L’autunno a Roma si annuncia con tante nuove aperture.

A tenere banco sono i locali di nuova bistronomia e le pizzerie. E così, mentre a Milano arriva il ristorante del tristellato capitolino Heinz Beck (che pure è partito con il bistrot), nella Capitale chef come Adriano Baldassarre – stella Michelin con il Tordomatto – e Luciano Monosilio, che ha lasciato lo stellato Pipero, pensano a forme di ristorazione più abbordabili a base di immancabile carbonara e polpette.

Un ritorno alla tradizione sempre più marcato sospinto anche dalla voglia di riscoprire la pizza alla romana, quella bassa e schiacciata, soverchiata dalla pizza napoletana.

1. Luciano Monosilio apre Luciano Cucina Italiana

L’appuntamento è per il 20 settembre, nella piazza del Teatro di Pompeo (siamo in zona Campo de’ Fiori). Apre Luciano Cucina Italiana, il nuovo ristorante di Luciano Monosilio, a pochi mesi dal suo “divorzio” da Alessandro Pipero, che ha interrotto un sodalizio durato otto anni. Qui dove c’era Baffetto 2.

In realtà, non è esattamente un ristorante, come Luciano ha dichiarato al Gambero Rosso.

“Luciano Cucina Italiana vuole rappresentare un punto di rottura con tutte le forme ristorative attuali, dalla trattoria al fine dining. In pratica è un progetto imprenditoriale focalizzato sulla diffusione della cultura italiana del cibo nel mondo.”

Tradotto, ci sarà la carbonara, il suo piatto-simbolo – anzi, ci sarà anche una macchina per trafilare la pasta (Pama Parsi), segno che la pasta, in tutti i suoi formati, sarà uno dei centri di attrazione del locale. E l’altro simbolo dell’italianità culinaria, la pizza? Ci sarà anche quella, ovvio: la supervisionerà un giovane pizzaiolo, Elio Santosuosso di Exquisitaly.

I prezzi andranno da massimo 15 € per i primi ai 18/20 € per i secondi. Non si sa delle pizze.

Luciano Cucina Italiana sembra un format già pronto per l’esportazione (anche il nome è già pronto – Luciano come Monosilio, ma anche come Pavarotti), e in effetti ci sono in corso progetti che vedono protagonista, in vario modo, il giovane chef romano, dal ristorante-pizzeria genovese Fra Diavolo, al Capolavoro a Rio de Janeiro, attualmente pop up  in rodaggio in vista dell’apertura a giugno.

Luciano Cucina Italiana. Piazza del Teatro di Pompeo, 18. Roma. Tel. +39 0651531465. 

2. Stefano Callegari al Charro Café

Il Charro Cafe, storico locale al Testaccio, evidentemente di ispirazione messicana, sarà la prossima avventure di Stefano Callegari con Flavio De Maio. Lo definisce “Lo spazio giusto per lavorare sulla pizza romana, che è pronta per vivere la sua rinascita, come dimostrano le ultime aperture in città. Con Flavio ci divertiremo anche a rispolverare un po’ di cultura anni Ottanta, una goliardata che passa per i tortellini con la panna, il cocktail di gamberi, le pennette alla vodka… Ma ci saranno anche un paio di piatti messicani, in omaggio alla storia dell’insegna”.

Apertura prevista per metà settembre.

Charro Cafè. Via di Monte Testaccio, 73. 00153 Roma. 

3. Luca Belliscioni ritorna con Sesamo Pizza e Cucina

Partito da Roma per portare la pizza al taglio alla romana a Lisbona, grazie a due soci portoghesi, Luca Belliscioni è tornato indietro per aprire Sesamo Pizza e Cucina. Compagni d’avventura, Valerio Mangiavacchi, pizzaiolo, e Francesco Casanova, chef.

Il fatidico “Apriti, Sesamo!” verrà pronunciato all’inizio di ottobre nei locali dell’ex-Kalamaro Piadinaro in viale Trastevere, angolo piazza Mastai. Aperto da colazione  fino a cena, non sarà una classica pizzeria a taglio, “ma un locale informale dove trovare ristoro in qualunque momento della giornata, che servirà anche hamburger gourmet, insalate homemade, sfizi di cucina secondo stagione. E perché la pizza conservi il suo scettro, anche i burger saranno serviti tra due cialde di pizza al sesamo che sostituiscono il bun tradizionale.”

Per la pizza, impasto ad alta idratazione, lievitazione a 72 ore, farine selezionate (tipo 1, 0, ma anche farro e soia) e preparate apposta per Sesamo, e una decina di proposte diverse. La carne è del Gruppo Galli.

Sesamo Pizza e Cucina. Viale Trastevere, 83. Roma.

4. Franco e Fattahnel raddoppiano Pane e Tempesta

Un laboratorio troppo piccolo, una richiesta impossibile da soddisfare: sono le motivazioni migliori per aprire un nuovo locale per la propria attività.

Da settembre, Pane e Tempesta. Panificio naturale raddoppia in via della Pisana, al posto della panetteria Buono Buonissimo, e il nuovo locale diventerà il nuovo centro di produzione di Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattahnel, i creatori della “tempesta di pane” che dal 2014 ha agitato la panificazione capitolina.

“Il nostro pane sarà una storia romantica, finalmente ci sentiamo liberi di esprimerci come vogliamo, nel nostro piccolo. Abbiamo rifiutato le proposte di eventuali soci finanziatori, perché Pane e Tempesta racconta anche la storia di un legame profondo tra me e Omar, e vogliamo che continui così.”

Ci saranno una ventina di tavoli, pane “naturale”, come da insegna, pasticceria da forno; ci saranno anche il pane sciapo con farina di ceci e ì quello con acqua fermentata di pane, i loro “signature bread”, i loro pani-simbolo.

Pane e Tempesta Panificio Naturale. Via della Pisana, 167 . Roma.

5. Adriano Baldassarre apre Avvolgibile e ristruttura Tordomatto

Avvolgibile, come avvolgibili sono gli spaghetti sulla forchetta. Anche Baldassarre ricomincia, come Monosilio, da un’idea di cucina popolare, da trattoria, in attesa dei lavori di ristrutturazione del suo Tordomatto.

“Credo che avvolgere sia un gesto emblematico della tavola romana, penso alla pasta, ma anche a tante altre situazioni della cucina popolare. E ci sembrava il nome più giusto per omaggiare un progetto che vuole fare chiarezza sul concetto di trattoria,” ha dichiarato al Gambero Rosso.

Apertura prevista per metà ottobre, per questa trattoria che celebrerà la cucina romana “di tradizione”, ma tenendo ben presente l’esperienza del Tordomatto. E significativamente aperta al Tuscolano, quartiere di origine di Adriano.

Un menu breve, con alcune scansioni tradizionali, giusto a rimarcare la natura del locale, giovedì gnocchi, sabato trippa. E polpette, saltimbocca, puntarelle, via di tradizione. Conto, sui 30 €.

Avvolgibile Trattoria Popolare. Circonvallazione Appia. Roma. 

6. Luca Ludovici addomestica il Lion

Luca Ludovici, un altro giovane chef della generazione dei trentenni, esperienze all’Alma, con Giulio Terrinoni, Michel Roux, Massimiliano Alajmo e Antonio Sciullo, sarà in cucina al Lion, bistrot & restaurant con cucina gourmet. Ci sarà un privè di 8 posti in cui sarà possibile provare su prenotazione il menu degustazione, e un dehors da 40 posti. E una cantina di 350 etichette.

Lion, bistrot & restaurant. Corso del Rinascimento. Roma

7. Patrick Pistolesi prepara Drink Kong

Patrick Pistolesi, lasciato il Caffè Propaganda, ha trovato casa in nuovo locale, Drink Kong- Sarà un mix di Irlanda, Italia naturalmente, e Giappone, a cui viene dedicata la seconda delle tre sale del locale, più formale; ka prima sarà più informale, e si potrà mangiare e bere, mentre la terza sarà dedicata alla musica (ma ci saranno anche dei videogiochi a fare arredamento…).

In carta, solo i nomi dei distillati: sarà il cliente a riconoscere i cocktail. In menu, curato da Marco Morello, tapas – bao, dumpling e tacos.

Drink Kong. Via Giovanni Lanza, angolo piazza San Martino ai Monti. Roma. 

[Link: Gambero Rosso, Puntarella Rossa, Facebook]