma poi: perchè così tanta gente ha bisogno di bollini e messaggi vari per sapere se un prodotto contiene tanto zucchero, tanti grassi, tanto sale, ecc.? Non hanno un cervello per capirlo da soli? Non sanno regolarsi da soli? Puoi scrivergli tutte le raccomandazioni che vuoi, tanto quella gente che ha oroblemi di questo tipo, finchè sarà cliente abituale dei fast-food rimarrà sempre nella stessa pessima situazione. E’ la mentalità che va cambiata, finchè non sviluppano un vero concetto di qualità saranno tali e quali a prima.

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